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Diego 27/11/2016 20:16

Mi domando cosa posso fare per essere un attento genitore di me stesso.

telemaco 15/11/2016 18:30

Gentile Dott. Morelli, sto divorando con grande piacere ed interesse il suo nuovo libro (dopo i tanti già letti e riletti più volte, e per i quali le sono sinceramente grato), ma sono restato piuttosto sconcertato nel leggere del papà come "signore del divieti"(pag. 121). E come si stabilisce quali sono le "abitudini sbagliate"? E se fossero il segnale di un talento che tenta di esprimersi ?... E il bambino (e il ragazzo) che va rispettato perché cresca nella sua unicità ? E l'attenzione a non ferirlo e a rispettare i suoi sentimenti? Con una botta di "E' così e basta!", li si zittisce o li si fa "crescere senza educarli" ? Non è un po' troppo facile e già sperimentato, alla portata di chi, autoritariamente, non si pone tanti problemi, ossia la maggioranza? E i bambini che appartengono al nuovo e all'anima del mondo, pronti a creare nuovi parametri e visioni ?
A me pare ci sia una grande contraddizione, che mal si concilia, ad esempio, con "Per questo non si può dire 'In questa situazione si agisce così...' " (pag.122). Non rischia di apparire "uno strumento morto", un passaporto perché tutto resti com'è e i giovani scappino verso un clima diverso...
Questa parte mi è sembrata l'interruzione di una affascinante e trascinante atmosfera...
Grazie della sua attenzione

Alchimista 14/11/2016 14:00

Grande Raffaele!!!

klement 12/11/2016 09:33

Meriterebbe il nobel per la pace, avendo finalmente capito che mettersi in testa di fare il buon genitore non fa affatto bene ai figli, costretti a subire il presunto dovere verso di loro. Non si deve sottometterli, ma neppure forzarli a essere liberi, il che equivale a esportare la democrazia con le bombe. padre e madre devono fare come il Padreterno che per lasciare l'umanità libera si è ritirato, e perciò non ferma né i terremoti né la lingua di chi dice eresie. Prima di tutto va combattuto il demenziale patto di corresponsabilità, paragonabile a un contratto di allevamento. Un ragazzo deve sbrigarsela con compagni e insegnanti né più né meno di come al lavoro -pure alla stessa età- se la sbriga con colleghi e capi. E dopo i 18 anni i genitori non devono mettere piede a scuola. Adulti si diventa quando è stabilito, senza che nessuno valuti arbitrariamente maturità e autosufficienza. A 14 anni si va in motorino senza se e sanza ma, altrimenti sono meglio altri paesi dove molto prima si va in carro armato.