Attacchi di panico notturni: sintomi, cause e cosa fare per gestirli

Il panico notturno viene a trovarci quando siamo ancorati a un’identità che non ci appartiene: solo accogliendo il suo messaggio torniamo a sognare

Gli attacchi di panico notturni si manifestano come episodiimprovvisi di intensapaura, estrema apprensione o fortedisagio durante la notte, mentre si dorme, spesso svegliando di soprassalto la persona in preda a sintomifisici e psicologicitravolgenti e sconvolgenti.

Gli attacchi di panico notturni possono iniziare con sintomi fisici come difficoltà a respirare, tachicardia e sudorazione, seguiti da una grande sensazione di paura. È un fenomeno che può risultare particolarmente destabilizzante nella vita di una persona, perché interrompe in modo brusco il riposo notturno, incidendo proprio sulla qualità della vita stessa e sul benessere generale, sia fisico che mentale.

Infatti, è proprio nel silenzio della notte che i pensieri entrano in scena: di giorno, presi da mille attività e impegni, riusciamo a farli tacere ma, una volta chiusi gli occhi, eccoli che arrivano a svegliarci. In genere sono terribili incubi, insonnia e altri disturbi del sonno a tenerci compagnia o a farci alzare di soprassalto. Talvolta, questo stato di agitazione può però essere l’innesco di condizioni psicologiche ben più gravi, dove è lui a “buttarci giù” dal letto e a farci venire il batticuore. Il panico notturno è un tipo di malessere che arriva all’improvviso quando ci sforziamo di vivere una vita che nel profondo non ci appartiene, anche se in apparenza ci sembra tutto fuorché imperfetta. Se impariamo a riconoscerlo, la strada verso casa non è poi così lontana.

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Che cos’è il panico notturno

Gli attacchi di panico sono un disturbo frequente, che si manifesta nella maggior parte dei casi durante il giorno. Si tratta di una crisi d’ansia acuta, i cui sintomi (come tachicardia, sudorazione fredda, fiato corto e dolore al petto) possono essere percepiti come segnali di morte imminente o come un arresto cardiaco. Questo perché improvvisamente non ci riconosciamo più (“perché succede a me, che sto bene?”), il mondo crolla intorno a noi, come se tutto si sgretolasse insieme alla nostra identità. Lo stesso vale anche se accade mentre dormiamo. In particolare, il panico notturno è come un “fulmine a ciel sereno”, che nel sonno più profondo ci sveglia senza preavviso, spaventandoci e scuotendoci proprio quando siamo più fragili e impotenti, e lasciandoci in uno stato di allerta che rende complicato riuscire a riaddormentarsi e a riposare bene le notti successive all’evento.

Per spiegare ciò che distingue il panico notturno da quello che si presenta di giorno sono state fatte numerose ricerche scientifiche. Una è quella della University of Southern Mississippi (USA), pubblicata su Behavioral Sleep Medicine, che ha dimostrato che chi soffre di questo particolare disturbo in genere regge con meno facilità le situazioni incerte e imprevedibili poiché l’attacco colpisce di notte, quando non siamo lucidi mentalmente e fatichiamo a proteggerci dal pericolo, negandoci tranquillità e rilassamento. Quindi, rispetto al panico diurno, quello notturno può incutere maggiore paura proprio perché ci lascia disarmati nel cuore della notte, dove tutto sfugge al nostro controllo e non sappiamo come difenderci. Inoltre, chi ne è affetto potrebbe essere più sensibile al giudizio e al rifiuto altrui, auto escludendosi e allontanandosi dal gruppo sociale e dagli affetti: ad esempio, perché teme che la persona con cui dorme scopra e valuti negativamente le proprie difficoltà legate al sonno.

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Le cause degli attacchi di panico notturni

Gli attacchi di panico possono essere causati da diverse situazioni, tra cui le seguenti.

  • Vivere una vita secondo uno stile di vita molto lontano dal proprio, che inibisce da parecchio tempo la creatività, il talento e la passione.
  • Reprimere le proprie emozioni nella quotidianità.
  • Accumulare stress da tempo.
  • Avere preoccupazioni che emergono di notte.
  • Avere paura di stare male pensando a situazioni future (per esempio incontri pubblici, visite mediche, esami diagnostici, esami universitari…).
  • Resistere a un proprio processo di cambiamento interno soprattutto qualora si sia consapevoli delle dinamiche che sono alla radice del disagio.
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Panico notturno: perché arriva?

