Quando siamo sotto stress e non riusciamo a ridurre il ritmo della nostra vita, rischiamo di ammalarci di molte patologie; come rimediare
Quando lo stress fa ammalare davvero
Lo stress e i ritmi accelerati
Uno stile di vita, un gruppo di malattie. Benché sembri un beffardo slogan, questa espressione ben riassume un fenomeno che gli studi di medicina psicosomatica stanno sempre più confermando. È accertato da tempo che lo stress predispone l'organismo a una generica "maggiore possibilità di ammalarsi", ed è ormai sempre più evidente che un particolare modo stressante di vivere, di percepirsi, di relazionarsi e di organizzare il tempo, favorisce di più l'insorgenza di alcune patologie rispetto ad altre.
Fra i tipi di stress che logorano maggiormente c'è senz'altro la fretta. Per molti non è qualcosa di sporadico, che si attiva - come è naturale che sia - in situazioni specifiche di ritardo per poi disattivarsi una volta che l'appuntamento o l'evento siano stati superati; lo stress è diventato un abito esistenziale, la fretta una costante, presenti entrambi per quasi tutto il tempo della giornata.
Sempre di corsa, lo stress è in agguato
A volte lo stress si esprime come sensazione di essere in ritardo anche quando non ci sono orari particolari da rispettare; altre volte ci fa immergere in un vortice di iperattività senza sapere bene perché si va così veloci; e altre ancora si manifesta con l'incapacità di prendersi pause o di rallentare perché ci si sente subito in colpa, anche se non c'è motivo. La frustrazione per non riuscire ad afferrare il futuro è ingigantita dall'impossibilità («Non c'è tempo!») a elaborare il passato.
Le cause dell'instaurarsi di questa forma di stress sono molteplici e vanno da una marcata incapacità di organizzare il tempo, a un disturbo d' ansia, dalla paura dei momenti "vuoti" al timore del giudizio, all'insicurezza, al senso di inadeguatezza. In tutti i casi lo stress va superato perché, se dura troppo a lungo, il corpo farà sentire il suo disagio, in particolare attraverso uno o più sintomi fra quelli indicati nella tabella sottostante.
Vita frenetica, sintomi conseguenti
Ecco i tipi di stress più frequenti. Accanto ad ognuno è specificato il sintomo che favorisce con maggiore probabilità.
Tipo di stress Cosa rischi
Eccesso di velocità mentale Dermatite seborroica
Incapacità di cambiare marcia Problemi alla tiroide
L'arte di vivere felici
Davide Mosca
Le riflessioni e le massime di grandi pensatori ci guidano a scoprire la felicità nascosta in ogni alba che arriva. Tutti i giorni dell'anno sono avvenimenti nuovi, unici e irripetibili, da accogliere con passione e da vivere pienamente.
Senso di costante ritardo Tensioni muscolari
Perdita degli orari fisiologici Disturbi del ritmo cardiaco
(sonno, pasti, riposo)
Continuo controllo dell'orologio Ipertensione arteriosa
Pensieri ossessivi Disturbi del sonno
Voler essere in anticipo Disturbi d'ansia
I consigli: rallenta i tuoi ritmi poco a poco
Prima di sottoporti a una psicoterapia, a trattamenti corporei antistress o a tecniche di rilassamento, è fondamentale ridurre il senso di fretta allentando un poco il ritmo di impegni, altrimenti saranno fonte di ulteriore stress.
Sii graduale
Un corpo che da mesi e anni vive lo stress come uno stile di vita, non può abbandonarlo di colpo: i sintomi aumenterebbero. Inserisci cambiamenti graduali e progressivi nella tua settimana, con decisione ma... senza fretta.
Sii realista
La fretta spesso nasce da un errore tecnico di organizzazione o dalla scarsa conoscenza dei propri limiti e risorse. Prova a stilare una scaletta della giornata e della settimana che sia calibrata su un maggiore senso di realtà e che non preveda la necessità di andare al massimo.
Mini- test
Chi da tempo è immerso nella fretta non se ne accorge quasi più. Capirlo però è semplice: prova a fermarti, in un momento qualsiasi della giornata lavorativa, per cinque minuti. Se provi un senso di disagio, di tensione o di colpa, sei "malato" di fretta.
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I colloqui di psicoterapia sono svolti anche presso il Centro Riza di Medicina Naturale (Milano).
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