11 July 2011

Scopri il maestro che c'è in te

 

 
Scopri il maestro che c'è in te mask
 

 
Buon giorno a tutti, su Riza di questo mese parliamo dello scoprire il nuovo che c?è in noi. Nel post precedente vi ho parlato delle cose che ci vengono facili e dei talenti che si scoprono dopo una certa età. Ma allora, quando si invecchia ci sono tante cose da imparare? Sì, ma dal- dentro- di noi. Passiamo la vita ad andare a scuola per imparare cose che non ci servono a nulla e invece ci dimentichiamo dell?unica cosa che conta nella vita: quello che sappiamo senza averlo studiato, senza averlo imparato. Ai gruppi del giovedì è venuto un professore di anatomopatologia, il quale ha detto: «Sono venuto per imparare delle cose nuove». E io gli ho risposto: «Perché vuole imparare? Pensi a insegnare». Questa è una cosa molto importante: svegliatevi la mattina e invece di dire: ?Oggi cosa imparo dalla vita??, che è un luogo comune, provate a dire: ?Io oggi voglio insegnare qualcosa a qualcuno?. In modo che si sviluppi dentro di voi l?immagine del maestro. Noi passiamo la vita ad essere allievi e invece siamo anche maestri. Con i nostri figli siamo maestri ma siamo ?maestri di luoghi comuni?, perché gli diciamo le cose che i nostri genitori hanno detto a noi: ?Non studi, comportati bene, fai il bravo, ma perché torni sempre così tardi, sbrigati, cerca di risparmiare di più?. Nel cervello di ognuno di noi c?è l?allievo che studia e che impara ma c?è anche il maestro. Solo che il maestro ce lo dimentichiamo. Lo scrittore Isaac B. Singer che era un grande studioso dell?anima ebraica, racconta questo episodio: un allievo va da un grande rabbino per imparare, il grande rabbino gli dice: «Vai ad insegnare»;  «Ma io non so cosa insegnare!», risponde l?allievo. Allora il rabbino dice: «Insegna le cose che sai dentro di te». «Ma io non so quali sono?» «Peccato, vuol dire che ti sei distratto » Dentro a ognuno di noi c?è una naturalezza che insegna. Quando possiamo essere maestri? Quando la smettiamo di voler essere dipendenti e sempre allievi. Quando smettiamo di aspettarci che qualcuno ci dia delle risposte. Diventare maestri significa anche imparare a fidarsi del nostro signore sconosciuto che ci abita. «Ma io dottore cosa ho da insegnare?». Socchiudi gli occhi, affidati al tuo ?posto buio? e vedrai che ci sono alcune cose che sai solo tu, non te le ha insegnate nessuno ma tu le sai. Ci sono persone che percepiscono il tempo meteorologico meglio delle previsioni del tempo, Ce ne sono altre che vedono i dettagli: «Ma Michela! Come ti sei vestita, ti porto io nella boutique giusta!» Ci sono persone che si accorgono, per esempio, che stai sbagliando a cucinare. Ci sono persone che non hanno mai provato a farlo e sanno fare il pane. Anziché pensare sempre a cosa devi imparare, pensa cosa puoi insegnare. E cosa puoi insegnare se non quello che sai? E cos?è quello che sai? Quello che dentro di te sta facendo l?essere unico che sei.
Vuoi che non sappia insegnare? Ultima cosa, la maturità: via, via che invecchiamo, l?anima cerca di imparare a fare cose nuove. Siccome sa che ha poco tempo perché ci avviciniamo alla morte, ha bisogno di esprimere delle capacità, delle possibilità, dei talenti e la voglia di imparare cose nuove per poterle trasmettere meglio alle persone che verranno. Invecchiando si presenta il momento migliore per conoscere più a fondo i nostri talenti, i nostri interessi e per trasmetterli ad altri. Insomma, siate buoni maestri, non solo allievi. Buona giornata.

