Cistite psicosomatica: quando le emozioni influenzano il corpo
La cistite psicosomatica può essere causata da stress, ansia e tensioni emotive. Scopri le cause, i sintomi e i rimedi efficaci per curarla
La cistite psicosomatica rappresenta una condizione in cui i fattori emotivi e psicologici contribuiscono all’insorgenza o al peggioramento dell’infiammazione della vescica, che può assumere una forma acuta, cronica oppure recidivante. La cistite è comunemente associata a infezioni batteriche, allergie e cause di origine sessuale, ma anche stress, ansia ed emozioni represse possono essere alla base del disturbo.
La cistite può assumere un significato simbolico e psicosomatico profondo come un conflitto emotivo, a volte legato alla difficoltà nell’esprimere le emozioni o nella gestione delle relazioni interpersonali, un conflitto tra accettare o non accettare di lasciar andare, fluire e scorrere la vita.
Cistite psicosomatica: cos’è e come si manifesta
La cistite psicosomatica si manifesta con diversi sintomi, tra cui i seguenti.
- Dolore e bruciore durante la minzione
- Bisogno di urinare in modo frequente
- Sensazione di incompleto svuotamento della vescica
- Dolore o pressione nella zona pelvica
In questi casi gli esami delle urine spesso risultano negativi, suggerendo un’origine del disturbo non infettiva. Se la cistite si presenta in modo frequente, è utile perciò prendere in considerazione anche i fattori emotivi e non solo quelli fisici. Le recidive possono indicare infatti tensione cronica, difficoltà nell’ascoltare e nell’elaborare le proprie emozioni oppure difficoltà legate a una relazione che genera stress in modo costante.
Cistite psicosomatica: cause psicologiche
Le emozioni hanno un grande impatto diretto sul nostro corpo, e la vescica, essendo un organo adibito all’eliminazione, al lasciar andare e alla regolazione, può essere influenzata da diversi stati emotivi, tra cui i seguenti.
- Stress frequente: l’equilibrio del sistema nervoso autonomo può essere alterato dalla tensione nervosa, soprattutto quando lo stress è frequente, provocando una ipersensibilità alla vescica.
- Ansia e paura: insicurezza, ansia e paura possono creare tensioni muscolari e aumentare la sensibilità agli stimoli dolorosi.
- Difficoltà nell’esprimere emozioni: trattenere le emozioni, come la rabbia o la frustrazione, può causare tensione somatica e infiammazione.
- Conflitti relazionali: problemi di natura affettiva o relazionale possono influenzare lo stato emotivo e la percezione del proprio corpo.
Imparare a riconoscere, accogliere, legittimare ed esprimere le proprie emozioni senza trattenerle e senza negarle aiuta ad armonizzare il rapporto con sé stessi e, quindi, attenua i sintomi della cistite psicosomatica.
La cistite psicosomatica e l’espressione della femminilità
La cistite psicosomatica è strettamente correlata alla dimensione del femminile e del desiderio. Conflitti legati a questi aspetti della vita interiore si riversano sul corpo e possono dare luogo a cistiti di origine psicosomatica. La cistite arriva per raccontare la battaglia interna fra la pulsione a lasciarsi andare e il controllo razionale, che incarna i valori e i principi morali che si oppongono.
Chi soffre di cistite è spesso una persona che, mentalmente, non è disposta a cedere: combatte fra l’evidente bisogno di lasciar andare le cose in modo naturale vivendo i propri desideri senza censurarli, e la volontà opposta di delimitare, di controllare gli eventi. In campo abbiamo più fattori: la sessualità, e allora l’urina è simbolo di un’acqua libidica che scorre, la femminilità (l’acqua come donna e madre) e la plasticità (l’acqua come elemento facilmente adattabile). I sintomi della cistite parlano chiaro: lo stimolo a urinare più volte segnala il bisogno di cedere in chi ha invece paura di farlo, in chi vuole controllare tutto, soprattutto il bruciore, che fa parte di questa lotta tra l’acqua e il fuoco, altro aspetto della sessualità.
