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Laura 18/04/2017 14:20

Articolo deludente.
Si parla tante volte, su Riza, di "vivere una vita autentica", che non dobbiamo seguire i diktat sociali ma solo noi stessi, e poi qui si parla di "incontri obbligatori coi parenti" e altre responsabilità (noiose) in un rapporto "ufficiale".

Laura 18/04/2017 14:11

Non mi piace il doppio gioco.

L'ultima parte dell'articolo parla di "Goditi l'assenza di responsabilità", che annovera,tra le altre cose, "le cene di rappresentanza" e "gli incontri OBBLIGATORI coi parenti".
Obbligatori...
Vediamo: quindi io,come donna, mi ritroverei magari in un rapporto "ufficiale" con un uomo che pretende io lo accompagni a trovare i suoi parenti (che magari potrei non digerire perchè sono una lagna continua e mi criticano su tutto) e che magari gli faccia l'erede perchè altrimenti si sente da meno dei suoi amici, ormai ha l'età (e poi diciamolo, in 2 ormai ci si annoia...) e poi mammà sua lo vuole...
A cui lavo i vestiti e tengo la casetta "nido del rapporto ufficiale" ben ordinata e pulita...

E poi lui magari,in gran segreto, per solleticare il proprio ego e per "noia" (oh poverino) si fa l'amante che è "libera da ogni responsabilità", è solo gioco, avventura, spensieratezza, niente cene "obbligatorie" coi parenti, niente "dovere di fare l'erede", niente di niente...
Certo,l'amante non se lo vedrà tornare ogni sera a casa,magari, e buttarsi sul divano a vedere la partita, annunciando che "domenica si va a pranzo dalla mia famiglia", ma....vuoi mettere?

A questo punto mi sembra meglio la vita dell'amante.
Tra le due alternative, intendo.

Esisterebbe una terza alternativa, ma in questo articolo non se ne parla: e se vivessimo più alla leggere la nostra storia "ufficiale"?
No a "pranzi obbligatori con i parenti";
No alle "cene di rappresentanza";
No all'erede a tutti-i-costi per legittimare l'unione "ufficiale"...

In pratica si vive una eccitante,esaltante relazione "ufficiale".
Non solo non se ne parla nell'articolo,ma anche nella vita quotidiana osservo che la "gente" preferisce spesso vivere così: si costruisce una gabbia di relazione "ufficiale" col compagno da portare da mammà e dagli amici, con cui farci le feste comandate (Natale,Pasqua, ferie di agosto...), con cui fare l'erede da "consegnare ai nonni che lo crescono", ma poi ha l'amante con cui uscire dalla noia.
E che noia,davvero! E dispensano fior fiore di consigli su quanto questa scelta di vita sia quella giusta, perchè "si fa così".
Naturalmente non ti dicono apertamente che "hanno l'amante", ti dicono solo il resto (sposati o convivi;fai un figlo;la famiglia del partner si va a trovare;devi saper cucinare;la suocera ti terrà tuo figlio;...), ma le storielle sull'amante si sanno comunque (le voci corrono).

Sarebbe meglio uscire dall'ipocrisia e liberarsi da questi "obblighi" che ci auto-imponiamo.
Chi lo dice che in una relazione ufficiale ci debbano essere "pranzi obbligatori coi parenti"? Si debba "fare l'erede"? ecc.
Ci avete mai pensato?

Edy 21/02/2017 20:24

E se anche l'amante ha a sua volta marito figli e obblighi?

Diego 21/02/2017 18:03

Aggiungo che, a mio avviso, prima di parlare di relazione extraconiugale, sarebbe meglio dire che cos'è il rapporto di coniugio.

Rina 21/02/2017 17:31

È se l'amante si innamora sul serio? Grazie