Disfonia da stress: cos’è, quanto dura e come farla passare

La disfonia da stress è un disturbo della voce che si manifesta con alterazioni del tono, del volume o della qualità vocale, spesso causate da tensioni emotive e stress. Dal punto di vista simbolico, la voce rappresenta la nostra identità, ogni voce è unica, diversa da tutte le altre. È la nostra capacità di esprimerci e comunicare con il mondo.

Quando viviamo periodi di forte stress o quando non riusciamo a esprimere certe emozioni, la voce può bloccarsi, come se qualcosa dentro di noi volesse mostrarci simbolicamente che c’è qualcosa che non riusciamo a esprimere apertamente o che non ci stiamo esprimendo in un modo che ci appartiene. Questo problema può colpire chiunque, ma è particolarmente diffuso tra le persone che utilizzano la voce in modo professionale, come insegnanti, operatori di call center, cantanti e attori.

Vuoi stare bene? Alt ai paragoni

Molte persone si sentono sempre inadeguate e ritengono che qualsiasi cosa facciano, stiano sbagliando. Perché? Il principale pericolo, di cui è necessario liberarsi, è il paragone.

Fin dall’antichità i grandi saggi spiegavano molto bene che esiste un’intelligenza profonda che è in grado di condurci lungo la nostra strada, a patto di non paragonare la nostra vita a quella degli altri. Dora, per esempio, mi ha scritto per dirmi che si è sposata con un uomo che non le piaceva più di tanto perché aveva ormai 36 anni e anche sua sorella si era sposata. La sua spinta? Il paragone, l’imitazione. Ma imitando, ci allontaniamo dalla radice interna che incessantemente ci forma. La vita psichica è basata su un centro, come la vita delle piante è fondata sulla radice che incessantemente le alimenta.

 

Come accettare una situazione che non si può cambiare?

Nella vita ci troviamo spesso di fronte a situazioni che sfuggono al nostro controllo. Eventi inaspettati, perdite, cambiamenti improvvisi possono generare stress, ansia, frustrazione, sofferenza. Accettare una situazione che non si può cambiare non è semplice, ma è imprescindibile per non rimanere incastrati in battaglie che non possiamo vincere e in dinamiche che non dipendono da noi, ma che possono privarci della serenità e della gioia di vivere.

Accettare una situazione che non si può cambiare non significa subire passivamente un destino avverso, ma assumere un atteggiamento maturo e utilizzare in modo economico e funzionale la propria energia vitale, senza disperderla in situazioni su cui non possiamo intervenire e su cui quindi non ha senso investire.

VIDEO Come guarire i dolori dell’anima

Tutti noi, quando arriva un disagio emotivo come ansia, panico, insicurezza, facciamo due errori. Il primo è accanirci nel voler collegare ogni nostro dolore a cause esterne: un matrimonio che non funziona, un lavoro che non ci gratifica, problemi con i figli e così via. Il secondo errore è considerare i disagi come l’espressione di un lato sbagliato di noi o un difetto. In questo modo inauguriamo una lotta interiore senza fine.

Proviamo invece a pensare all’ansia o al panico come a una ribellione, cioè come all’unico modo, anche se estremo, che l’anima ha a disposizione per mettersi in comunicazione con noi. Tutti quanti, infatti, siamo catturati dalle opinioni degli altri, vogliamo essere come tutti gli altri, vogliamo avere l’approvazione degli altri. E così, distratti dall’esterno, non ascoltiamo più il mondo interno. E se ci fosse dentro di noi un direttore d’orchestra che ci chiama per dirci: guarda che c’è una musica che è solo tua, ma tu non la stai suonando? Perché attenzione: possiamo cambiare vestito, cambiare casa o cambiare lavoro, ma la nostra personalità è unica, non possiamo cambiarla.

I disagi emotivi, allora, sono legati al fatto che stiamo soffocando un lato di noi che vuole essere ascoltato. Non siamo nati per stare male, ma per esprimere la nostre caratteristiche. Stiamo male proprio perché non lo facciamo, perché non facciamo la pianta che siamo. E così l’anima manda i disagi per dirci che stiamo dimenticando di qualcosa di fondamentale, di imprescindibile, che ci appartiene e non stiamo vivendo. “Cosa ho dimenticato di me?”: questa è la domanda da farsi.

È importate ricordarci la cosa più importante: non sei solo quello che conosci di te, c’è sempre altro che non hai ancora visto, c’è un’altra identità che vive nel profondo.

E quando un lato di te che non avevi previsto emerge, vuol dire che sei sulla buona strada verso il benessere.

WhatsApp