Riso, il cereale più ricco di benefici per la salute
Il riso è il cereale più digeribile, ha le proteine migliori e un buon equilibrio fra sodio e potassio: inoltre, è senza glutine, motivo in più per sceglierlo
Il riso è il secondo cereale più consumato al mondo dopo il grano e il più coltivato dopo il mais. Non siamo noi a detenere il primato del suo consumo, ma le popolazioni orientali: la ragione di questa differenza è essenzialmente climatica, in quanto le nostre zone sono più secche e più adatte alla coltivazione del grano; invece quelle orientali sono più umide e si prestano meglio alla produzione del riso. Ciò non impedisce ovviamente il suo consumo anche da parte nostra e negli ultimi anni si è proprio scoperto che il riso (specialmente nella sua versione integrale) è un cereale migliore per il nostro organismo rispetto al grano (con cui si fa la pasta). Scopriamo perché e come consumarlo a tavola per renderlo davvero salutare.
Riso: ecco le principali differenze con il grano
- Contiene proteine di qualità: il riso fornisce lisina, un aminoacido essenziale precursore della vitamina B3 necessario per fissare il calcio nelle ossa e per formare gli anticorpi.
- Non ha glutine: il riso è un cereale naturalmente gluten free e, quindi, è adatto anche ai celiaci. L’unica nota “negativa” è che il riso bianco ha un indice glicemico più alto rispetto alla pasta.
- Apporta meno sodio: il riso ha meno sodio del frumento e per questo risulta benefico per la salute dei reni, in quanto l’eccessiva assunzione di sodio causa problemi di pressione e filtrazione glomerulare.
- Sazia più della pasta: 100 g di riso crudo diventano circa 300 g da cotti, a differenza di 100 g di pasta, che diventano 200 g da cotti. E dato che il nostro organismo placa la fame in base al volume degli alimenti e non alle calorie, mangiando riso ci saziamo prima e assumiamo anche meno calorie.
- È più digeribile: a livello gastrico, i piccoli granuli di amido contenuti nel riso integrale hanno un potere assorbente nei confronti dei succhi digestivi e dell’aria che sosta a livello gastrico.
- Nella sua forma integrale è ricco di antiossidanti: una ricerca dell’università di Pavia ha dimostrato che, grazie al suo elevato contenuto di vitamina E, nella sua forma integrale il riso contiene anche antiossidanti.
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Riso: quale scegliere?
Ma viste tutte le straordinarie proprietà del riso, migliore per molti aspetti rispetto alla classica pasta, quale è la tipologia, da un punto di vista nutrizionale, migliore da consumare? La risposta è il semigreggio, ovvero l’integrale. La lavorazione del risone in riso commestibile avviene eliminando gradualmente gli strati più esterni del riso, a scapito, però, del suo valore nutritivo: si riduce di circa il 40-75% il contenuto salino, quasi completamente la fibra e drasticamente il contenuto di vitamine e proteine. Per cui, nel riso bianco rimane quasi solo amido; perché allora viene sbiancato? Innanzitutto per una maggiore conservabilità, poi per una cottura più veloce e un gusto di maggior gradimento. Per questo è meglio scegliere il riso integrale, che conserva maggiormente i nutrienti benefici per l’organismo, come i seguenti.
- Fosforo (il riso integrale ne contiene il doppio del riso bianco)
- Ferro (20 volte di più rispetto al riso raffinato)
- Zinco e selenio (tripli nel riso integrale)
- Vitamine B1, B3 e B6 (rispettivamente contenute quattro, tre e dieci volte in più nell’integrale)
- Vitamina E (tripla nel riso integrale rispetto a quello bianco)
- Potassio (doppio nel riso integrale)
Come cuocere il riso… a regola d’arte!
Vediamo ora alcuni preziosi consigli per cucinare il riso in modo ottimale, cercando di conservare i suoi nutrienti più importanti.
- Prima di cucinare il riso non lavarlo
- Preferisci la cottura al vapore o pilaf
- Se cuoci il riso in un liquido, assicurati che questo sia bollente
- I tempi di cottura sono di 14 minuti per il riso comune, di 15 minuti per il riso semifino, di 16 minuti per il riso fino e di 18 minuti per quello superfino; per quello integrale ci vogliono dai 20 ai 50 minuti di cottura
Come accennato in precedenza, il riso (in particolare quello bianco e cotto) ha un indice glicemico piuttosto alto (da 70 a più di 100). Per ridurre questo indice glicemico (IG), i nutrizionisti consigliano una cottura del riso al dente e l’abbinamento con cibi ricchi di fibre, come verdure e legumi di stagione. È buona regola, quindi, scegliere il riso integrale, perché, oltre a essere una buona fonte di fibre, ha anche un indice glicemico più basso. Il problema di questo tipo di riso è però che ha tempi di cottura più lunghi e quindi non è indicato per la preparazione dei risotti. La sua cottura ideale è infatti per assorbimento: si versa il riso in una casseruola e si aggiunge acqua fredda (3 bicchieri di acqua per ogni bicchiere di riso integrale), poi si copre, si porta a ebollizione e si abbassa la fiamma. Con questo procedimento la cottura avviene in 45-50 minuti circa.