Così i sensi di colpa scompaiono
Ci scrive Gaia, mamma di Veronica: “La mia bambina ha 3 anni e mezzo e vuole stare sempre con me. Quando ho ripreso il lavoro, la piccola aveva quasi un anno, ma io dovevo uscire di nascosto, prima che lei si svegliasse, altrimenti non riuscivo neppure a vestirmi. Oggi si è abituata al papà che la porta a scuola, all’asilo e alla tata, ma non appena rientro a casa mi si attacca letteralmente addosso e mi rende impossibile occuparmi di altro che non sia lei. Mi segue ovunque: in cucina, in camera, persino in bagno, e se devo uscire per fare la spesa e lei deve rimanere a casa… Ho l’impressione che mio marito ne soffra e io sono sfinita dal dover gestire questo suo atteggiamento e anche preoccupata: mi chiedo se è normale e se passerà.”
Non c’è niente di cui stupirsi… Bisogna considerare che, simbolicamente, la madre rappresenta la terra, il nutrimento, le radici. Un bimbo è cresciuto per 9 mesi nell’utero materno, era radicato lì dentro e ora, anche se la situazione è comprensibilmente cambiata, cerca e fa di tutto per trovare nella madre analoghi riferimenti. Non importa se poi crescendo, con il passare degli anni, con la madre si discute, si litiga, ci si confronta e, a volte, addirittura non ci si parla perché non ci comprende più: è sempre la madre.
Data l’importanza che i cartoni animati rivestono per i bambini, è importante che mamma e papà non li considerino pura evasione fantastica, ma come strumenti utili per imparare a comunicare con il mondo interiore del loro piccolo. Questo è il sistema per fargli sentire che si condivide il suo modo di essere e in più si scoprono utili spunti per fare attività creative insieme!
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È assolutamente sconsigliato esporre il bambino piccolo a programmi televisivi: secondo una ricerca dell’Accademia Americana di Pediatria, troppe ore davanti allo schermo possono provocare un ritardo nel linguaggio, nell’attività psicomotoria, difficoltà di attenzione in età scolare e turbe del sonno. In linea generale, a prescindere dall’età, è bene escludere i cartoni animati violenti, soprattutto perché il bambino tende a imitare il comportamento dei suoi eroi, i programmi che generano eccessiva tensione, perché non adeguati o troppo “forti” da tollerare dal punto di vista emotivo, e anche i cartoni con immagini stereotipate e prive di interpretazioni, che non danno alcun messaggio al piccolo.
Niente paura! Bisogna sapere che il bambino non è passivo di fronte agli stimoli televisivi, anzi… li utilizza nella costruzione della propria identità. L’interesse per un certo cartone animato, come spesso accade anche con le fiabe, è dettato dal fatto che i temi esplorati entrano in sintonia con la vita interiore del bambino, con i suoi desideri e le sue paure, con il clima familiare che vive e le tappe che sta attraversando. Ripetere, costantemente, la visione di quello specifico cartone animato costituisce per il bambino una sorta di apprendimento emozionale, una palestra interattiva per crescere da usare fino a che il film ha esaurito la sua funzione… Ed ecco che improvvisamente si passa a un’altra scena e a un’altra storia!
– Osservalo mentre guarda la televisione, il suo sguardo e le sue reazioni ti diranno se ciò che sta vedendo è davvero adeguato.
– Non utilizzare la televisione come castigo, premio o come baby-sitter.
– Tieni spenta la tv durante i pasti e mentre fa i compiti! La colazione, il pranzo e la cena sono i momenti in cui la famiglia si riunisce e, ogni volta che è possibile, sarebbe meglio proteggere questo spazio. Mentre studia, invece, il rumore della tv comporta un eccessivo carico cognitivo (anche se il bambino non la guarda la ascolta) e diminuisce l’attenzione e la concentrazione sul compito.
– Non lasciare in mano al bimbo piccolo il telecomando o inevitabilmente inizierà a fare zapping da un programma all’altro, maturando una comprensione parziale e superficiale di ciò che vede, con il rischio di inciampare in programmi non adatti a lui.
– Evita di guardare trasmissioni inopportune quando lui è in circolazione. Anche se sembra che stia facendo qualcos’altro, il piccolo ha “antenne” che riescono a captare tutto.
– Non sistemare un televisore in cameretta: è una scelta che lo autorizza a diventare il padrone della “scatola magica”, facendone in breve tempo un uso eccessivo, mentre devi essere tu ad avere il telecomando “dalla parte del manico”.
– Non è un appuntamento fisso. Se è impegnato a fare altre cose e non chiede di accendere la tv, evita di ricordare al tuo bimbo che è l’ora del “suo” programma.
– Cerca giochi alternativi alla televisione: così gli fai capire che la tv non è indispensabile e che ci si può divertire e rilassare anche svolgendo altre attività.
– Stabilisci con il tuo bambino il tempo e il momento della giornata da dedicare alla tv per i più piccoli le ore davanti allo schermo devono essere molto limitate e anche i più grandicelli non devono vedere la tv per più di un’ora e mezza.
– Non la mattina a colazione perché il bimbo potrebbe volersi alzare prima del tempo per guardare i cartoni oppure arrivare a scuola poco concentrato, né la sera, prima di addormentarsi, perché un eccesso di stimoli visivi ostacola un buon addormentamento.
– Adotta le “condizioni di uso” corrette: la distanza dalla tv non inferiore ai 3 metri, volume non troppo intenso (entro i 70 db) e contrasto luminosità non troppo elevato.
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