Reumatismi


Reumatismi: cosa sono?
Stato patologico a carico dell’apparato locomotore (ossa, articolazioni, muscoli e tendini). I sintomi principali di chi soffre di reumatismi sono: dolore e difficoltà di movimento, gonfiore, arrossamento cutaneo, deformità della parte colpita. In alcune forme viene coinvolto anche il cuore. Fa seguito di alcune settimane a un’infezione faringea dovuta a un batterio chiamato streptococco, che produce autoanticorpi diretti contro le strutture corporee suddette.

Reumatismi: che cosa vuol dire?
Chi soffre di reumatismi sembra approfittare della malattia per fermarsi, per obbligarsi a rallentare, visto che non riesce a farlo volontariamente.
Le articolazioni riducono la loro flessibilità, sono dolenti e il movimento sembra carico di attrito, come se ci fosse della ruggine.
Allo stesso modo, nel soggetto, il dinamismo mentale è scarso; anche la sua maturazione è rimasta bloccata da ostacoli e doveri di natura esterna che la persona mantiene sempre come prioritari.

La mentalità di chi è affetto da reumatismi è caratterizzata dalla tendenza al sacrificio, dal senso del dovere e da un’indole spiccatamente altruistica. Il soggetto si sente frenato da un contesto abitudinario, che lo costringe a occuparsi sempre delle stesse cose.
I noduli dolorosi e arrossati, tipici della malattia, esprimono vari aspetti di questa stasi forzata: possono essere considerati i grumi di un passato che non tramonta, che non vuole mollare la presa e impedisce la libertà, segnalano una forte aggressività dovuta alla frustrazione di un presente mal vissuto ma anche un’energia vitale che si accumula proprio laddove vorrebbe muoversi, fare, esprimersi.

Non sembra un caso, infatti, che le sedi colpite siano perlopiù le articolazioni delle dita di mani e piedi, del gomito e del ginocchio. Dal punto di vista soggettivo i dolori, diffusi e migranti, fanno sentire al soggetto che dentro di sé le cose “non vanno via lisce”: vi sono conflitti, doveri imprescindibili, posticipazioni continue di ciò che si vorrebbe fare. Tutto questo fa perdere la fluidità, l’essenzialità, annebbia la chiarezza dei propri obiettivi, a causa del continuo compromesso e impedisce la libertà d’azione, rivelando anche una valenza autopunitiva. Spesso, nella storia di soggetti affetti da malattia reumatica, si riscontra una rinuncia consapevole, seppur sofferta, alla propria libertà.
 Un aspetto importante è che il malato di reumatismi di solito è cosciente della propria situazione psicologica, ma persiste nel mantenerla inalterata. 
 
Reumatismi: chi è più a rischio

-Persone che, da una a cinque settimane prima dell’attacco reumatico, hanno avuto un’infezione da streptococco A (di solito faringite o laringite).

L’infezione peraltro può essere passata inosservata.
-Persone che, nel pieno della maturità (35-55 anni), non possono occuparsi come vorrebbero della propria vita personale, perché inserite in un contesto familiare e/o lavorativo che richiede loro abnegazione, energia e tempo. Vivono un compromesso continuo fra ciò che “vorrebbero” e ciò che, invece, “devono” fare.
-Persone di tutte le età che perseguono testardamente un obiettivo individuato molto tempo addietro e che oggi non corrisponde più alle loro esigenze/interessi.
 
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Il blog di Raffaele Morelli

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