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Il senso psicosomatico della cistite
La vescica è un organo associato all’eliminazione e simbolicamente può essere legata al tema dei confini personali, alla capacità di rilasciare ciò che non è più utile (come situazioni che creano difficoltà, emozioni, relazioni tossiche trattenute troppo a lungo) e alla capacità di sopportare e di gestire una pressione e al contempo di favorire il fluire degli avvenimenti. La continua lotta tra lasciare andare e porre dei limiti e avere un iper-controllo (anche se in modo apparente) su ogni evento della vita influisce infatti in modo negativo sul corpo.
La vescica è anche espressione del divenire, dato che deve costantemente fare spazio al nuovo.
Tra i sintomi, lo stimolo e il bisogno di urinare in modo frequente segnalano il bisogno di cedere e la difficoltà dovuta al tentativo di controllo, mentre il bruciore segnala una costante lotta tra gli opposti, acqua e fuoco, femminile e maschile.
Il tema su cui ruota il significato psicosomatico della cistite è lasciar scorrere le acque, non trattenere i residui del metabolismo, concedersi la cedevolezza necessaria e utile per far accadere le cose in modo naturale e spontaneo. Per questo può essere vista proprio come un segnale di difficoltà nel lasciar andare, fluire, scorrere la vita.
La cistite psicosomatica è spesso recidivante per l’incapacità di cambiare atteggiamento o di voler rimanere in quello stato di continuo conflitto tra concedersi o non concedersi di lasciarsi trasportare dagli eventi della vita.
Chi ne soffre non è disponibile a cedere, a lasciar andare e a lasciar cambiare in modo spontaneo le situazioni che influiscono negativamente alla propria vita personale, intima, familiare, lavorativa, e si ostina a voler controllare ogni cosa.
Come capire se è cistite da ansia (o da stress)?
L’assenza di infezione batterica nelle analisi delle urine e la comparsa dei sintomi legati alla cistite in momenti di forte tensione emotiva, ansia generalizzata, crisi d’ansia, attacchi di panico può indicare cistite da stress o da ansia.
Cistite psicosomatica: i rimedi per curarla
La cistite psicosomatica rappresenta simbolicamente un blocco e un attrito nel regno delle acque, un conflitto tra cedere e resistere.
Per poter alleviare i sintomi della cistite psicosomatica è fondamentale adottare un approccio rivolto alla mente e al corpo nel loro insieme. Ecco alcuni consigli.
Adottare tecniche di rilassamento
La meditazione, le tecniche immaginative, il respiro diaframmatico o profondo aiutano a ridurre lo stress e a distendere le tensioni mentali e muscolari, a rilassare i muscoli pelvici e a sperimentare stati interiori e fisici in cui la tendenza al controllo lasci il posto al rilassamento.
Evocare immagini legate all’acqua
La cistite psicosomatica appartiene, come detto precedentemente, alla dimensione acquatica. Per questo si consiglia di chiudere gli occhi ed evocare immagini legate all’acqua (mari, fiumi, laghi, sorgenti). Immaginare l’acqua che fluisce libera, senza ostacoli, portare nella mente l’atmosfera acquatica placida e accogliente aiuta a ristabilire l’armonia e l’equilibrio interiori. È possibile anche immergersi in una piscina oppure nel mare, nel periodo estivo, lasciando che il corpo galleggi, senza nuotare, senza opporre resistenza all’acqua o alle onde e percependo le sensazioni e le emozioni che si provano man mano che ci si affida alla “volontà dell’acqua”.
Avere un’alimentazione equilibrata e idratarsi correttamente
In questi casi è bene evitare o ridurre al minimo cibi e bevande che possono irritare e infiammare la vescica e mantenere una buona idratazione bevendo acqua durante il giorno (1,5-2 litri al dì).
Fare attività fisica regolare
Il movimento aiuta ad alleggerire le tensioni emotive e fisiche e a migliorare la circolazione nella zona pelvica.
Laureato in Sociologia presso l’Università Sorbona di Parigi. Collabora con l‘Istituto Riza di Medicina Psicosomatica e con le riviste Riza Psicosomatica e Riza Relax.