Chi soffre d'ansia nei locali affollati diventa preda di un disagio molto fastidioso; perché accade e cosa possiamo fare per arginare quest'ansia
La paura della folla
La confusione che fa paura
Parliamo di una paura che a volte viene associata all'agorafobia, cioè alla paura irrazionale di trovarsi in luoghi aperti, pubblici, da cui è difficile sottrarsi e in cui si teme di stare male, ma la forma d' ansia ma che è più specifica e può esistere anche da sola, senza altre manifestazioni: è la paura della confusione e della ressa.
Certe persone nutrono una vera e propria avversione per tutte le situazioni in cui ci sono affollamento e un disordinato via vai. Tale avversione può esprimersi con vari gradi di intensità. C'è chi ne ha talmente timore che evita a ogni costo i luoghi affettati (e di solito soffre anche di un più ampio disturbo d' ansia, talora con attacchi di panico, chi li affronta solo quando non può farne a meno e con grande stress, e chi li frequenta comunque, anche se ciò gli provoca, dopo poco, un disagio psicofisico che rende la cosa faticosa e stressante.
Questi ultimi due casi sono sicuramente i più frequenti: persone per le quali, ad esempio, fare la spesa in un centro commerciale pieno di gente, passare la sera in un locale affollato con musica ad alto volume e un vociare continuo, guidare nel traffico cittadino nell'ora di punta, diventa una prova di forza che prepara la strada all' ansia.
Lo stato di allerta che genera l'ansia
Da combattere ci sono i sintomi tipici sia dello stato di allerta, sia dell'eccesso di controllo, che ognuno sviluppa a modo suo: alcuni soffrono di mal di testa, senso di stordimento o di confusione mentale, difficoltà a fissare gli oggetti; altri entrano in tensione muscolare, con palpitazioni e senso di affanno. A volte è un malessere più psichico a imporsi: nervosismo, fretta, paura di stare male o di svenire, uno strano senso di imminenza; tutti sintomi tipici dell' ansia.
Denominatore comune è il bisogno di sottrarsi al più presto da queste situazioni, che sarebbero invece del tutto godibili - o quantomeno neutre - se soltanto ci fosse meno "confusione". Alla radice di tale disturbo possono esserci fattori diversi:
1) un bisogno non riconosciuto - o non possibile - di pace, di introspezione o di contatto con la natura;
2) una chiusura, una scarsa integrazione con il sociale, vissuto come estraneo e intrusivo;
3) una forte esigenza di controllo, di gestire poche cose alla volta, di situazioni poco imprevedibili;
4) una spiccata idiosincrasia per gli attuali ritmi e rituali collettivi;
5) una notevole tendenza a lasciarsi influenzare dal mondo esterno. Un mondo che però, a meno di scelte "eremitiche", bisogna avere la libertà di frequentare nelle sue molteplici forme quotidiane senza sentirsi così in difficoltà.
I luoghi che generano maggiore ansia
- Centri commerciali, supermercati.
- Traffico cittadino, in vie di grande richiamo.
- Uffici pubblici e relative code
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- Cinema, stadio, concerti.
- Mezzi pubblici, treni.
Il consiglio: guarda da turista i luoghi dell'ansia e fai ordine dentro di te
- No a prove di forza
Non fare prove di forza, costringendoti a situazioni che proprio non sopporti. Ma non rafforzare la tua "gabbia" aumentando gli evitamenti e i luoghi tabù. È utile "desensibilizzarsi" andando negli stessi posti affollati e osservandoli in modo diverso, da "turista", senza avere altre cose da fare e senza fretta. Ti diventeranno più familiari e meno nemici.
- Cerca un "senso" interiore
Spesso il fastidio per la confusione esterna rievoca una confusione interiore. Valuta se non sia giunto il momento di mettere mano ad alcuni problemi personali in sospeso. Ritrovare un ordine interiore può farti muovere nella realtà con più padronanza.
- Comincia dal corpo
Un buon contatto con il proprio corpo è di grande aiuto: con l'aiuto di un personal trainer individua esercizi fisici che aumentino il senso del tuo baricentro corporeo, la padronanza dei tuoi movimenti, la familiarità con un momentaneo disequilibrio. Apprendere questo fisicamente, per analogia, diventerà una funzione anche mentale, un vero controllo di sé.
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