Come ritrovare la calma interiore

Oggi vi parlo di un nuovo giornale, pensato e “costruito” in circa tre anni di lavoro da tutta l’equipe di esperti dell’istituto Riza. Si chiama RizaRelax e naturalmente parla di rilassamento, di tutte le tecniche pratiche che ogni giorno possiamo mettere in campo, anche per pochi minuti, con l’obiettivo di aumentare il nostro benessere e la nostra serenità.

Lo stato di abbandono interiore placa lo stress

Queste tecniche ci servono per creare al nostro interno quel che il grande filosofo Friedrich Hegel chiamava il Gelassenheit, lo “stato interiore di abbandono”. Oggi sappiamo che lo stress è il principale nemico della nostra salute, che lascia vere cicatrici nel cervello quando è cronico, che questo vivere sempre di fretta può far male. Spesso non possiamo evitarlo, e proprio per questo io gli esperti di Riza, medici, psichiatri, psicologi, naturopati, abbiamo ritenuto fosse importante fornire ai lettori uno strumento in grado di aiutarli a stare bene anche nei momenti difficili.

Rilassarsi anche nel mare in burrasca

Abbiamo imparato da Gaston Bachelard, grande studioso del mondo interiore, l’importanza della “sacra disattenzione”, qualcosa che i bambini piccoli praticano abitualmente quando sono immersi nell’azione e subito dopo disattenti.  Essere nelle cose e anche altrove, partecipare sapendo che qualcosa dentro di me “vive” da un’altra parte. RizaRelax aiuta a rilassarsi proprio mentre il mare della nostra vita è in tempesta, quando le preoccupazioni ci agitano. Sulla nuova rivista presenteremo alcune tecniche psicologiche basate sulla chiusura degli occhi, altre che si possono utilizzare anche in pubblico, altre ancora che chiamano in campo l’immaginazione, altre dedicate al sonno.

Negli abissi dell’anima la calma c’è sempre

Gli antichi greci sapevano che dentro di noi, negli spazi più profondi, abitano energie nascoste che vanno avvicinate. Anche nel mare più agitato gli abissi sono calmi e quindi la nostra ansia riguarda spesso se non quasi sempre il mondo della superficie, il primo strato della psiche, la mente cosciente. Non si tratta di imparare a controllarsi, anzi: lascia pure uscire il tuo carattere, grida e arrabbiati, ma sapendo che in un piano più profondo, mentre urli c’è la calma, c’è la pace. Dunque RizaRelax è un giornale che vuole aiutare a far emergere spontaneità e naturalezza, non certo a domarsi di più. RizaRelax nasce dall’esperienza clinica di quarant’anni di Istituto Riza, con l’obiettivo di ricordare che rilassarsi è possibile, subito, adesso, anche quando i problemi sembrano sovrastarci. Per riuscirci, bisogna lasciare che il nostro timoniere interiore, direbbe Khrisnamurti, guidi la nave verso la sua meta. RizaRelax nasce per aiutare tutti a farlo.

Buona lettura!

Emozioni sgradevoli: ecco come viverle nel modo giusto

Valeria scrive alla redazione di Riza Psicosomatica:

“In questo momento della mia vita sento spesso arrivare la rabbia e l’invidia. Mi vergogno di provarle. Spesso queste emozioni sgradevoli arrivano assieme a una contraddizione evidente: negli ultimi tempi cerco spesso la solitudine, ma poi mi assale l’invidia se vedo le mie amiche frequentarsi senza di me; allo stesso modo sono uscita da progetti lavorativi a cui non tenevo più e poi provo rabbia e ancora invidia se chi continua in questi progetti ha successo. Rivedo tanto me stessa bambina in questi comportamenti, facevo così anche allora. Una sola cosa bella: dopo aver letto un esercizio proposto dal vostro giornale, ho provato a visualizzare un animale con cui identificarmi, è arrivata una volpe e ne sono rimasta affascinata!”

