Anche quando un divorzio o una separazione vengono vissuti senza drammi possono causare qualche problema ai bambini: cosa fare per aiutarli
Divorzio riuscito ma i figli soffrono. Perchè?
I figli "assorbono" il disagio della separazione e del divorzio
Separazione e divorzio sono eventi entrati nella quotidianità: sempre più spesso le coppie riescono a viverli in modo sereno così che la vita familiare post-separazione o divorzio possa procedere senza ulteriori inciampi. Capita però che, nonostante le buone intenzioni dei genitori, i figli appaiano ugualmente danneggiati dal cambiamento dell'assetto familiare, e manifestino il disagio con cali del rendimento scolastico, disturbi psicosomatici, difficoltà relazionali coi coetanei, attaccamento morboso nei confronti di un genitore e rifiuto dell'altro, comportamenti regressivi da "bambino piccolo". Se è questo che sta accadendo ai vostri figli domandatevi se, senza rendervene conto, non siete piuttosto voi, nel profondo, a non accettare completamente la separazione o il divorzio e quindi a proiettare indirettamente sui figli il vostro malessere. I bambini assorbono come spugne l'atmosfera emotiva dell'ambiente. Più ricettivi e quindi vulnerabili, i figli diventano la cartina tornasole del disagio nascosto di mamma e papà di fronte alla separazione o al divorzio. Non è il caso di drammatizzare, le soluzioni sono a portata di mano.
Quando separazione e divorzio sono vissuti sul corpo
Capita che dopo la separazione i figli manifestino difficoltà col cibo, tic nervosi, caduta di capelli o alopecia, disturbi della pelle, disfunzioni del sonno o incubi ricorrenti. Tutti questi sintomi sono richieste d'aiuto: i figli raccontando col corpo la sofferenza che non si riescono a manifestare ai genitori. C'è un confine sottile tra il non drammatizzare un evento doloroso come una separazione o un divorzio e rimuoverlo del tutto. I figli, desiderosi di non far soffrire i genitori, si caricano sulle spalle il dovere di essere "bravi ometti", seppellendo dentro di loro la tristezza. Mostrate allora, senza esagerare e assieme a una buona dose di coccole, che la separazione ha lasciato anche in voi qualche segno: questo può dare il coraggio di mostrarvi i loro. In questo modo non dovranno più demandare al corpo il messaggio della sofferenza emotiva.
Quando si "attaccano" a uno dei genitori in modo morboso
Di colpo i figli vogliono sapere dove vai, con chi esci a che ora torni; si preoccupano della tua salute; ti fanno confidenze che prima tenevano per sé e le pretendono da te. La cosa strana è che tu, genitore affidatario, per non correre il rischio di intrappolarli in un rapporto simbiotico, li stimoli a essere più autonomi. Forse è proprio questo trattamento a esser equivocato come volontà di allontanarli, cosa cui rispondono con un atteggiamento opposto.
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A turno si allea col papà o con la mamma
A te parla male di lui; con lui critica te. E dire che sia tu sia suo padre vi siete imposti di non farvi mai "la guerra" nonostante la separazione o il divorzio. Che i figli sappiano manipolare la separazione, alleandosi a turno con un genitore contro l'altro per ottenere trattamenti speciali, è noto. Ma questo atteggiamento può dipendere anche da altro: evitare di proferire giudizi negativi sul proprio ex infatti è buona regola; ma se la si rispetta con troppa rigidità, si rischia che l'"aplomb" nei confronti dell'ex-coniuge faccia di lui un innominato. I figli finiscono così per dar voce all'ostilità reciproca che padre e madre reprimono. Meglio concedersi qualche rimbrotto o qualche critica: essere un ex-coniuge imperfetto non significa diventare un genitore scadente!
Quando dopo una separazione o un divorzio tornano bambini
Non vogliono dormire soli, pretendono di essere imboccati, chiamano mille volte, cercano rassicurazioni anche per cose futili: cosa sta succedendo? Per i figli voler tornare piccoli è una tentazione cui è facile cedere quando - come capita durante una separazione o un divorzio - si sentono trattati anzitempo da grandi; oppure è il modo più semplice per riappropriarsi di attenzioni al momento negate. Non allarmiamoci: regredire è lo stratagemma temporaneo messo in atto dalla psiche per fare un passo indietro, prendere fiato e ricominciare. L'importante è che questo strumento auto-difensivo duri il tempo che serve, evitando che i figli si riabituino ad un ruolo di "poppanti" comodo solo in apparenza.
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