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Come prendersi cura del nostro cuore

 

 
Come prendersi cura del nostro cuore

Flessibilità, nessuno schema fisso e una buona dose di leggerezza sono gli ingredienti base della ricetta del benessere cardiaco

 

Il cuore: ciò che gradisce

  "Al cuore non si comanda", così recita un vecchio detto popolare. Oltre ad essere il frutto della saggezza di millenni, questo proverbio nasconde un'indicazione preziosa per mantenere il cuore giovane e in salute. Il cuore per non ammalarsi necessita di una cura del tutto particolare: essere ascoltato. E non è difficile. È vero, troppo spesso pretendiamo che sia lui ad abituarsi ai nostri ritmi, a tutto ciò che gli imponiamo e diventiamo sordi ai suoi segnali. Chi soffre di patologie a carico del cuore, ma anche chi semplicemente vuole mantenerlo in salute, deve invece imparare a riconoscere i suoi suggerimenti e a seguirli con fiducia.

Sentimenti, relazioni, scelte: è l'istinto che deve guidarci, quella è la voce del cuore. Ecco che la flessibilità, nessuno schema fisso e una buona dose di leggerezza sono gli ingredienti base della ricetta del benessere cardiaco ritrovarli sarà semplice con i nostri suggerimenti.

- Coltiva il buon umore. Cuore contento il ciel l'aiuta.... a vivere più sereno ma anche più a lungo. Diversi studi dimostrano che il cuore di chi affronta la vita come un'avventura e non come un problema è senz'altro meno esposto alle malattie. Il senso dell'umorismo, la disponibilità a giocare e a sdrammatizzare riducono drasticamente il rischio di cronicizzare sofferenze e dolori destinati a svanire nel giro di poco. E se i medici consigliano di vivere tranquilli ed evitare dispiaceri, noi aggiungiamo che è altrettanto importante coltivare la gioia e l'allegria vivendo con più leggerezza. Il buon umore dipende da te abbandona la convinzione che per stare bene occorre che si realizzino condizioni particolari, vedrai che la gioia che c'è in ognuno di noi emergerà più spesso.

- Sii flessibile. Spesso per chi soffre di patologie cardiache le cose sono bianche o nere, le scelte devono essere nette, le decisioni definitive. Inutile dire che dietro a questa apparente sicurezza c'è la ricerca di punti fermi che sostengano una volontà vacillante e conflittuale. Anche nella vita quotidiana il cardiopatico tende a scandire il tempo in modo piuttosto rigido, distinguendo il momento del divertimento da quello del lavoro, quello del piacere da quello del dovere. Il risultato è una forzatura che spesso impone ritmi e scansioni innaturali che dividono la vita in compartimenti stagni. Impara dal cuore, cerca di essere meno rigido e programmato: può essere divertente anche lavorare, ci si può rilassare anche impegnandosi a fondo in qualche attività, si può trovare piacere nei doveri di ogni giorno.

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-       Accetta il rischio. Immagina di dover mettere d'accordo una strana coppia, da una parte un giocatore d'azzardo, dall'altra un pianificatore ansioso. È quello che accade ogni giorno in ciascuno di noi nell'eterna lotta tra il cuore e la testa. Quasi impossibile farli comunicare. Nei cardiopatici questa dimensione conflittuale è molto accentuata, per di più vissuta in modo inconsapevole. Il risultato è un continuo tira e molla che finisce con l'interferire con il funzionamento del cuore. Non temere la sofferenza: poche cose fanno soffrire come la paura di soffrire. D'altronde anche rinunciare ad agire è una condizione che fa nascere rimpianti e pentimenti. Accetta il rischio di sbagliare come una condizione naturale della vita e quando senti che è il momento, agisci senza pensare troppo alle conseguenze.

 

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dany76 29/03/2010 22:51

ascolta il tuo cuore

infatti quello che ho capito che il cuore percepisce tutte le tue emozioni , io ascoltandolo ho rinunciato ha fare una fecondazione assistita , ho capito in tempo che non era quello che volevo io ma era quello che volevano gli altri e i miei stadi d'ansia mi stavano distruggendo, ho capito che non voglio e non devo andare contro natura , se la vita vuole che non sono una mamma era destino , ma almeno sto bene con me stessa, peccato che di queste situazioni se ne parli molto poco , un imbocca al lupo a tutti.

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L'istituto Riza di Medicina Psicosomatica, fondato nel 1979 da Raffaele Morelli insieme a un gruppo di medici, psicologi e ricercatori, ha lo scopo di studiare l'uomo come espressione dell'unità psicofisica, riconducendo a questa concezione l'interpretazione della malattia, della sua diagnosi e della sua cura. 

Per informazioni e appuntamenti per psicoterapie: 02 58 20 793.

I colloqui di psicoterapia sono svolti anche presso il Centro Riza di Medicina Naturale (Milano)

 

 

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