Ognuno di noi è abitato da tante energie: alcune di queste, se vengono trascurate, e non lasciate scorrere liberamente, ci attaccano per riprendersi il posto che spetta loro, proprio nel momento di massima resa, la notte. Quell’energia in trappola è l’istinto, il nostro più grande alleato, che è fondamentale per riscoprire la spontaneità e aiutarci a capire cosa ci serve realmente per essere felici. Gli animali lo sanno bene: a lui si affidano per sopravvivere e compiere le loro scelte, perché l’istinto li spinge a seguire sempre la propria natura. Noi, al contrario, non sempre riusciamo ad ascoltarlo, finendo per frenarlo e sovrastarlo di illusioni e superficialità, dato che siamo così presi dalla necessità di piacere e sentirci omologati da rinunciare ai nostri veri desideri. Ecco perché viene a trovarci il panico notturno!

Inoltre, la notte è il regno dell’inconscio, luogo in cui l’io cosciente (la nostra coscienza) si affievolisce, si minimizza, come qualcosa che nella vita diurna occupa un grande spazio e quando dormiamo si riduce, si confonde come ogni cosa sotto la luce flebile della luna. Per questo può essere visto come un tentativo che il nostro lato interiore mette in atto per salvarci da una maschera che ci sforziamo di indossare troppo spesso, liberandoci proprio da quella identità che abbiamo visto cadere insieme ai nostri ideali, per darne alla luce una nuova, più pura e in sintonia con chi siamo davvero.

Il corpo, attraverso diversi sintomi fisici come la tachicardia, il senso di soffocamento e di costrizione al petto, tremori e brividi, sudorazione o paura improvvisa, manifesta ciò che la mente non riesce a elaborare perché vuole rimanere in una determinata situazione stagnante e si oppone al cambiamento pur conoscendo a volte il problema e le difficoltà che si presentano, spesso in modo continuativo e ripetitivo. Anche seguire certi modelli che non ci appartengono e vivere uno stile di vita molto lontano dal proprio può essere causa di attacchi di panico che possono emergere durante il sonno, quando l’energia vitale può trovare una via, un varco per affacciarsi senza l’intervento della parte cosciente.

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Attacchi di panico notturni: i sintomi principali

I sintomi degli attacchi di panico notturni sono simili a quelli diurni, ma possono risultare ancora più angoscianti proprio per il momento in cui si manifestano, durante la notte. I sintomi più comuni sono i seguenti.

  • Sudorazione fredda
  • Vampate
  • Tremori
  • Sensazione di soffocamento
  • Dolore al petto
  • Formicolio alle articolazioni
  • Capogiri
  • Tachicardia
  • Senso di smarrimento
  • Paura di morire
  • Paura di perdere il controllo

Questi sintomi compaiono all’improvviso e possono durare da pochi minuti a mezz’ora, lasciando un senso di angoscia che persiste anche dopo l’evento.

 

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La differenza tra panico notturno, pavor nocturnus e apnea notturna

Il panico notturno viene il più delle volte confuso con altri disturbi del sonno, soprattutto il pavor nocturnus (o terrore notturno) e l’apnea notturna. Il primo, tipico anche dei più piccoli, si manifesta nel sonno profondo come un terribile incubo che ci sveglia di colpo, spaventandoci; seguono poi tutta una serie di sintomi, come tachicardia e fiato corto, che lo accomunano al panico. Con qualche differenza: il terrore notturno avviene nella fase rem ed è legato a un brutto sogno, quindi appena ne prendiamo coscienza apriamo gli occhi all’istante. Il panico di solito arriva invece tra la mezz’ora e le tre ore dopo l’addormentamento e in questo caso ci svegliamo quando è già esploso, impedendoci qualsiasi resistenza. I risvegli causati dall’apnea del sonno, invece, di base non sono contraddistinti da un forte stato d’ansia. Anche se potrebbero fungere da spia dell’attacco di panico, agendo sul battito cardiaco e sulla pressione del sangue.

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Chi è più a rischio di panico notturno

Non conosciamo il motivo esatto per cui il panico notturno arrivi, ma sappiamo con certezza che esistono alcuni stili di vita e certi atteggiamenti che ne favoriscono la comparsa. Sono tutte le gabbie mentali che ci costruiamo per obbedire a regole, standard e modelli in cui crediamo per sentirci ingannevolmente “realizzati” e accettati dagli altri: sono comportamenti nocivi, modi di pensare e di comunicare che alla lunga ci allontanano dalla nostra essenza, condannandoci alla sofferenza. Lo è anche un eccessivo perfezionismo, che ci spinge a doverci sempre migliorare e a chiederci cosa fare per cambiare la nostra vita. Quando cerchiamo di dare adito a tutti questi pensieri stagnanti e rigidi, ci dimentichiamo chi siamo. Allora l’energia che non trova spazio per fluire, a cui non diamo ascolto – cioè il panico – scende in campo per spezzare le catene che impediscono all’anima di crescere e mutare, restituendoci la forza che ci serve per iniziare la nostra vera vita.