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Emozioni sgradevoli? Solo per la mente

Quando ci sentiamo abitati da emozioni sgradevoli, come rabbia e invidia, facilmente le associamo a fatti accaduti nel passato, oppure a certi difetti, tare della personalità che ci portiamo dietro fin da piccoli. Questo modo di ragionare nasce da una duplice convinzione: in primo luogo di essere sbagliati, poi che la nostra storia personale, ad esempio gli insuccessi o le incomprensioni che abbiamo avuto con altre persone, siano la causa di quel che proviamo adesso. È ciò che capita a Valeria, che si dichiara in balìa di un’invidia e di una rabbia che la rendono triste, ma soprattutto contraddittoria: ad esempio cerca la solitudine, ma poi si risente se le sue amiche si frequentano senza di lei. Cosa le sta capitando? Sta conducendo una lotta impari contro le emozioni sgradevoli, vuole mandarle via e così le rafforza. Le contraddizioni del suo comportamento sono il riflesso di quel che accade nel suo mondo interiore: sente rabbia e invidia e non le vuole; cerca la solitudine e poi la teme; non desiderava quel lavoro ma il successo di chi lo svolge le rode.

Emozioni sgradevoli: e se fossero alleate?

Ribaltiamo il modo consueto di ragionare: ci sono due forze, due emozioni sgradevoli ma profonde che sono venute a farle visita, due potenti e antiche divinità che sono comparse dentro di lei. L’uomo antico avrebbe ragionato così: che cosa desiderano da me questi sentimenti così forti che mi tormentano? In quale direzione vogliono che io percorra la mia esistenza? L’invida, che in superficie è legata ai successi degli altri, nel profondo parla di te, di quel che ancora non hai raggiunto nella vita e che invece potresti e dovresti ottenere. La rabbia ti dà la misura di quanta energia ti abita, di quanta forza possiedi, di quanta grinta la natura ti ha donato. Devi solo smettere di legarle all’esterno, a ciò che gli altri fanno, pensano o dicono. Ecco perché ti viene a trovare anche un forte desiderio di solitudine. L’anima ti sta dicendo: isolati, stai con la tua invidia e con la tua rabbia quando vengono, fai loro posto, lascia che agiscano. Quindi in realtà non si tratta di emozioni sgradevoli da scacciare, ma di forze potenti e vitali, indispensabili all’evoluzione: quel che desiderano è che tu abbandoni quel personaggio convinto da sempre di essere inadeguato, vittima di se stesso e degli eventi negativi della vita.

Osserva le emozioni sgradevoli senza giudizio

Quel che occorre fare è appropriarsi pienamente degli aspetti energetici contenuti nella rabbia e nell’invidia e abbandonare il giudizio morale su questi sentimenti. Basta osservare i bambini: in loro tutti i sentimenti convivono armonicamente, come in un Pantheon di funzioni cosmiche dove ogni emozione trova spazio. Quando Valeria smetterà di giudicarsi sbagliata per essere rabbiosa e invidiosa e comincerà, in solitudine, a stringere una vera alleanza con queste emozioni, scoprirà quante intuizioni, quante nuove idee si formeranno in lei, e capirà anche quali amicizie fanno ancora per lei e quali invece sono ormai parte del suo passato. Non bisogna mai combattere le emozioni sgradevoli: occorre al contrario accoglierle, integrarle in noi. È questa la tappa indispensabile che consente a ogni persona di evolvere, di abbandonare una visione unilaterale e idealistica di se stessa, per diventare davvero quella persona unica e irripetibile che è: contraddittoria, ma autentica!

