FOMO o Fear of Missing Out: cos’è e come superarla
La FOMO (Fear of Missing Out), paura di essere esclusi, è un fenomeno tipico dell’era digitale: scopri cos’è, chi è più colpito e come superarla
Sei seduto sul divano, cellulare in mano, a scorrere distrattamente il feed di Instagram o Facebook. Tra un post e l’altro, vedi amici, parenti e celebrità che si godono vacanze da sogno, partecipano a eventi esclusivi o si divertono tra concerti e serate alla moda. Intanto, tu sei lì, a casa, e improvvisamente ti domandi se ti stai perdendo qualcosa di importante.
Questa sensazione ha un nome: FOMO, acronimo di “Fear of Missing Out”. Sarebbe la paura di restare esclusi, essere tagliati fuori da esperienze piacevoli o soddisfacenti, oppure occasioni interessanti, mentre gli altri sembrano vivere la vita al massimo.
La FOMO è diventata una compagna silenziosa (e insidiosa) di molte persone nell’era dei social network, che spinge al paragone continuo con quello che succede online e a idealizzarlo come la perfezione, con gravi ricadute sull’autostima e il benessere generale.
Ma cos’è davvero la FOMO e come possiamo affrontarla?
Scorri questo articolo per scoprire che cosa s’intende per FOMO, i suoi effetti e come uscirne.
FOMO o Fear Of Missing Out: cos’è e origini
La FOMO è una nuova forma di ansia sociale che si manifesta come la paura di essere esclusi o perdere qualcosa di importante che gli altri stanno vivendo. È molto diffusa tra i giovani, ma può riguardare anche la popolazione più adulta. Questa fear of missing out è normalmente associata all’uso eccessivo dei social come Instagram, Facebook, WhatsApp, Twitter, Linkedin, per citarne alcuni, e in generale di internet, ma è senz’altro il frutto del modo di vivere “ultra connesso” di oggi che, silenziosamente, può farci perdere il contatto con la realtà e persino con noi stessi.
L’“effetto FOMO” è stato coniato da Patrick McGinnis all’inizio degli anni 2000, allora studente presso la Harvard Business School. Con questo termine l’imprenditore statunitense descriveva quello che provava lui e i suoi compagni di college: essere a un evento, ma avere la paura che dall’altra parte stesse succedendo qualcosa di meglio ed essere tagliati fuori. Tutto ciò prima dei social. Con l’avvento, infatti, di selfie, storie, post, threads e cinguettii vari, quest’ansia persistente di essere esclusi si è intensificata.
In realtà non c’è nulla di nuovo. Questo prodotto della moderna digitalizzazione è un concetto ben radicato nella nostra evoluzione e coincide con il bisogno innato di appartenenza e confronto sociale. Una sensazione che a livelli normali a tutti capita di sperimentare. Ricordi da bambino quando non volevi andare a dormire per paura di perderti qualcosa? O da adolescente quando saltava l’uscita del sabato sera e ti crollava il mondo addosso perché i tuoi amici si sarebbero divertiti e tu no?
La FOMO, quindi, c’è sempre stata, ma adesso è caratterizzata soprattutto dalla paura di perdersi gli eventi socialmente più cool, che gli altri potrebbero vivere e postare sui loro account digitali. Oggi, del resto, ci sono tante più occasioni per provare questo tipo di sensazione perché siamo sempre esposti ai momenti di felicità, successi ed esperienze altrui.
Le caratteristiche della FOMO
Viviamo nell’epoca della messaggistica istantanea, delle videochiamate, delle dirette h24. L’utilizzo responsabile dei social media ha indubbiamente i suoi vantaggi, facilitando la comunicazione con i nostri cari e anche sul lavoro, specialmente se tra noi e gli altri ci separano molti chilometri. Tuttavia, dietro al velo di opportunità e condivisione, si nasconde il lato oscuro della digitalizzazione che a livelli estremi può scatenare problemi psicologici e relazionali.