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Attacchi di panico notturni: come superarli

Se gli attacchi di panico notturni sono messaggi dal profondo la strategia più efficace per superarli è accoglierli. Un atteggiamento accogliente e ricettivo può aiutare ad avviare un percorso di consapevolezza e ritrovare uno stato di benessere. Un supporto psicologico e psicoterapeutico può facilitare questo processo, permettendo di affrontare le radici profonde del disagio ed evolvere verso un nuovo stato interiore.

Ecco alcuni suggerimenti utili.

Non opporsi

Quando arriva questa energia prorompente nella notte, non bisogna opporsi ma mettersi nelle condizioni di accogliere questa forza senza porre resistenza. Il fenomeno è temporaneo e non rappresenta una minaccia per la vita.

Ritrovare un rapporto più naturale e spontaneo con se stessi

Farsi qualche domanda utile per ritrovare un rapporto più naturale e spontaneo con se stessi, come le seguenti:

  • C’è qualcosa che sto ignorando di me?
  • Sono spontaneo con me stesso e/o con il mondo che mi circonda?
  • Nella mia vita è presente la creatività? Riesco a vivere le mie passioni e i miei interessi?
  • Sto seguendo un mio percorso oppure sto inseguendo modelli che non mi appartengono?

Queste semplici domande possono aiutare chi soffre a rivedere e a ridisegnare il proprio stile di vita secondo la sua unicità.

Concentrarsi sulla respirazione

Inspirare lentamente attraverso il naso, poi espirare lentamente attraverso la bocca.

Distogliere lo sguardo

Allontanare l’attenzione dai sintomi fisici, concentrandosi su qualcosa di neutrale (un oggetto posto nella stanza o le lenzuola stesse), oppure affidarsi alle immagini che si formano in quel momento, tenendo gli occhi chiusi.

Creare un ambiente rilassante

Dedicare gli ultimi 30 minuti prima di addormentarsi ad attività che inducono un senso di calma, come leggere un libro o ascoltare musica rilassante con una luce soffusa che si irradia nella stanza.

Dedicare tempo a una tecnica di rilassamento

Una volta che gli attacchi di panico si sono allontanati, alzarsi dal letto, accendere una luce soffusa e dedicare il tempo necessario a una tecnica immaginativa di rilassamento, come la seguente, per ritrovare l’armonia con il proprio mondo interiore e quello circostante.

Rimedi per gli attacchi di panico notturni: un esercizio immaginativo per ritrovare la tua unicità

Ciò che spaventa di più del panico notturno è la paura del suo ritorno, che ti fa vivere con angoscia il momento di andare a letto. Allora ti proponiamo qui un esercizio immaginativo utile per ritrovare l’energia antica che abita dentro di te, colei che ti dona la calma per tornare a fare sogni sereni.

Tutte le volte che ne senti il bisogno, durante il giorno o prima di coricarti, trova uno spazio dove ti senti al sicuro, spegni la luce e chiudi gli occhi. Inizia ad abbandonarti al vuoto, fai scivolare i pensieri in quel buio silenzioso, finché non inizi a intravedere delle scale… Mentre sali i primi gradini, noti che sopra ci sono alcune foglie, prendine una e guardala come fosse uno specchio: solo che non vedi il tuo volto riflesso, ma scorgi una grande quercia in mezzo a una foresta in cui il vento e le foglie danzano instancabili. Dentro all’albero cavo ci sei tu, è il tuo nascondiglio, lì ti senti protetto… All’improvviso senti un forte urlo, talmente spaventoso da far crollare le foglie a terra, e da una piccola fessura osservi cosa accade fuori: il mostro è arrivato, ha mani e piedi a forma di radici e una spessa treccia dietro la nuca, ma non hai così tanta paura come credevi… Allora decidi di uscire dalla quercia e lentamente ti avvicini a lui: anche se il suo volto è privo di occhi per guardarti, nel profondo sai che è venuto per conoscere te… Sorridendo gli sfiori le mani… trovi te stesso… Il teatro di foglie torna a danzare…

Michael Morelli
Psicologo

laureato in Sociologia presso l’Università Sorbona di Parigi. Collabora con l‘Istituto Riza di Medicina Psicosomatica e con le riviste Riza Psicosomatica e Riza Relax.

 

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