Alimentazione e coronavirus: le risposte alle domande più comuni
Mangiare sano

Alimentazione e coronavirus: le risposte alle domande più comuni

Troppe notizie false e allarmismi pericolosi rischiano di confonderci anche di fronte ai cibi da mettere in tavola: facciamo chiarezza

Il nuovo coronavirus SARS-CoV-2, che causa la malattia chiamata COVID-19, è stato scoperto da poco tempo, e da ancora meno è la causa della pandemia che interessa tutto il mondo. È naturale, quindi, che ci siano ancora molte cose di questo virus che non sappiamo con certezza. Anche per questo molte "bufale" e teorie prive di fondamento hanno trovato terreno fertile per diffondersi, spesso creando allarmismi. Nonostante le indagini e gli studi scientifici in corso, ci sono alcuni aspetti relativi al rapporto tra COVID-19 e alimentazione sui quali è possibile da subito fare chiarezza. Ecco le risposte alle domande e alle preoccupazioni più comuni su questo fronte.

I cibi che mangiamo possono trasmettere il coronavirus?

No. L’Efsa, cioè l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha affermato già a inizio marzo che non ci sono prove che COVID-19 si trasmetta attraverso il consumo di cibo. Questa modalità di trasmissione tra l’altro non è mai stata osservata nemmeno in occasione dei precedenti focolai di altri tipi di coronavirus, come quelli che hanno causato l’epidemia di Sars del 2003 o quelli responsabili della sindrome respiratoria mediorientale da coronavirus (Mers).

L’acqua del rubinetto si può bere senza rischi?

Sì, non ci sono prove che il COVID-19 si trasmetta attraverso le acque potabili. L’acqua del rubinetto è quindi sicura e non rappresenta un veicolo di contagio. Come ha precisato lo European Food Information Council (Eufic), organizzazione no profit di informazione scientifica sulla sicurezza e la qualità alimentare, sia l’acqua del rubinetto sia quella in bottiglia subiscono in ogni caso regolari trattamenti di filtraggio e disinfezione che, se anche fossero presenti, eliminerebbero qualunque virus o microrganismo pericoloso.

Ci sono norme igieniche particolari che dovrei seguire mentre cucino?

Quando si cucina o si maneggiano cibi è bene seguire alcune semplici norme di igiene alimentare domestica che, al di là dell’emergenza in corso, andrebbero osservate sempre, perché servono a prevenire qualunque tipo di contaminazione alimentare. Sono regole banali, che però vale la pena ricordare: lavarsi bene le mani con acqua e sapone prima e dopo aver preparato o consumato del cibo; lavare frutta e verdura prima del consumo; disinfettare le superfici della cucina e gli utensili dopo aver cucinato. È buona norma anche conservare i cibi crudi separati da quelli cotti. Se mentre cucini o maneggi del cibo tossisci o starnutisci, lavati le mani prima di riprendere l’attività.

Gli imballaggi e le confezioni degli alimenti possono essere contaminate?

Come è noto, il nuovo coronavirus si trasmette da persona a persona attraverso il contatto con goccioline di saliva infette. Il virus contenuto in queste goccioline, che si disperdono nell’ambiente tramite starnuti o colpi di tosse, sembra in grado di sopravvivere per diverso tempo sulle superfici. Secondo l’OMS, le evidenze attualmente suggeriscono che possa rimanere attivo per qualche ora o giorno, a seconda del tipo di superficie e dell’umidità e della temperatura esterne. Per questo, spiega l'agenzia Eufic, "esiste un remoto rischio di contagio dal contatto con una superficie o un oggetto che è stato contaminato dal virus, se poi ci si tocca la bocca, il naso o gli occhi". Tale oggetto potrebbe anche essere un imballaggio alimentare in plastica o cartone, sebbene una simile modalità di contagio al momento non sia mai stata segnalata. Per prevenire questo rischio è sufficiente seguire alcune norme di comportamento, spiegate nel prossimo punto.

Come mi devo comportare quando faccio la spesa?

È utile fare la spesa indossando guanti in plastica monouso, che poi vanno rimossi rovesciandoli su se stessi una volta usciti dal supermercato o dal negozio (in molti punti vendita è già obbligatorio usarli). Tieni presente che i guanti non sostituiscono la corretta igiene delle mani, quindi lavale accuratamente prima e dopo aver fatto la spesa e dopo aver toccato le confezioni di cibo appena comprate. Pur facendo attenzione a non toccare alimenti che non si ha intenzione di acquistare, bisogna considerare il fatto che, più degli imballaggi alimentari, ci sono altre superfici “a rischio”, perché vengono toccate da tante persone: ad esempio i tasti delle bilance per pesare i vegetali. L’indicazione più efficace è semplicemente quella di evitare di toccarsi il volto, il naso, gli occhi o le orecchie mentre si fa la spesa.

Il cibo da asporto è sicuro?

Prendere cibo da asporto o a domicilio è sicuro, come anche ordinare la spesa online, anche perché in genere c’è la possibilità di pagare prima della consegna evitando di toccare e scambiare denaro. In ogni caso gli esperti suggeriscono di seguire le stesse norme adottate per fare acquisti nei negozi o al supermercato, cioè lavarsi le mani con acqua e sapone per almeno 30 secondi dopo aver ricevuto l’ordine e portato in casa gli alimenti consegnati.

Non sentire più il sapore degli alimenti è un sintomo di COVID-19?

La perdita temporanea del gusto e dell’olfatto (chiamata anosmia) sembra essere un sintomo ricorrente nei pazienti affetti da COVID-19, che però si manifesta principalmente con febbre, tosse e difficoltà a respirare, meno frequentemente con naso che cola e mal di gola. Solo nelle ultime settimane numerosi medici hanno segnalato che diversi pazienti positivi al coronavirus manifestano anche una perdita di gusto e olfatto, che tornano quelli di un tempo dopo la fase acuta della malattia. Sono in corso studi e approfondimenti per capire quanto sia frequente il sintomo (attualmente si stima interessi il 30-60% dei soggetti malati), quanto perdura e se tende a presentarsi nelle prime o nelle ultime fasi dell’infezione. La perdita di gusto e olfatto, comunque, può essere un sintomo anche di infiammazioni delle vie aeree superiori non causate dal nuovo coronavirus.

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