Allontana le zanzare... con la monarda!
Erbe e fitoterapia

Allontana le zanzare... con la monarda!

Coltivala sul balcone o sul davanzale e ti libererai degli insetti. Ma con la monarda puoi anche preparare un ottimo infuso anti virale

I fiori colorati e le foglie aromatiche della monarda attirano le api e le farfalle e così tengono lontani insetti come zanzare, mosche e moscerini, particolarmente insidiosi nella bella stagione. Si spiega così come mai la Monarda didyma - pianta della famiglia delle Labiate imparentata con lavanda e melissa - andrebbe coltivata e utilizzata durante i mesi estivi, tanto più che diffonde nell’aria un profumo delizioso, che ricorda quello del bergamotto.

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Monarda: da dove viene, perché si chiama così

Erbacea perenne originaria del Nord America, veniva usata dai nativi per preparare un tè, chiamato tè d’Oswego, dal nome della tribù indiana che ne faceva uso - che aveva un retrogusto mentolato e veniva somministrato per curare mal di stomaco, febbre e tutte le malattie respiratorie acute. La pianta approdò in Spagna insieme a Cristoforo Colombo di ritorno dalla scoperta del Nuovo Continente e, una volta in Europa, venne studiata da Nicholas Monardes, il botanico spagnolo che le diede il nome e la catalogò sotto la denominazione di “origano canadese” all’interno del suo celebre Erbario, pubblicato nel 1574.

La monarda è utile contro funghi e muffe

Oggi possiamo coltivare la monarda e fare tesoro del suo interessante fitocomplesso in cui spiccano soprattutto oli essenziali ad azione antivirale e battericida e le vitamine B1, B2 e C. C’è poi un principio attivo che rende ancora più curativa la pianta: la timina, una sostanza analgesica e antinfiammatoria che si è confermata molto efficace per neutralizzare germi, virus, funghi e muffe (in particolare la pericolosa muffa nera) che, attraverso le vie aeree, arrivano a contaminare le mucose polmonari, indebolendole.

Prepara così il tuo infuso di monarda

Le foglie di monarda, una volta essiccate, si usano per preparare un , ottimo sia caldo che freddo: ne basta un cucchiaino per 200 ml di acqua, da far bollire per 10 minuti. Se ne bevono 2-3 tazze al giorno. Nella medicina popolare, questa bevanda veniva somministrata per curare raffreddore, mal di gola, tosse, bronchiti e infezioni intestinali, soprattutto se dovute a parassitosi: la monarda, infatti, contiene timolo, una sostanza fortemente antisettica. Il medesimo infuso, una volta raffreddato, può essere impiegato per i lavaggi in caso di cistite, come collutorio o si applica come impacco sulla pelle, per attenuare il bruciore delle ustioni e il prurito dell’eritema solare.

Aggiungila all’olio d’oliva

Con i rametti e le foglie di monarda (privati dei fiori e fatti essiccare) si può anche preparare un oleolito: se ne mettono 6 o 7 in una bottiglia di olio d’oliva e lo si espone alla luce del sole per 3 settimane. Al termine, si filtra l’unguento: grazie alla sua azione antinfiammatoria e cicatrizzante, si può applicare su brufoli, arrossamenti e piccole ferite.

Usala nei pinzimonio al posto del sale

Le foglie fresche e spezzettate della pianta di monarda rilasciano un fresco sentore di menta, talora quasi di canfora: ecco perché si abbinano molto bene ai piatti di carne e ai carpacci di pesce, di cui migliorano l’assimilazione di grassi e proteine. Una volta che le avrai trasformate in un battuto insieme a salvia e origano, aggiungile alla vinaigrette del pinzimonio oppure a una ciotolina di misticanza con sedano, ravanelli e fiori freschi: eviterai di metterci il sale!

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