La FOMO può essere considerata come una reazione psicologica causata dall’osservare in continuazione gli altri attraverso la lente – spesso filtrata, selezionata, photoshoppata – dei social media. Desiderare di essere parte integrante di ogni momento condiviso può portare a comportamenti compulsivi che, se non controllati, possono sfociare in una vera e propria dipendenza da internet. Una dipendenza che, come quella da sostanze, innesca un piacere immediato, ma ansia e agitazione nella fase di astinenza.
Benché si tratti di un fenomeno recente e quindi ancora poco studiato e non ci sia una dicitura di “FOMO” sul DSM-V (il Manuale diagnostico dei disturbi mentali), questa forma d’ansia può avere numerose implicazioni sul benessere mentale, ma anche influenzare la produttività e le relazioni interpersonali. Ecco le sue caratteristiche fondamentali in accordo con la letteratura.
- L’ansia e lo stress derivati dal fatto che gli altri stanno passando bei momenti dai quali si è esclusi che avvia l’inizio di un vero overthinking: “Chissà cosa stanno facendo gli altri”, “Si staranno divertendo senza di me”, “Che fortunati, vanno sempre in vacanza”.
- Il desiderio ossessivo di essere sempre in contatto con gli altri continuando a guardare lo smartphone in cerca di notifiche, refreshare il proprio account per vedere se c’è qualcosa di nuovo e cosa stanno facendo gli altri, interrompendo qualsiasi attività si sta svolgendo, sia che ci si trovi da soli o in compagnia. In quest’ultimo caso alla FOMO si aggiunge il “phubbing”, cioè ignorare i propri interlocutori incantati dallo schermo del cellulare.
Altre “FO” da cui proteggersi
Se hai spesso paura di essere tagliato fuori, è probabile che soffri anche di altre due“FO”, altre due ansie dell’era digitale collegate alla fear of missing out.
- FOBO–Fear of Better Option, ossia la paura di fare la scelta sbagliata e avere difficoltà a prendere una decisione.
- FODA – Fear of Doing Anything, ossia la paura di fare qualsiasi cosa e temere di sbagliare ed essere giudicati negativamente dagli altri.
JOMO o Joy of Missing Out: il contrario di FOMO
Di recente è stata creata una parola contraria a FOMO, cioè JOMO, Joy of Missing Out, la gioia di perdersi qualcosa. Come a dimostrare che il modo più semplice per uscire da questo virus sociale è tornare alla realtà, vivere momenti di vera vita senza la paura di perdersi qualcosa. Anche perché “quel qualcosa” non è poi così importante se basta uno scroll per farlo sfumare.
Un aiuto concreto contro la FOMO
Le cause della FOMO
I social media giocano un ruolo centrale nello sviluppo della FOMO. Piattaforme come Instagram, Facebook, YouTube e Twitter creano un canale ininterrotto di informazioni su ciò che fanno le altre persone, conosciute o meno, spesso presentate in maniera idealizzata. Ciò può condurre a una costante comparazione e al senso di inadeguatezza. La necessità di “restare aggiornati” può trasformarsi poi in un inarrestabile esercizio di scrolling e refresh.
A causare la fear of missing out è anche lo stile di vita frenetico e stressante della società contemporanea. Un mondo basato molto sulle apparenze, in cui sentiamo il bisogno di dimostrare agli altri, prima che a noi stessi, il nostro valore. Se il desiderio di confrontarsi con gli altri è naturale e magari anche motivo di ispirazione costruttiva, sui social questo confronto diventa spesso distorto e fuorviante, poiché le persone tendono a condividere solo gli aspetti positivi della loro vita. Che dire, il posto per i difetti rimane sotto al tappeto.
FOMO e trading
Anche nel mondo del trading la fear of missing out ha un impatto rilevante. Alcuni investitori, specialmente quelli meno esperti o più insicuri, possono sentirsi spinti a prendere decisioni affrettate per paura di perdere un’opportunità di profitto, per esempio con le criptovalute. Come ha dimostrato uno studio del Journal of Behavioral Addictions, questo fenomeno può dare origine a comportamenti dannosi, tra cui l’eccessiva spesa e l’ipercontrollo. Inoltre, i ricercatori hanno individuato parallelismi tra il trading e le scommesse sportive online, entrambe attività disponibili 24 ore su 24, dal vasto mercato internazionale, associate a internet e portatrici di dipendenze.
