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Figli felici
 

21 August 2009

I bambini non sono vivaci, sono vivi!

 

 
I bambini non sono vivaci, sono vivi!

Non reprimiamo la vivacità dei bambini: se diventano maturi troppo in fretta ne risente la spontaneità, la loro qualità più grande

 

L'irrequietezza dei bambini spaventa sempre gli adulti. Molti genitori vorrebbero che i loro bambini diventassero grandi in fretta, riflessivi, bene educati a tavola e invece se li ritrovano selvaggi e scatenati. Ma la vera domanda è: perché li vorrebbero così? Forse solo per abitudine, dato che non fanno che ripetere  ai loro figli le stesse parole sentite dire un'infinità di volte dai loro padri, dalle madri, dagli insegnanti.

Come sono tristi i bambini domati


I genitori che si comportano in questo modo interferiscono troppo con il mondo dei bambini, hanno in mente un solo modello di mondo e desiderano applicarlo a tutti, bambini compresi. Come se volessero delle bambole, non dei bambini: dei registratori che ripetono la lezione che gli è stata insegnata... La cosa peggiore che può capitare, in questi casi, è che i bambini diventino proprio come i genitori desiderano, annullando la propria originalità!

I bambini sono perfetti così come sono


In realtà non c'è niente da riequilibrare nei bambini anzi, spesso dobbiamo imparare da loro. Alan Watts ricorda che secondo la saggezza Zen è importante riuscire, nella vita, a tornare almeno un po' bambini: «Solo loro hanno un modo originale di vedere il mondo e di focalizzare l'attenzione su cose che la mente adulta non può più vedere». I bambini forse non sono equilibrati, ma sono vivi! Vivono la dimensione della magia, del "qui e ora", non ragionano come noi calcolando le conseguenze, proiettandoci costantemente nel futuro o facendo bilanci del passato. Hanno una mente del tutto diversa da quella adulta e che va rispettata, se non si vuole, con loro, fare solo buchi nell'acqua.

Non domare ma far maturare

L'errore più grave che un genitore può fare è pensare che crescere voglia dire domarsi. Niente affatto: crescere vuol dire conquistare una consapevolezza di sé che non deriva da eccessi di autocontrollo o dall'adeguarsi a modelli adulti, ma dalla capacità di mettere a frutto progressivamente le proprie doti migliori: dall'imparare ad agire nel mondo in modo proficuo e soddisfacente.
Questo significa che la naturale vivacità dei bambini è una risorsa preziosa, che va semmai nutrita col cibo della creatività e del gioco. Spesso i bambini ci appaiono presi da furia distruttiva solo perché pretendiamo di adeguarli ai nostri standard domestici, fatti spesso di sedentarietà e di buone maniere. Invece imparare a coinvolgerli - e coinvolgersi ? creando con loro, col gioco, mondi "alternativi" e fantastici, può rendere molto più semplice anche la normale convivenza di ogni giorno.


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