Salute mentale: una delle chiavi del nostro benessere
Il 10 ottobre è la Giornata mondiale della salute mentale, un’occasione, supportata anche dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), per parlare, sensibilizzare e diffondere iniziative legate al benessere psichico, alla prevenzione dei disagi e alla costruzione di una sensibilità diffusa nei confronti di questo tema.
Istituita per la prima volta nel 1992 da Richard Hunter, vicesegretario generale della Federazione mondiale per la salute mentale, dal 1994 ha un tema che cambia ogni anno.
Salute mentale: il tema della giornata mondiale 2026
Il tema della Giornata mondiale della salute mentale di questo 2026 è: «Lived Experience Heard: Real Voices, Real Change» ovvero «Ascoltare le esperienze vissute: voci vere, vero cambiamento», un invito a dare la parola a coloro che hanno avuto un’esperienza diretta con il disagio psichico. L’Oms calcola che più di un miliardo di persone nel mondo vive con problemi legati alla salute mentale.
In primo piano vengono, dunque, poste le persone che hanno sperimentato nelle loro vite un disturbo, che si tratti di ansia, attacchi di panico, depressione o altro, non solo come semplici testimoni, ma come portatori di conoscenze che possono dare indicazioni concrete a chi sui temi della salute mentale decide e legifera. È questo che determina quel “vero cambiamento” che rappresenta l’orizzonte verso il quale guardare. Oltre la vergogna e lo stigma.
Salute mentale: cosa vuol dire in concreto
La salute mentale, secondo la definizione che ne dà L’Organizzazione mondiale della sanità, è uno stato di benessere mentale che consente alle persone di affrontare le tensioni della vita, realizzare le proprie capacità, apprendere e lavorare efficacemente e contribuire alla propria comunità.
È la capacità di reagire, di mantenere relazioni, di ritrovare un equilibrio.
La salute mentale non coincide con l’assenza di ansia, di momenti di tristezza o di un disagio più serio, ma è la capacità di raggiungere comunque uno stato positivo di equilibrio e realizzazione personale. La salute mentale è dunque la capacità di vivere anche le emozioni e gli stati d’animo difficili. Essa costituisce un diritto umano fondamentale.
Salute mentale: un obiettivo raggiungibile
Il benessere mentale non è un’utopia, ma una condizione che può essere raggiunta attraverso una trasformazione che è culturale e sociale, oltre che individuale. Star bene è possibile, così come avere una vita piena e soddisfacente. Esistono strategie efficaci e realizzabili per promuovere, proteggere e ripristinare la salute mentale. Di questo Riza è sempre stata convinta e verso questo scopo ha sempre orientato la propria attività, sia come casa editrice sia come Istituto di Medicina Psicosomatica, centro di ricerca e formazione dedicato a medici, psicologi ed operatori del benessere.
Un benessere che si crea ogni giorno: tre regole fondamentali
Prendersi cura della propria salute mentale, anche e soprattutto in assenza di disagi conclamati, è un compito che riguarda chiunque. Riza a questo proposito ritiene fondamentali alcuni principi, che sono parte integrante del proprio metodo, originale e diverso dalla visione psicologica consueta, sviluppato in 40 anni di esperienza e riassunto nel volume “Il Metodo Riza” (Riza edizioni).
Un benessere che si crea ogni giorno: tre regole fondamentali
1) Mai lottare con se stessi
Il continuo bisogno di migliorare, di volersi diversi da come si è, incoraggiato e amplificato dal confronto indotto dal social media, è alla base di molti disagi. Ci si sente sbagliati, imperfetti e inadatti. Si intraprende così una lotta con se stessi, che allontana equilibrio e benessere interiore. Un passo fondamentale per stare bene è riconoscere la propria natura, che è soltanto nostra e in nulla simile a quella di qualcun altro.
Ognuno è un essere originale ed è chiamato, nel corso della sua vita, a dare espressione e a realizzare questa sua unicità.
È possibile crescere, maturare, ma la vera cura di sé è possibile solo se si accoglie il fatto di essere una persona diversa da tutte le altre, con un proprio cammino. Il cambio di prospettiva è totale: non sforzarsi di correggersi, ma investire le proprie energie nel realizzarsi.
2) Aver cura del proprio “lato antico”
C’è qualcosa dentro ciascuno di noi che crea incessantemente la persona che siamo. È una “materia misteriosa” che rappresenta le nostre radici più profonde, il nostro nucleo. È quello che Riza chiama il “lato antico”, perché presente da sempre in noi, fin dal concepimento.
Oggi si è perso il legame con questo lato antico, lo hanno perso tutti, ma soprattutto i ragazzi e gli adolescenti, che non sanno più come entrare in contatto con questo centro, con il loro mondo interiore. Questo ha come grande conseguenza il fatto di farci vivere sempre in superficie, in balia dei condizionamenti e delle mode. È da questo lato antico, invece, che emergono le soluzioni ai problemi della nostra vita. Dobbiamo prenderci cura della nostra interiorità, coltivandola, proteggendola e mettendoci in ascolto. È così che affioreranno quei messaggi del profondo che possono indicarci la strada per ritrovare il nostro benessere.
3) Immergersi nelle azioni minime
Di fronte a un problema tutti cercano una soluzione immediata e rapida. Ad essere davvero efficaci sono invece quelle azioni minime grazie alle quali mettiamo a tacere i pensieri e le ansie e ritroviamo il piacere di vivere il momento presente, l’adesso. Quali sono queste azioni? Possono essere gesti semplici, come coltivare una pianta o cucinare, oppure piccole cose che ci appassionano e che facciamo senza uno scopo preciso, se non quello di dare espressione a una nostra inclinazione o a una nostra passione. Può essere allora dipingere un quadro oppure ricamare. Grazie a queste azioni sostiamo in un istante “senza tempo”, nel quale semplicemente stiamo bene esattamente come siamo.
Queste piccole cose hanno davvero il potere di cambiarci la vita, ci riconciliano con la persona che siamo e ci fanno sperimentare un benessere profondo che è la dimostrazione più concreta che abbiamo la possibilità di stare bene, di provare gioia, soddisfazione e appagamento.
