Paura di impazzire: capire i pensieri strani e come superarli

Ti assalgono pensieri strani e hai paura di impazzire? È più comune di quanto pensi. Scopri le cause, il significato psicologico e le strategie concrete per stare meglio

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Che cos'è la paura di impazzire?

La paura di impazzire è caratterizzata da una intensa paura di perdere il controllo di sé e dalla persistente preoccupazione che tale situazione possa accadere in modo improvviso, alimentando nella persona un crescente stato d’ansia e l’ossessione di poter sviluppare disturbi mentali.

La paura di impazzire può essere vista come un’espressione dell’inconscio di un desiderio profondo di liberarsi dai vincoli della mente razionale e dalle aspettative sociali, un invito a esplorare parti di sé più libere che sono state represse (soprattutto per coloro che cercano di controllare costantemente le proprie emozioni e i propri comportamenti per essere accettati dagli altri), un desiderio di “perdere il controllo”, una ricerca di libertà dall’autocensura, dalle norme comportamentali restrittive e dalle pressioni quotidiane, dall’omologazione, ma anche come una lotta interna tra l’autenticità e la spontaneità e la necessità di sottostare a regole e strutture per seguire modelli che non ci appartengono o vivere uno stile di vita lontano dal proprio.

Ascoltare e accogliere questa paura può essere un’opportunità per approfondire il rapporto con le emozioni, i comportamenti e la spontaneità in modo da ritrovare la propria unicità e il proprio equilibrio psicofisico. Inoltre, ci ricorda che nel profondo esistono risorse infinite utili a farci vivere e vedere le situazioni in modo diverso, a patto di distogliere lo sguardo dalla rigidità mentale.

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Paura di impazzire: le cause che possono influenzare il timore di perdere il controllo

I fattori che possono influenzare questa paura di perdere il controllo di sé possono essere diversi, come i seguenti.

  • Stress prolungato nel tempo: quando il carico mentale, fisico ed emotivo va oltre la propria capacità di gestione a causa di lunghi periodi di stress durante i quali non si riesce a vedere una via d’uscita o non si vuole vedere, può influire sul proprio equilibrio psicofisico.
  • Pensieri troppo schematici: anche decisioni troppo rigide e troppo direzionate, pensieri troppo schematici e rigidi in diversi contesti (familiari, lavorativi ecc.) possono influire sul benessere della mente e del corpo.
  • Ansia anticipatoria: la preoccupazione costante per gli eventi futuri può indurre uno stato di ansia elevato che può influire, insieme ad altri pensieri persistenti, rigidi ed ossessivi, sul proprio benessere psicofisico. Preoccuparsi spesso del futuro porta a perdere di vista il presente e ciò che accade attorno a noi, causando molte volte un sovraccarico mentale legato ad attività non ancora concluse, problematiche non risolte o all’accumulo di esse, causando un senso di paura di perdere il controllo perché ci si sente sopraffatti, con poche o senza energie per affrontare le varie situazioni e la sensazione persistente di non vedere una via d’uscita.
  • Attacchi di panico e crisi d’ansia: l’esperienza di questi episodi improvvisi e intensi di ansia, caratterizzati da grande paura, può innescare la sensazione fisica e mentale che tale situazione possa accadere nuovamente in modo improvviso, alimentando nella persona un crescente stato d’ansia e l’ossessione di poter sviluppare disturbi mentali.
  • Fobie: diverse fobie, se non affrontate e gestite mediante gli approfondimenti necessari e l’ascolto profondo di sé, possono innescare in determinate condizioni la paura di impazzire e di perdere il controllo di sé.
  • Perfezionismo: la ricerca continua e ossessiva della perfezione e del successo nei periodi di intenso carico mentale, insieme a pensieri troppo rigidi e schematici, può portare a uno stato di ansia e preoccupazione tale da poter innescare la paura di perdere il controllo.
  • Eccessivo controllo di sé: pensare di poter contenere la situazione e le emozioni con forza per non perdere il controllo può intensificare e cronicizzare questa sensazione di paura.

 

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Pensieri strani e paura di impazzire

I pensieri strani o inconsueti spesso aumentano e si fanno sentire di più nella mente di coloro che temono di impazzire. Questi pensieri, anche se spesso sono innocui o irrilevanti, possono sembrare minacciosi, innescando e alimentando ulteriore ansia. Avere pensieri strani e inusuali di tanto in tanto non è però indicativo di una problematica mentale.

Perché ho paura di impazzire?