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alessandro 02/02/2013 18:10

e si' bellissimo pst ma alla mia eta' che posso insegnare?sono ancora cosi' giovane(27).?

carla 01/07/2012 00:00

carla

Bellissimo intervento dottore!! Non avevo mai pensato alla possibile efficacia di un approccio di questo genere. Nella vita si parla sempre di imparare: 'impara l'arte e mettila da parte', 'sbagliando s'impara', un altro detto dialettale recita 'non si nasce imparati', tutto il contrario di ciò che dice lei in questo post. Da domani cercherò di seguire il suo consiglio e chiederò a me stessa che cosa ho io da insegnare agli altri, vediamo un pò quali doni il mio cervello vorrà farmi. Magari mi scopro un genio dell'ingegneria elettronica..ahahah buona estate a tutti!

silvia 20/06/2012 00:00

silvia

caro Dott.Morelli la seguo da un po di tempo e le vorrei sottoporre la mia questione:vivo a firenze ho 41 anni e ultimamente mi si presentano da vivere solo storie a distanza. e quando parlo di distanza intendo veramente lontano. l'anno scorso con un ragazzo di Lecce finita per mia volontà e con una sofferenza atroce! poi sono stata in vacanza in argentina e ho conosciuto un uomo con cui è iniziata comunque una relazione.(per quanto siamo dall'altra parte del mondo) e forse con l'intento da parte sua di trasferirsi in italia ! quello che vorrei domandarle è questo: cosa vorrà dirmi la mia anima, che ancora nn comprendo....presentandomi storie praticamente impossibili???

Decio 17/02/2012 00:00

Decio

Forza
Onore
Resistenza
Coraggio
Amore

Decio 05/02/2012 00:00

Decio

La sua saggezza è un balsamo.

"Perle" rare per i ricercatori/esploratori dell'anima.

Grazie!!!

giorgio 30/09/2011 00:00

giorgio

caro Dott. Morelli, vorrei chiederle come si fa a coltivare un sano distacco dalle cose e non "esprimere piu' giudizi" come lei dice spesso senza pero' perdere il senso critico delle cose e il discernimento che contraddistingue l'essere umano ;

