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Figli felici
 

07 May 2010

Tuo figlio è vivace o aggressivo?

 

 
Tuo figlio è vivace o aggressivo?

Riconoscere a quale categoria appartiene il comportamento di nostro figlio è fondamentale per intervenire in modo corretto, senza sminuire o ingigantire il problema, stabilendo così il giusto equilibrio

 

Nei bambini la linea che divide una normale vivacità dalla tendenza all' aggressività è molto sottile; questo fa sì che alcuni gesti o comportamenti dei bambini possano suscitare interpretazioni differenti: alcuni adulti considerano normale l'espressione della vivacità e della turbolenza, per altri ogni comportamento "fuori dalle righe" dei bambini viene percepito come inadeguato e inaccettabile. Più importante di eventuali provvedimenti e punizioni è  l'osservazione dei bambini e la comprensione delle ragioni del loro atteggiamento. Non bisogna mai perdere di vista che la prepotenza può essere una manifestazione di indipendenza o un modo per esprimere il proprio disappunto; tutti noi infatti abbiamo un istinto chiamato aggressività, necessario alla sopravvivenza. L'importante è che non si trasformi in un comportamento offensivo e di prevaricazione.

Genitori e insegnanti non devono né sottovalutare né ingigantire il problema; loro compito è analizzare la situazione con attenzione per valutare l'eventuale necessità di un intervento. Atteggiamenti di eccessivo permissivismo e tolleranza o di esagerata rigidità e severità, oltre a non facilitare la soluzione del problema, rischiano di essere controproducenti. Succede che l' aggressività del bambini nasconda infatti disagi più profondi, che è necessario individuare per ristabilire l'equilibrio.

Cosa si intende per vivacità dei bambini?

I litigi e i battibecchi con i coetanei, sia fisici che verbali, non devono essere considerati preoccupanti, soprattutto se supportati da una motivazione  (la difesa dei propri giocattoli o di un amichetto), se privi di asimmetria nella relazione (ad esempio una tendenza spiccata a prendersela sempre con i bambini più piccoli) e se circoscritti a situazioni specifiche. Se complessivamente i piccoli mantengono il rispetto per gli altri, sanno chiedere scusa e accettare rimproveri, non si può parlare di aggressività. In questi casi è opportuno che al bambino venga lasciata la libertà di agire e sperimentare, senza intromissioni eccessive o esagerate.

Cosa si intende per aggressività dei bambini?

 Una prepotenza abituale nei confronti di coetanei e adulti, atteggiamenti maneschi frequenti, disinteresse verso i castighi e i rimproveri delle figure di riferimento, incapacità di rispettare le regole, gli spazi e i giochi altrui: sono tutti indice di un comportamento di chiara aggressività che ben va oltre la vivacità e richiede un intervento. Sminuendo questi atteggiamenti si rischia solo che vengano amplificati e consolidati; allo stesso modo, reazioni troppo dure incuranti dei motivi di queste condotte non risolvono il problema o l'eventuale disagio del bambino, ma potrebbero addirittura accrescerlo.

Se il piccolo vuole fare il leader...

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Se il bambino mostra di voler primeggiare e occupare il ruolo di capogruppo, può essere che diventi un po' prepotente verso i suoi coetanei. Ciò non significa necessariamente che abbiamo davanti a noi un bambino aggressivo, semplicemente può essere che non abbia ancora sviluppato gli strumenti per gestire questo lato della sua personalità e i comportamenti che ne derivano nel modo migliore. Se ha la predisposizione a essere leader, soffocarla servirà solo a farla uscire in modo più brusco; importante è permettergli di sperimentare questa sua attitudine in modo corretto, nel rispetto degli altri. Per far sì che trovi il giusto equilibrio è necessario stimolare in lui uno spirito partecipativo e di gruppo, limitando i desideri competitivi e la tentazione di imporre la propria superiorità.

...e se invece fa il "bullo

Se il bambino è manesco, picchia, morde e spintona spesso i compagni, soprattutto quelli più indifesi, infrange costantemente le regole, non dà peso ai richiami degli adulti, invade prepotentemente lo spazio altrui trascurando le necessità dei compagni, può essere che il suo atteggiamento aggressivo sia l'espressione di dinamiche più profonde e delicate. È fondamentale cercare di capire le ragioni che lo agitano portandolo ad agire in modo violento. Conflitti o problemi familiari, stili educativi contradditori, insicurezza, paure, difficoltà a provare empatia e a inserirsi nel gruppo possono essere le cause scatenanti. Risulta indispensabile comprendere le ragioni dei suoi comportamenti, valutare se esprimono un suo disagio e intervenire supportandolo, rassicurandolo, aiutandolo a "incanalare" la sua aggressività (non a reprimerla) e a trovare il giusto equilibrio.

 

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