Pancreas in affanno? Lo aiutano le erbe giuste

Sono Gymnema e Garcinia, le piante più indicate a stimolare il funzionamento del pancreas, l'organo che regola l'assimilazione e la distribuzione dell'energia

Pancreas in affanno? Lo aiutano le erbe giuste
Redazione Riza
Da oltre 40 anni offre strumenti pratici per migliorare la vita quotidiana.
25.06.2014

A giugno, il mese in cui si entra nell’estate, non solo si deve affrontare l’attacco del grande caldo ma spesso si inizia anche a mangiare e a bere in maniera disordinata. Per questo il pancreas rischia di andare in tilt, provocando pesantezza, gonfiori, disturbi digestivi, impennate della glicemia e soprattutto una sensazione di indebolimento generale, disturbi che si possono eliminare grazie a due erbe di origine asiatica.

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La gymnema alleggerisce l'attività del pancreas

La gymnema cresce nel Pakistan e in India. Il nome deriva da “gur mar”, che in indiano vuol dire “mangia zucchero”. Recenti studi compiuti in Giappone e negli Usa hanno dimostrato come l’acido gymnemico che contiene si leghi ai recettori intestinali adibiti all’assorbimento del saccarosio, bloccandoli reversibilmente e riducendo del 50% la metabolizzazione dello zucchero. L’assunzione di gymnema favorisce anche la stimolazione del pancreas, che così è in grado di usare meglio il glucosio per produrre energia. La gymnema in dosaggi superiori alla norma può però avere effetti lassativi.

A cosa serve la gymnema

La gymnema riporta alla normalità i valori delle proteine glicosilate, sostanze presenti nel sangue il cui numero aumenta notevolmente in caso di iperglicemia e diabete. Aiuta inoltre a prevenire disturbi cardiovascolari e renali, aterosclerosi, opacizzazione della cornea e del cristallino.

Quali sono le sue proprietà

Il principio attivo della gymnema svolge la sua azione ipoglicemizzante attraverso due meccanismi principali: inibisce l’assorbimento degli zuccheri a livello intestinale e aumenta la trasformazione metabolica del glucosio a livello cellulare.

Come utilizzarla

La gymnema è utile in tutti i casi di iperglicemia, in particolare nelle varie forme del diabete mellito, escluso il tipo 1; inoltre è indicata come coadiuvante nelle diete dimagranti.
Si consiglia l’assunzione di 2 capsule di estratto secco da 100-150 mg, da assumere circa 15 minuti prima di ciascun pasto.

 

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La garcinia riduce la formazione di grassi e colesterolo

La garcinia cambogia è un albero che cresce spontaneamente nell’India meridionale, in Indocina, in Cambogia e nelle Filippine. Produce un frutto di cui si usano la scorza e la buccia, la garcinia cambogia, che contiene in buona quantità acido idrossicitrico. Sembra che questo acido sia in grado di ridurre la trasformazione degli zuccheri in grassi nella cellula e di accelerarne anche l’eliminazione, diminuendo al contempo il senso della fame. Inoltre l’idrossicitrato, contenuto nella buccia della garcinia, agisce sul fegato riducendo la produzione di colesterolo e trigliceridi (fino al 27%) a partire dagli zuccheri.

A cosa serve e come si usa la garcinia

La garcinia si può usare come coadiuvante nel trattamento dell’obesità (riduce l’assorbimento dei cibi) e per favorire il dimagrimento, ma anche come anticellulite, per abbassare il colesterolo alto e i trigliceridi. Ne basta una capsula di estratto secco al giorno, prima dei pasti con un po’ d’acqua.

Redazione Riza
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I contenuti sono curati da un’équipe di esperti e terapeuti, guidata dall’esperienza del gruppo Riza, punto di riferimento riconosciuto nel panorama della psicosomatica, della salute mentale e fisica.

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