Lasci sempre le cose a metà? Fai così

Per alcune persone lasciare le cose a metà sembra obbligatorio; scopri cosa si nasconde dietro questo comportamento e come uscirne

Si parla spesso di ridurre l’ansia del quotidiano, di seguire un sano stile di vita, di ricavarsi i propri spazi, di ricercare il relax, di prendersi del tempo per se stessi.
Sono tutti ottimi intenti che però, in diversi casi, non vanno a buon fine e anzi si trasformano in occasioni di ulteriore stress.
Il motivo principale risiede in una delle caratteristiche della vita moderna: l’interruzione continua del proprio tempo, sia quando si è impegnati nel lavoro, sia quando si ha del tempo libero. Molti mentre stanno facendo qualcosa, si distraggono di continuo, ad esempio telefonando, parlando con qualcuno, guardando la posta elettronica, dedicandosi anche a due o tre cose in una volta. E così, si lasciano le cose a metà…

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Quando fare una sola cosa per volta è difficile

È soprattutto dall’esterno che arrivano stimoli senza sosta: telefoni che squillano in ogni momento, richieste costanti di attenzione e di presenza, di opinioni e di scelte, di aiuto e di condivisione, continui piccoli imprevisti, sul lavoro e in famiglia. Tutti elementi che bruscamente entrano nel nostro tempo e ci distolgono dall’attività principale, qualsiasi essa sia.
Si può dire che l’interruzione sia diventata uno stile di vita, con difficoltà evidenti, in particolare a fare “una” cosa, a seguirla fino in fondo e a portarla a termine nei tempi giusti; a essere “lì”, presenti e partecipi, senza frammentare l’attenzione su tante cose (quindi senza averla su nessuna); a vivere lo svago, il relax e l’intimità in modo pieno e appagante, senza distrazioni; a stare da soli, senza sentire il bisogno di interagire o di contattare sempre qualcuno.

 

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In esilio dalla propria esistenza

Per paradosso, ad alcuni, essere interrotti dà addirittura la sensazione di essere vivi, “nel pieno dell’azione”, di essere cercati, voluti, importanti. Ma è un’illusione: essere continuamente portati via dalla propria attività di quel momento – non importa se sia fatta per dovere o per piacere – equivale a essere portati via da se stessi, a continui “piccoli esili” dal proprio baricentro mentale. E questo stanca il cervello (e quindi la psiche), che deve ripartire ogni volta e cimentarsi ogni giorno in numerosi inizi, e gli inizi, come ci spiega la fisica, costano energeticamente molto di più di un’azione fatta sulla spinta di un’attività già in atto. Ridurre le interruzioni significa perciò diminuire in modo sensibile lo stress, e riuscire a uscire dal circolo vizioso che ci “costringe a lasciare le cose a metà”.

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Lasci sempre le cose a metà? Ecco cosa rischi

Chi tende a lasciare sempre le cose a metà, rischia di incorrere nelle seguenti condizioni.

  • Stanchezza mentale, sensazione cronica di affaticamento
  • Calo della determinazione e del rendimento professionale
  • Aumento di distrazioni, amnesie ed errori
  • Nervosismo, senso di fretta, ansia costante
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Scopri cosa fare

Per prima cosa, difendi il tuo tempo
Prendi la decisione di proteggere almeno una parte della tua giornata dalle interruzioni. Legittima dentro di te questa esigenza e, se qualcuno ti interrompe, non darti disponibile. Non farti “saccheggiare”: hai tutto il diritto di proseguire nella tua attività, qualunque essa sia.

Ogni tanto, spegni tutto
Per quanto sia un consiglio banale, in pochi lo fanno. Ma il cervello ha bisogno di sapere che, anche per poco tempo, non sarai raggiungibile da chiunque e non avrai distrazioni. Distendersi nel proprio tempo è un bisogno psicofisico primario di ogni essere umano. Per farlo è molto utile anche ridurre il numero giornaliero di consultazioni della posta elettronica.

Organizza meglio la tua giornata
Non vivere la giornata in modo caotico, facendoti influenzare da quanto avviene intorno o dalle esigenze altrui, centrati invece di più su di te. Organizzare bene il tempo – per quanto possibile – aumenta determinazione e concentrazione, riducendo anche la possibilità di distrazioni continue. Infine, ricordiamo che è sempre saggia la regola del non fare due cose in una volta.

Istituto Riza di Medicina Psicosomatica

L’Istituto, fondato nel 1979 da Raffaele Morelli insieme a un gruppo di medici, psicologi e ricercatori, ha lo scopo di studiare l’uomo come espressione dell’unità psicofisica, riconducendo a questa concezione l’interpretazione della malattia, della sua diagnosi e della sua cura.

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