I sintomi della FOMO
I sintomi della fear of missing out includono:
- Sintomi psicologici: ansia, irritabilità, stress e preoccupazione, difficoltà di concentrazione e bassa produttività, rabbia e frustrazione, senso di solitudine e apatia;
- Sintomi comportamentali: controllo compulsivo dei social media, partecipare a eventi per paura di perdersi qualcosa anche se non interessano davvero, abusi alimentari e acquisti impulsivi;
- Sintomi fisici: problemi di sonno, affaticamento e tensione muscolare e altri sintomi ansiosi.
FOMO: le conseguenze sul benessere psicologico
Una FOMO trascurata può condurre a disturbi psicologici anche gravi. Ecco quelli più comuni:
- Disturbi d’ansia;
- Disturbi alimentari;
- Depressione;
- Disturbi del sonno;
- Disturbo ossessivo-compulsivo;
- Dipendenze patologiche.
Chi è più a rischio FOMO
Nell’epoca social in cui la FOMO è più contagiosa di un meme popolare, sembra che nessuno sia immune al richiamo dello smartphone. Secondo le statistiche globali, oltre la metà dei navigatori digitali è vittima della FOMO. Da Millennials e Gen Z che scrollano nervosamente Instagram o Linkedin in cerca di offerte di lavoro ai Baby Boomers che aggiornano i loro feed di Facebook o la storia su WhatsApp, la FOMO non ha limiti d’età.
Certo, la FOMO può colpire chiunque, ma alcuni gruppi sono più vulnerabili:
- Adolescenti e giovani adulti, dato l’alto uso dei social media (fino al 70% della popolazione) e della loro fase di crescita identitaria;
- Persone con bassa autostima, alta sensibilità alla critica o che tendono a confrontarsi spesso con gli altri.
FOMO: come prevenirla o superarla
Superare la FOMO richiede un percorso di consapevolezza interiore e l’adozione di piccole modifiche nel proprio stile di vita. Ecco alcuni consigli pratici per affrontarla.
- Gestisci il tempo sui social media: limita l’uso dei tuoi account e disattiva le notifiche o segui solo persone equilibrate che non siano motivo di ansia.
- Pratiche di benessere: dedicarti a tecniche come la meditazione o lo yoga, oppure attività antistress come leggere o fare attività fisica, ti aiuta a ritrovare la connessione con corpo e mente e a staccarti dai social.
- Stai nel vuoto: se avverti noia o senso di vuoto, non cercare di riempirlo distraendoti sui social, ma chiudi gli occhi e accettalo dentro di te. Se vuoi, lascia che si formino spontaneamente delle immagini. Chissà che da quel vuoto sorgano idee, prospettive mai pensate prima.
- Cambia sguardo: valorizza le tue esperienze, vivile in prima persona, senza l’esigenza di doverle postare. Ti sentirai più appagato e in pace con te stesso.
- Coltiva i tuoi talenti: concentrarti su ciò che ti piace di più, piuttosto che su ciò che fanno gli altri, ti farà stare meglio e aumenterà la tua autostima.
- Impara a dire di no: scegli con cura a quali eventi o attività partecipare in base ai tuoi interessi e priorità senza sentirti in colpa o in difetto.
- Crea una routine bilanciata: dedica ogni giorno del tempo per prenderti cura di te stesso, dal prepararti una buona cena, fare una passeggiata con il cane, un’uscita o un bagno rilassante prima di dormire. Sei sereno tu e migliorano anche relazioni e lavoro.
Se noti che la FOMO è ancora fonte di disagio e ha intaccato sfere importanti della tua vita non esitare a contattare un esperto di salute mentale, che saprà guidarti nella risoluzione del problema e a ritrovare un rapporto sano con lo smartphone, oltre che con te stesso.
