Tutto quello che si deve conoscere prima di acquistare questi ortaggi onnipresenti sulle tavole del nostro paese, e sempre più nei banchi frigo dei supermercati
Insalata in busta, cosa è bene sapere
Dall’orto al supermercato ma sempre presenti
Gli antichi romani amavano molto mangiare l’ insalata, e quand’era possibile la coltivavano nel loro orticello. A distanza di secoli, la passione per questo sano e leggero contorno è ancora diffusissima tra gli abitanti della Penisola che, chi più chi meno, apprezzano un piatto di insalata a base di soncino, lattuga, radicchio, rucola, condito con poco olio, sale, limone o aceto. Con la differenza, però, che sia per mancanza di tempo sia per ragioni oggettive, dall’orticello si è passati al fruttivendolo e negli ultimi tempi al banco frigo dei supermercati dove vengono esposte in numero sempre maggiore le cosiddette “verdura di quarta gamma”, cioè le insalate già mondate, lavate, tagliate e confezionate in buste o in vaschette monoporzione.
In effetti, aprire una confezione, versare il contenuto nell’insalatiera e condire è più pratico rispetto alla serie di operazioni – cernita, lavaggio, asciugatura, taglio – che richiede la versione ordinaria dell’ insalata. Come tutti i servizi, anche questo ha un prezzo: l’ insalata pronta può costare dalle due alle sette volte in più rispetto a quella in cespo, e inoltre richiede maggiore attenzione al momento dell’acquisto.
Le regole da rispettare
Per avere un’ insalata già pronta da condire di buona qualità è importante rispettare la catena del freddo, dalla raccolta fino a quando l’ortaggio approda nell’insalatiera. La temperatura deve rimanere costantemente bassa anche durante le fasi della lavorazione, che dovrebbe avvenire in sale climatizzate e utilizzando acqua ghiacciata, per conservare al meglio le singole verdure bloccando la riproduzione di batteri. Terminato il ciclo di pulitura, asciugatura e confezionamento, i prodotti devono essere conservati in celle frigorifere e poi trasportati in camion frigo fino ai banconi refrigerati dei punti vendita
È precisamente il confezionamento ad impedire all’ossigeno di penetrare nella busta o nella vaschetta, evitando la fuoriuscita dell’anidride carbonica prodotta dalle foglie, che restano “vive” nonostante il taglio e continuano a respirare. In questo modo, con il passare delle ore all’interno della confezione si crea una situazione simile a quella dei prodotti conservati in atmosfera modificata, che rallenta l’avvizzimento delle sfoglie e lo sviluppo di eventuali muffe. Tutto ciò vale fino a quando la confezione resta al freddo e correttamente sigillata: aperta la busta o la vaschetta, le foglie si degradano velocemente anche perché dal taglio fuoriescono succhi che costituiscono un terreno favorevole alla moltiplicazione batterica.
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Consigli per gli acquisti
Acquista solo confezioni di insalate conservate nei banconi refrigerati.
Controlla sempre la scadenza: come per tutti i prodotti freschi, vale al regola generale di scegliere la confezione con la data di scadenza più lontana, tenendo conto che è sempre meglio utilizzarne il contenuto almeno due o tre giorni prima che scada.
Osserva con attenzione il sacchetto o la vaschetta e scarta quelli che hanno condensa all’interno.
Verifica lo stato dell’ insalata: la presenza di foglie annerite ai bordi o nel punto del taglio significa che il prodotto si sta già alterando e le foglie marcescenti gonfiano l’addome.
Scarta anche le confezioni con molte foglie attaccate al cellophane e dai la preferenza a quelle dove i pezzi hanno dimensioni regolari.
Sull’etichetta, l’elenco del contenuto viene indicato in ordine decrescente. Nelle confezioni di insalata mista, questo permette di scegliere in base ai propri gusti. Se nessuna insalata è presente in quantità maggiore a un’altra, ci può essere la dicitura “in proporzione variabile”.
Non interrompere la catena del freddo: dopo l’acquisto, metti il sacchetto in frigo il prima possibile. Per sfruttare l’ insalata in busta come pranzo in ufficio, comprala la mattina stessa o fai in modo di trasportarla da casa in una borsa termica.
Una volta aperta la confezione, l’ insalata va consumata in giornata o al massimo nel giro di 24 ore.
È sempre consigliabile sciacquare le insalate già tagliate, anche quando non è espressamente indicato sulla confezione. Questa operazione diventa indispensabile anche per individuare e eliminare le foglie che iniziano a marcire.
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