Sindrome metabolica: contrastala coi rimedi naturali

Per contrastare efficacemente la sindrome metabolica, cura l'alimentazione, fai attività fisica e usa questi rimedi fitoterapici e omeopatici

Sindrome metabolica: contrastala coi rimedi naturali
Redazione Riza
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11.04.2018

Il termine “sindrome metabolica” viene usato in medicina per definire la compresenza di fattori che aumentano la probabilità di sviluppare malattie degenerative a livello cardiovascolare, di diabete e di patologie cerebrali come l’Alzheimer. I fattori di rischio comprendono i seguenti.

  • Un Indice di Massa Corporea (si calcola dividendo il peso per il quadrato della statura) superiore a 30
  • La presenza di un eccesso di grasso addominale (grasso viscerale), concentrato all’altezza del girovita (più di 94 cm di circonferenza nell’uomo e di 80 cm nella donna)
  • Elevati valori di colesterolo LDL (cattivo) e trigliceridi (più di 250 mg/dl) nel sangue, o bassi valori di colesterolo “buono” HDL (meno di 40 mg/dl nell’uomo e di 50 mg/dl nella donna)
  • Ipertensione arteriosa (valori pressori superiori a 90/140 mmHg)
  • Iperglicemia (superiore a 100 mg/dl a digiuno) o familiarità per il diabete
  • Iperuricemia

La probabilità di sviluppare una sindrome metabolica è tanto più elevata quanto maggiore è il numero di fattori di rischio presenti: la compresenza di 3 fattori è un segnale d’allarme che deve indurre a correre ai ripari.

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Gli oligoelementi che riattivano le funzioni metaboliche

Per stabilizzare le funzioni metaboliche possiamo ricorrere a una terapia di fondo con oligoelementi utili per riequilibrare l’asse ipofisi-pancreas, che modula la capacità di adattamento allo stress. Il complesso Nickel-Cobalto è l’oligoelemento da assumere quando lo squilibrio coinvolge la parte esocrina del pancreas, con difficoltà a digerire i grassi, steatosi epatica e fermentazione intestinale. Nell’iperglicemia e negli stati pre-diabetici è invece utile l’oligocomplesso Zinco-Nickel-Cobalto.

Si assume una fiala del complesso prescelto a giorni alterni, la mattina a digiuno, per due mesi.

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Alimentazione e movimento, i due punti chiave

Una dieta corretta è certamente fondamentale per prevenire o correggere le alterazioni metaboliche, ma da sola non basta: occorre anche modificare lo stile di vita, rimettendo in movimento corpo e mente. Vediamo come.

La dieta giusta

  • No alle diete troppo restrittive, che generano ansia, insoddisfazione e fissano ossessivamente la mente sul cibo. Riconosciuta in tutto il mondo come la più salutare in assoluto, la dieta ideale è quella “mediterranea”, che si fonda sulla cosiddetta piramide alimentare. Il trucco in più da mettere in campo è suddividere il cibo in 5 piccoli pasti quotidiani: così si mantiene attivo il metabolismo.
  • Mai saltare la prima colazione: secondo alcuni studi a lungo termine, consumare sistematicamente una prima colazione inadeguata aumenta del 68% il rischio di sviluppare nel tempo la sindrome metabolica.

L’attività fisica e… mentale!

  • Passare ore in palestra attaccati agli attrezzi non serve, e può essere addirittura controproducente: da una parte genera un surplus di acido lattico che acidifica l’organismo, il che altera il metabolismo generale dei grassi, dall’altra induce a consumare più cibo e bevande “per recuperare”. Camminare all’aria aperta, andare in bicicletta e nuotare sono le attività migliori: attivano i muscoli senza forzarli e contrastano lo stress psicofisico, causa primaria delle alterazioni metaboliche.
  • Mantenere in movimento la mente è altrettanto importante: coltivare interessi e passioni diverse, conservare lo sguardo curioso e “incantato” con cui guardavamo il mondo da bambini, sazia corpo e mente e li mantiene freschi e sani più di ogni altra cosa.

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I rimedi verdi che contrastano la sindrome metabolica