La paura di impazzire può rappresentare una lotta fra il controllo e la spontaneità, l’emotività, l’istintività e tutte quelle altre funzioni interne che l’Io cosciente difficilmente può controllare. Tutto ciò che sfugge al controllo razionale viene percepito come una minaccia, come il rischio di perdere la lucidità mentale. In realtà, si tratta di una reazione interna a un atteggiamento eccessivamente controllante. La paura di impazzire potrebbe essere la manifestazione del terrore di confrontarsi con certi aspetti profondi di sé, che, se non riconosciuti e integrati, possono sembrare minacciosi e caotici.

La paura della perdita di controllo mentale può anche riflettere una paura più ampia del cambiamento, dell’ignoto e della perdita di identità consolidata. In questo senso, il timore di “impazzire” invita a un viaggio interiore verso una maggiore autoconsapevolezza e accettazione delle parti più profonde e spesso evitate del sé.

Quando ti senti di impazzire?

Una forte crisi d’ansia o un attacco di panico possono farti sentire come se stessi perdendo il controllo. È importante sapere che spesso questi episodi sono temporanei e gestibili per mezzo di tecniche e interventi mirati. La psicoterapia può essere utile per ritrovare la propria unicità e il proprio benessere psicofisico.

Come si fa a capire se si sta impazzendo?

Per capire se si sta impazzendo è necessario distinguere l’ansia e i sintomi associati con le condizioni relative alla propria salute mentale. Il consulto di un professionista è fondamentale per chiarire i sintomi e fornire alla persona un quadro della propria condizione.

Come capire se soffri di derealizzazione?

La derealizzazione è una sensazione di distacco dal mondo esterno, come se la realtà fosse distante o sfocata. Si tratta di una percezione di estraneità o irrealtà rispetto all’ambiente circostante, che può far sentire come se il mondo esterno fosse distante, sfocato o irriconoscibile. Questo disturbo della percezione è spesso accompagnato da un senso di alienazione e può essere molto allarmante per chi lo sperimenta.

Molto comune è anche l’accompagnamento di questa esperienza con la paura di impazzire. Tale timore deriva dalla difficoltà di riconoscere e accettare queste sensazioni insolite e perturbanti come parti temporanee e gestibili dell’esperienza umana. In realtà, la derealizzazione è spesso solo una reazione a stress intenso, ansia o traumi, e non indica una perdita di sanità mentale.

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Paura di impazzire: alcuni consigli e strategie per superarla

Ritrovare la serenità e il benessere è un percorso possibile per chiunque. Ecco alcuni consigli.

  • Accogliere la paura, non opporsi: ascoltare e accogliere la paura permette di attenuare l’angoscia e il timore di impazzire perdendo il controllo di sé.
  • Evitare di cercare di tenere sotto controllo le emozioni: controllare le emozioni in modo razionale e tenerle sotto chiave, reprimerle, spiegarle, può portare a una esplosione incontrollata di emozioni, che possono causare un disequilibrio psicofisico.
  • Tecniche di rilassamento: tecniche come la meditazione, la meditazione guidata, le distensioni immaginative, esercizi di respirazione profonda, lo yoga oppure fantasticare con le immagini a occhi chiusi o aperti, può aiutare a ridurre lo stress, l’ansia e a gestire l’eventuale sensazione di perdere il controllo.
  • Distogliere lo sguardo: distogliere l’attenzione dai sintomi fisici, concentrandosi su qualcosa di neutrale presente nell’ambiente, oppure affidarsi alle immagini che si formano in quel momento tenendo gli occhi chiusi può aiutare a ritrovare la serenità.
  • Avere curiosità e uscire dagli schemi: lasciarsi guidare dalla curiosità e dalle sensazioni, provando a rompere gli schemi mentali rigidi, può aiutare a sentirsi più leggeri e a diminuire il carico mentale ed emotivo.
  • Fare attività manuali: le attività manuali possono aiutare a ridurre i sintomi ansiosi perché la mente si sposta dai pensieri schematici e rigidi (che tendono a cronicizzare l’ansia), a un momento di quiete e silenzio mentale nel quale sia le mente che il corpo sono concentrati su altro. Questa operazione permette, senza pensarci, di lasciare andare le tensioni emotive e ritrovare un proprio equilibrio psicofisico.
  • Ritrovare creatività e passioni: attività come suonare uno strumento musicale, dipingere, scrivere, ballare e creare oggetti possono aiutare a spostare lo sguardo dai pensieri ingombranti e con un carico emotivo elevato a uno stato di benessere intimo e personale.
Michael Morelli
Psicologo

laureato in Sociologia presso l’Università Sorbona di Parigi. Collabora con l‘Istituto Riza di Medicina Psicosomatica e con le riviste Riza Psicosomatica e Riza Relax.

 

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