Come ritrovare la gioia di vivere

Luglio è il mese della felicità di Riza. Scopri perché la felicità non dipende da ciò che accade fuori di noi, ma nasce dalla nostra natura più autentica.

Come ritrovare la gioia di vivere
01.07.2026

Luglio sarà il mese della felicità di Riza: un’occasione unica per esplorare uno dei temi più importanti della psicologia e della crescita personale. Per tutto il mese parleremo di come essere felici, di ciò che ostacola la nostra gioia e di come ritrovare un benessere autentico attraverso approfondimenti, interviste, test e nuovi contenuti dedicati.

Tra le principali novità ci sono il nuovo numero di Riza Psicosomatica, dedicato al tema “Felicità: ecco come trovarla”, e un nuovo videocorso interamente dedicato alla ricerca della felicità. Un percorso che accompagnerà i lettori alla scoperta di una domanda fondamentale: che cosa ci impedisce davvero di essere felici ogni giorno?

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La felicità non viene dall'esterno

Siamo spesso convinti che la felicità dipenda dagli eventi della nostra vita. Pensiamo ad esempio:

  • “Sono felice perché la persona che amo mi ricambia.”
  • “Sono felice perché il lavoro va bene.”
  • “Sono felice perché ho comprato una casa o una macchina nuova.”
  • “Sarò felice quando andrò finalmente in vacanza.”

Ma è proprio qui che, secondo il Metodo Riza, rischiamo di prendere una strada sbagliata.

La felicità non nasce dalle circostanze esterne. Relazioni, successo professionale, denaro o beni materiali possono regalarci soddisfazione, ma non rappresentano la fonte della nostra gioia più profonda.

La vera felicità è un’esperienza interiore.

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Dove nasce la vera felicità?

La gioia di vivere non è il risultato di un calcolo razionale, di una strategia o del raggiungimento di un obiettivo. Esiste da sempre dentro di noi, perché una sorgente spontanea di vitalità continua a generare felicità anche nei momenti difficili.

La gioia di vivere non può essere costruita con il pensiero. Al contrario, spesso arriva proprio quando la mente smette di controllare tutto.

Per questo i bambini riescono a ridere con così tanta facilità: non hanno bisogno di motivi speciali per essere felici, perché vivono naturalmente in contatto con la loro parte più autentica.

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Felicità significa spontaneità

La felicità fiorisce quando smettiamo di recitare un ruolo.

Ogni volta che cerchiamo di essere ciò che gli altri si aspettano da noi, ci allontaniamo dalla nostra natura. Vivere secondo modelli imposti, cercare continuamente approvazione o sacrificare ciò che sentiamo davvero, significa perdere il contatto con quella spontaneità da cui nasce la gioia.

Essere felici significa invece concedersi il diritto di essere naturali, imperfetti e autentici.

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Perché spesso ci sentiamo infelici?

Una delle principali cause dell’infelicità è il continuo rimuginare.

Passiamo molto tempo a ripeterci gli stessi pensieri, a ragionare sugli stessi problemi e gli stessi lamenti, fino a lasciare sempre meno spazio alla fantasia, al gioco e alla creatività.

La felicità si spegne quando restiamo intrappolati nelle aspettative, nei confronti e nell’idea di dover controllare tutto.

La tradizione greca racconta che Hermes, il dio bambino, davanti alle preoccupazioni dell’uomo risponde semplicemente: “Ridi! Gioca!”

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Si può essere felici anche nei momenti difficili?

La risposta è sì.

Il grande papa Gregorio Magno definiva la tristezza “l’ottavo peccato capitale”, ricordando che l’essere umano è fatto per la felicità.

Anche gli antichi maestri del chassidismo insegnavano che perfino dentro il pianto può essere presente una scintilla di gioia.

La felicità non consiste nell’assenza di problemi, ma nella capacità di guardare la realtà con uno sguardo diverso. Nasce quando torniamo vicini alla nostra natura più profonda e lasciamo emergere quella forza vitale che è sempre presente dentro di noi.

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Il mese della felicità di Riza

Per tutto il mese di luglio Riza accompagnerà i suoi lettori con articoli, approfondimenti, interviste, test e nuovi strumenti dedicati al tema della felicità.

Perché la felicità non è un traguardo da raggiungere, ma uno stato naturale da ritrovare.

Buon mese della felicità e buona lettura.

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