grazie mille

Giorgio

mario 30/08/2011 00:00

mario

Carissimo Raffaele, ho 37 anni ed abito a Bologna;
Ti scrivo per sapere cosa ne pensi su alcune tematiche;
Io so che tu sei un appassionato di filosofia orientale e questo lo si evince anche dalle tue argomentazioni e rimandi ai "saggi" indiani; Io ho seguito per anni maestri come osho,nisargadatta,ramana nel senso che ho "studiato" il loro pensiero e il loro modo di cocepire la vita assimilando in profondita' un certo stile di vita e inconsciamente anche uniformandomi ad un certo modello di vita; Con gli anni pero' mi sono reso conto che l'approccio di questi maestri e di tutta la filosofia orientale e' un approccio che mira ad annullare il senso dell'io e di conseguenza anche dei desideri, delle motivazioni,della voglia di progettare,...; Se partiamo dal presupposto che noi non siamo il binomio "corpo-mente", ma il Se' superiore.....in quello stato non puo' esserci attivita' dell'io e quindi neanche della volonta' e della voglia di vivere...Nietzsche ha scritto varie opere a proposito del nichilismo inteso come negazione della volonta' e dell'individuo...; Senza andare troppo nel filosofico ti faccio degli esempi pratici: Ramana Maharshi e' stato un "illuminato" che dopo aver raggiunto il samadhi ha passato il 90 per cento della sua vita fermo sul letto o comunque senza fare nulla.....fisicamente intendo..non avendo piu' un io non aveva neanche motivazioni a creare nulla,a creare progetti, ad aiutare il prossimo con attivita' di vario genere...per lui ogni cosa era vana, qualsiasi cosa succedesse lui era comunque in uno stato di perfezione, e imperturbabilita'; Ma a questo punto mi chiedo possono questi personaggi divenire modelli per l'umanita'? non e' rischioso per un adolescente ad esempio prendere questi saggi come modelli? la volonta' scaturisce dall'interesse e l'interesse da uno scatenamento emotivo, come si puo' pensare di continuare a vivere su questa terra senza volonta',interessi,motivazioni? del resto nessun illuminato come ramana,nisargadatta,osho ha mai creato qualcosa di costruttivo per l'umanita'.....mi viene in mente Nikola Tesla ,Maiorana, tutta gente non certo "illuminata"...Del resto molti psichiatri e filosofi pensano che il vivere nel presente possa essere pericoloso perche' puo' portare al ristagno della volonta', della motivazione,..e se il futuro smette di retroagire per spingere le persone a progettare, e' facile cadere nella depressione e nell'abulia piu' totale....Se il senso di non azione fosse solo dell'io e fosse accompagnato invece da un grande "azione" esterna da parte di questi "illuminati" (se ad esempio condividessero la loro gioia con altre persone, con volontariato,attivita' fisiche)sarebbero delle persone eccezzionali, ma nella loro vita non non vedo nessuno stato di CONDIVISIONE.... non abbiamo sempre detto che l'amore vero e' condivisione? Ramana maharshi puo' essre anche la persone piu' evoluta e illuminata, ma non mi sembra che abbia mai condiviso nulla.....Anche nell'ambito psicologico ci sono molti psicologi e filosofi(vedi Galimberti) che non approvano lo stile di vita di questi saggi, poiche' spingono ad annullare la personalita',l'dentita' e il riconoscimento ....Da un punto di vista metafisico e' chiaro che il Se' superiore, o la realta' immutabile e' impersonale e quindi non personale e vada aldila' dell maschera del nostro piccolo-io....ma c'e' il rischio che il non riconoscersi in niente possa portare a problemi seri le persone.....Grazie per avere letto questo mio post...e spero tu mi possa rispondere presto......

buon lavoro !!

Mario

daniela 31/07/2011 00:00

daniela

non ho ancora scoperto il mio talento,e questo mi fa sentire un pò a disagio.

Rita 19/07/2011 00:00

Rita

salve dottore... le dico che ascoltare le sue parole aiuta moltissimo, e dire che forse a 23 anni dovrei vivere la mia vita molto più serenamente, senza farmi tanti problemi...con molta spensieratezza...ho letto il suo libro"L'unica cosa che conta" mi ha aiutato molto, soprattutto il capitolo perchè ingrassiamo...io non mi sono mai accettata, non ho autostima, non mi piaccio mai, prima di vestirmi e uscire mi cambio un milione di volte, e solo nel cibo riesco a trovare quello che cerco, come una sorta di consolazione dai momenti un pò particolari.... magari dopo una litigata con mia madre o con il mio ragazzo... mi sento spenta, poche sono le cose che mi rallegrano e vorrei spaccare il mondo ma poi c'è qualcosa che me lo impedisce, è dentro di me, un freno e io questi anni non me li sto godendo per niente... ho seguito il suo consiglio, in momenti così pensa a te , ricorda il tuo viso di quando eri felice, di quando facevi le pazzie senza pensarci, e questo un pò mi aiuta...mi sento messa in gabbia da me stessa e provo una profonda ansia e nervoso in tutto quello che faccio... spero di non averla annoiata...

Tina 19/07/2011 00:00

Tina

Tante persone in famiglia...vero che grazie a lei non ho quasi più il mal di stomaco, ma non riesco a vivere... ora devo dirmi che non sono nessuno, e ci vuole tempo, ora grazie ad uno dei componenti la famiglia, devo prendere atto che sono arrabbiata, ora per un'altro componente...devo prendere atto che sono triste... ma quando trovo il tempo di vivere????...ha una soluzione..una parola magica, come per il mal di stomaco??..la ringrazio mi scuso per non aver scritto nel blog appropriato.. ma forse lo è, visto che tento di insegnare qualcosa ad un oiligofrenico a figli ed ex marito...senza alcun risultato

 
 

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