  • La banaba, originaria del sud est asiatico, è il fitoterapico a cui ricorrere per smaltire il pericoloso grasso che si deposita attorno al girovita. Contiene infatti acido corosolico, una sostanza che, secondo alcuni studi clinici, inibisce la differenziazione degli adipociti (le cellule del tessuto adiposo) e impedisce l’accumulo di trigliceridi a livello epatico. Si assume in capsule, nella dose minima indicata sulla confezione.
  • Calcarea phosphorica è l’omeopatico indicato per chi ama il cibo spazzatura dei fast food che, oltre a intasare il corpo di grasso “malato” e tossine, produce anche infiammazione a livello dell’ipotalamo, la “centralina” cerebrale che controlla l’appetito. Posologia: 3 granuli alla 5 CH prima dei pasti.
  • Olivo e frassino: le foglie dell’olivo, simbolo di pace, contengono principi attivi altamente benefici, che regolano i livelli di grassi nel sangue, riequilibrano la pressione e pacificano il sistema nervoso. Per potenziarne l’azione associalo al frassino, noto per la sua capacità di “spazzare” i vasi venosi e arteriosi dal colesterolo, prevenendo le placche aterosclerotiche. Inoltre, essendo ricco di rame e ferro, promuove anche il fissaggio del ferro dell’emoglobina. Posologia: estratto secco di foglie d’olivo titolato al 12,5% min. in oleuropeina, 2 capsule al giorno; tintura madre di frassino: 20 gocce in poca acqua due volte al giorno, per non più di due settimane continuative.
  • Calcarea carbonica è il rimedio omeopatico costituzionale utile alle persone dal metabolismo lento, con livelli elevati di trigliceridi e colesterolo nel sangue e carenza di ormoni tiroidei (T3 e T4), che hanno difficoltà a ricevere il segnale di sazietà dal cervello e continuano a mangiare senza accorgersi della quantità di cibo che ingurgitano. Si assume alla 30 CH, 5 granuli una volta al giorno.
  • La gymnema è il rimedio raccomandato in medicina Ayurvedica per tenere sotto controllo il tasso glicemico nel sangue. Secondo gli studi, il suo uso sembra in grado di accrescere la funzionalità e il numero delle cellule pancreatiche che producono l’insulina, caratteristica unica nel mondo vegetale. Si assume in capsule, una prima di pranzo e cena, per non più di 15 giorni. N.B. Non usare in gravidanza o con altri ipoglicemizzanti.
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Il ruolo dello stress e la lettura psicosomatica

Tra i fattori che contribuiscono allo sviluppo della sindrome metabolica non va sottovalutato lo stress: è infatti accertato che esiste un collegamento diretto tra il livello di stress di una persona e il livello di colesterolo nel sangue. Stress, rabbia, depressione, disagi affettivi ed emotivi influiscono infatti sulla chimica del corpo, stimolando le ghiandole surrenali a rilasciare ormoni infiammatori come cortisolo, adrenalina e ormone neuropeptide Y, che attiva i nervi periferici del tessuto adiposo, inducendo l’accumulo di grasso, soprattutto attorno al girovita (come se volessero creare un “cuscinetto protettivo” per attutire l’impatto tra la persona e l’ambiente o gli eventi stressanti).

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I rimedi fitoterapici e omeopatici contro la sindrome metabolica da stress

  • L’arancio amaro, sotto forma di estratto secco della sua scorza, contiene sostanze sedative e un complesso di amine simpaticomimetiche (tra cui la sinefrina), capaci di aumentare la termogenesi e stimolare i processi ossidativi dell’organismo, con un effetto che migliora il rapporto tra massa grassa e massa magra. Se ne assume una capsula 2 volte al giorno, prima dei pasti, con un bicchiere d’acqua.
  • La linfa di betulla è utile per scaricare le tossine infiammatorie prodotte dallo stress quotidiano grazie al suo potere drenante, diuretico e disintossicante. Inoltre, questo rimedio è anche un ottimo antinfiammatorio e stimolante della corteccia surrenale, che sgonfia i tessuti e migliora il tono dell’umore. In commercio la si può trovare al naturale, oppure in macerato glicerico, da assumere nella dose di 50 gocce diluite in mezzo bicchiere d’acqua, una volta al giorno, per cicli di non più di venti giorni consecutivi, da ripetere a ogni cambio di stagione.
  • Aurum metallicum è adatto ai soggetti ipertesi e afflitti da depressione malinconica, eretismo cardiaco con dolore che si estende lungo il braccio sinistro fino alle dita, mani e piedi freddi, tendenza al pianto e pensieri morbosi. Si assume in monodose alla diluizione 200 CH, una dose al mese, per tre mesi.
  • Staphysagria è il rimedio di chi sfoga rabbia e frustrazione “sbranando” il cibo e continuando a mangiare anche quando è sazio da scoppiare. Un comportamento a sfondo ansioso-depressivo che nasce in genere dalla percezione, reale o solo immaginaria, di aver subito un torto, un’ingiustizia o un sopruso e da frustrazioni affettive o professionali. Si assume alla diluizione 200 CH, una monodose al mese, per tre mesi.
  • Anacardium orientale è indicato negli attacchi di fame smodata, in cui il cibo – ingurgitato compulsivamente senza assaporarlo – ha una valenza ansiolitica e un effetto sedativo quasi ipnotico. Si assume alla diluizione 30 CH, 5 granuli una volta al giorno un’ora prima di cena, e 3 granuli al bisogno.
  • Argentum nitricum è il rimedio degli insicuri che reagiscono allo stress rimpinzandosi di dolci in funzione sedativa, ma soprattutto di cioccolato, per il quale possono sviluppare una vera dipendenza perché ha il potere di sedarli immediatamente. Si assume alla 15 CH, 2 granuli ogni mezz’ora nei momenti d’ansia acuta.
  • Wild Potato Bush è il fiore australiano indicato per chi percepisce se stesso con un senso di oppressione, sentendosi come imprigionato in una personalità che non gli appartiene più. Questo rimedio aiuta a liberarsi del senso di inadeguatezza tipico delle persone che hanno inconsciamente sviluppato una “coperta di grasso” a livello addominale per proteggere la propria vulnerabilità emotiva. Posologia: si usa in diluizione, secondo le modalità sopradescritte.
Redazione Riza
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I contenuti sono curati da un’équipe di esperti e terapeuti, guidata dall’esperienza del gruppo Riza, punto di riferimento riconosciuto nel panorama della psicosomatica, della salute mentale e fisica.

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