Coppia e amore
Se apri gli occhi torni a essere felice

Quando idealizziamo un partner vedendolo come unico e insostituibile, la fine della relazione sembra una tragedia, ma in realtà è una benedizione: ecco perché

Ci scrive Marina, un’appassionata lettrice di Riza Psicosomatica: “Sono una mamma di tre figli che ho cresciuto da sola senza alcun problema, dandomi da fare e rimboccandomi le maniche ogni giorno. Ci sono sempre riuscita finché tre anni fa è entrato un uomo nella mia vita. Con lui sembrava andare tutto bene, stavo vivendo una storia d’amore come quelle dei film o dei romanzi...” Marina è una donna forte, o almeno così sembra: da sola ha cresciuto i suoi figli, prendendosi cura di loro per molti anni senza l'aiuto di nessuno. Non racconta molto del passato ma è possibile ipotizzare che, a suo tempo abbia dovuto affrontare la rottura con il padre dei suoi figli e la sofferenza che ogni separazione comporta. Questo fatto potrebbe averla indotta a idealizzare l'uomo di cui parla nella mail, che le sembra uscito dalle favole. Marina non è una ragazzina eppure descrive l'inizio di questa relazione come se avesse finalmente trovato il "principe azzurro", finendo per puntare tutto su di lui...

L'uomo ideale ha sempre la maschera

Il suo racconto continua: “Non avevo possibilità economiche, così due anni fa lui mi ha aiutata a realizzare un mio sogno: aprire un ristorante. Da lì è iniziato il mio incubo: le cose non andavano bene e ho dovuto chiudere l’attività per salvarmi dallo stress. Come se non bastasse, poco prima della chiusura, il mio compagno mi ha lasciata dicendo che sono un’incapace, una chef a metà e che sono grassa. Non solo: mi ha detto di aver sempre sperato che io diventassi brava e famosa come gli chef che si vedono in tv. Il problema però non era solo il ristorante: secondo lui tra noi non avrebbe mai funzionato per via dei miei figli.” Più che darle un supporto economico come segno d’amore, sembra che quell'uomo la volesse aiutare nella speranza che lei diventasse famosa, come per brillare di luce riflessa; quando così non è stato ed è arrivata la delusione dell'insuccesso dell’attività, l’ha prontamente lasciata, dando la colpa a problemi mai sorti in precedenza, come la presenza dei figli. Come sempre accade, alle prime difficoltà il principe azzurro getta la maschera e si rivela ben diverso da come lo si immagina. Se un uomo che si comporta così ci lascia, è una benedizione, non certo una condanna... 

Ascolta il tuo corpo: ti sta suggerendo cosa fare 

Conclude Marina: “Da allora ho perso la fiducia in me stessa e non riesco a reagire. Ho capacità incredibili ma non trovo più la forza di andare avanti. Ogni giorno nella testa mi risuonano le sue parole ma quello che è più strano è che io lo amo ancora; inoltre soffro di tachicardia ma devo fare finta di niente davanti ai miei figli perché non voglio farli preoccupare.” Marina non ama ancora il suo compagno, ama l’idea che si era fatta di lui e della loro relazione. L’aveva idealizzato e pensava finalmente, dopo le delusioni del passato, di aver trovato l'uomo giusto, come se il suo arrivo fosse una compensazione per le sofferenze precedenti. Le cose non vanno così e quanto più idealizziamo una persona, tanto più ci deluderà, proprio com'è accaduto a lei. Perché un fatto è certo: nessuno arriva nella nostra vita per salvarci, lo possiamo fare solo noi e Marina l'aveva fatto benissimo, come dimostra la capacità di crescere ben tre figli tutta sola. Un ristorante può fallire, un amore può finire, e se deve andare così, è giusto non ostacolare il correre degli eventi. Marina non soffre perché lui l'ha lasciata, soffre perché si oppone alla fine della storia, nonostante sia evidente che da un uomo del genere sarebbe meglio scappare a gambe levate! Ogni volta che rimaniamo ancorati a situazioni che non funzionano, il corpo si ribella e ci fa soffrire. La tachicardia di Marina è un segnale che non lei non dovrebbe sottovalutare, ma, contrariamente a quello che pensa, il suo cuore non batte all'impazzata per quell'uomo, ma perché lei se ne liberi prima possibile!

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