L’esercizio che cambia la prospettiva mentale

Valeria nella sua mail racconta di aver seguito uno dei consigli di Riza psicosomatica: cercare il proprio animale-guida. A lei è apparsa una volpe. In un attimo, il suo cervello antico le ha inviato questa immagine: un animale selvatico, furbo e solitario. Ogni volta che le capita di sentirsi in balìa di pensieri sgradevoli come l’invida e la rabbia, tutto quello che deve fare è chiudere gli occhi e immaginarsi come una volpe nel bosco, che solitaria annusa l’aria, cerca le prede, sa difendersi dai predatori, trova tane dove nascondersi ed è padrona della sua vita. I pensieri e i ragionamenti non l’aiuteranno mai a uscire dal blocco, mentre l’immagine della volpe saprà guidarla senza sforzo verso i suoi veri obiettivi: l’animale-guida è una proiezione di una parte profonda di lei, della sua essenza. Deve solo affidarsi al potere istintivo dell’animale e tutto andrà nella giusta direzione: così, la vera Valeria potrà finalmente nascere.

Se smetti di tormentarti, ritrovi la gioia di vivere

Il nuovo numero di Riza Psicosomatica che trovate in edicola ha in copertina una farfalla: i grandi maestri mi hanno insegnato che purtroppo tutti noi tendiamo spesso a condurre una vita psichica che assomiglia a quella del bruco. Come lui, viviamo sulla terra, che diventa il nostro confine.

Che cosa accade in natura? Un bel giorno il bruco, senza alcun programma e senza sapere perché, emette una sostanza che lo “imprigiona”. Diventa un bozzolo e da un piccolo foro, da quella gabbia apparente esce la farfalla.

Non correggere, contempla!

Anni fa, alcuni ricercatori, vedendo la fatica con la quale la farfalla fuoriusciva da quel piccolo foro, pensarono di allargarlo per favorirne la nascita. Effettivamente, la creatura usciva più in fretta, ma poi non volava. Questo ci insegna che le nostre difficoltà, i disagi, i dolori sono analogicamente simili al parto della farfalla e come tali vanno viste. Hanno una funzione che va rispettata.

Quando nasce, la farfalla vola di fiore in fiore, è un altro essere, del tutto differente dal bruco che l’ha generata. In ognuno di noi c’è un’altra persona, diversa da quella che mettiamo in campo abitualmente: occorre ricordarlo proprio nelle difficoltà, ogni volta che veniamo abbandonati, nelle crisi coi figli, nei problemi sul lavoro e così via.

La vera scommessa è diventare chi sei destinato a essere

La partita decisiva di ognuno non ha a che vedere con l’essere una buona moglie o un buon marito, nell’avere rapporti sempre sereni con i figli o in ufficio. Non siamo nemmeno al mondo per essere buoni per forza, ma per far nascere la farfalla che siamo destinati a diventare. Dobbiamo vivere dimensioni e capacità che il bruco non può conoscere.

Se una donna si sente distrutta, finita, disperata ma può ancora immaginare o sognare il volto di una vecchia o della mamma o della nonna, quella donna non è perduta, perché sa entrare in contatto con il lato sapiente dell’anima, rappresentato simbolicamente da quei volti. Quel lato sa “produrre” la farfalla, la farfalla che sei, unica e irripetibile.

Dire addio ai tormenti è sempre possibile

Ogni volta che ci tormentiamo per qualcosa che ci è accaduto, per un trauma subito o una delusione, dovremmo ribaltare il modo di pensare e vedere quel dolore come il segno di una metamorfosi in atto, un processo dove muoia il bruco delle identificazioni con l’esterno (“io sono così perché mi è capitato questo o quello”) e nasca la farfalla, che vola solo dove deve andare davvero.

Sarebbe un vero peccato che noi diventassimo farfalle ma ci imponessimo di non volare perché il bruco, il verme che striscia sulla terra ci sembra più tranquillo e al sicuro…

Questo numero di Riza psicosomatica è dedicato alle tecniche più efficaci per liberarsi dai tormenti, che sono quasi tutti acquisiti, frutto di una mentalità strisciante, mentre la saggezza di Oriente e Occidente ci ricorda incessantemente che noi siamo fatti per volare, come le farfalle. Rinascere in realtà è semplice, lo facciamo ogni giorno quando andiamo a dormire: cerchiamo in quel buio, in quel nulla le tappe successive della nostra evoluzione. Iniziamo a farlo anche di giorno.

Psicologia

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