22 gennaio: diretta online “Le regole d’oro per vincere le nostre paure”

Il prossimo 22 gennaio, alle 18.30, vi aspetto per una diretta online speciale dal titolo Le regole d’oro per vincere le nostre paure”. Come sempre, siete in tantissimi a seguire questi incontri, e di questo vi ringrazio. Stavolta, però, desidero concentrarmi su un tema che sta a cuore a molti: come superare le nostre paure.

Quando parliamo delle nostre ansie più profonde, spesso percepisco una certa ritrosia. È come se queste paure ci rendessero più fragili o ci facessero sentire in difetto.

“Ho paura della morte.” “Temo le malattie”. “Ho paura che il mio matrimonio finisca da un momento all’altro.” “Non so se mio figlio troverà la sua strada.” “Mi terrorizza l’idea di restare sola”

Quante volte ci riconosciamo in queste ansie?

Eppure, troppo spesso cataloghiamo la nostra psiche come se fosse una macchina guasta, disturbata, circoscritta alle nostre paure. Pensiamo: “Starei bene, se non fosse per queste paure”. Ma le paure, in realtà, non sono un nemico. Sono come le onde del mare: più forte è il bisogno di restare ancorati alla nostra immagine di sempre, più queste ansie diventano impetuose.

Durante la diretta, lavoreremo insieme su un punto per me cruciale: non dobbiamo vedere le paure come elementi estranei o minacciosi. Al contrario, possono trasformarsi in immagini che ci svelano parti di noi stessi rimaste finora nell’ombra. Le paure ci spingono a rompere le abitudini, a mettere in discussione l’idea che abbiamo di noi.

Quando accade, sapete cosa fa la psiche? Scompagina tutto, come un vento che scuote un mare piatto e immobile. E quel mare calmo, se resta fermo troppo a lungo, rischia di diventare una palude putrida. Le onde del caos, invece, ci riportano alla vita.

Le paure non sono destinate a durare per sempre. Siamo noi a prolungarle, ignorando il messaggio che ci portano. Sono come segnali dell’anima, che ci indicano un tesoro nascosto dentro di noi. Un tesoro che aspetta di essere scoperto.

Mercoledì 22, quindi, faremo insieme degli esercizi pratici per imparare a convivere con noi stessi senza soffrire. Vi aspetto. Non mancate: è il primo passo per trasformare le onde minacciose in un mare favorevole che vi porterà alla scoperta di voi stessi.

A presto!

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VIDEO Menopausa: non la fine ma un nuovo inizio per corpo e anima

Vi presento il nuovo numero di AntiAge, interamente dedicato all’osteoporosi e alle terapie più innovative per affrontare questa patologia, in particolare nel periodo della menopausa. In queste pagine approfondiamo anche un altro tema essenziale, riferito a quella che io chiamo la “menopausa dell’anima”.

Viviamo in un’epoca in cui la menopausa viene spesso percepita come sinonimo di malessere, un tempo di vampate e di perdita della gioia di vivere. Nulla di più sbagliato. La menopausa rappresenta, invece, una straordinaria fase di transizione, in cui le donne separano l’attività procreativa da quella sessuale, riscoprendo spesso un desiderio più libero, più intenso, e una rinnovata capacità di provare piacere.

Purtroppo, molte donne si fanno condizionare da un’idea malata del tempo che passa, quasi fosse l’inizio del declino. Così, intorno ai 50 anni (o talvolta già dopo i 40), iniziano a sentirsi stanche, prive di energia, rinunciando al piacere della vita: smettono di ballare, di divertirsi, di giocare. Ma è fondamentale ricordare che, con gli anni, il bambino interiore che vive in ciascuno di noi non scompare. Al contrario, si rinforza.

I greci lo chiamavano Ermes, simbolo dell’eterna giovinezza. È quel bambino eterno che danza dentro di noi, capace di mantenerci vivi e creativi, se solo se gli diamo ascolto. L’eterna giovinezza non è un’illusione: è una qualità dell’anima, che fiorisce ogni volta che chiudiamo gli occhi e immaginiamo.

In queste pagine vi racconto la storia di una donna che, chiudendo gli occhi, vedeva un giglio. L’ho invitata a scoprire i simboli del giglio, a lasciarsi ispirare dalla sua purezza e dalla sua bellezza. Ognuno di noi, chiudendo gli occhi, può trovare il proprio fiore: un simbolo di vita che continua a sbocciare, proprio come quando eravamo bambini.

Non si tratta solo di sopravvivere, ma di esplorare nuovi piaceri, nuove passioni, nuovi mondi. Una possibilità che non si esaurisce mai. E la menopausa è il momento migliore per aprirci al cambiamento e trovare nuove strade.

Buona lettura e buona rinascita!

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VIDEO Come spazzare via rimpianti, rancori e troppi pensieri

Allegato a Riza Psicosomatica trovate il libro Come spazzare via rimpianti, rancori e troppi pensieri, che spiega come imparare a liberare il cervello dalle tossine del passato. Siamo abituati a pensare alle tossine che colpiscono il corpo: cibi, alcol, droghe, virus, batteri. Ma raramente consideriamo che anche il nostro atteggiamento mentale può produrre tossine che bloccano il nostro sviluppo.

A questo proposito, voglio citare il caso di un mio paziente che veniva in psicoterapia per parlare di un passato che riteneva rovinoso. Non trovava più pace e mi raccontava tutto ciò che, secondo lui, non aveva funzionato nella sua vita. Un giorno gli dissi: “Facciamo un viaggio come un esploratore”. Gli chiesi di chiudere gli occhi e vedersi come un esploratore. Inizialmente mi rispose: “Mi vedo nel cortile di casa”. Ma io insistetti: “No, no, un esploratore vero”.  Continuando a immaginare, arrivò su un’isola abitata dalla contentezza. Lì descrisse alberi dai colori vivaci, profumati, pieni di mandarini e arance. Notò che anche le persone che incontrava sembravano diverse, viste con occhi nuovi. Poi l’esploratore iniziò a cercare altre isole.

Proseguimmo per molto tempo. Esplorammo isole dove non c’era assolutamente niente del passato. Lentamente, tutta la sua disperazione si trasformò in paesaggi pieni di torrenti, percorsi, animali e canti di uccelli. Queste cose, naturalmente, non erano assenti dentro di lui prima. Era semplicemente che non le cercava: si concentrava esclusivamente sui pensieri nocivi.

In ognuno di noi, come spiega questo libro, esistono isole dove possiamo sentire sentimenti che non sono sensi di colpa, rancori, paure e ansie, ma spazi interiori che ci permettono di ritrovare la gioia. Talvolta i disagi possono tornare, ma grazie a strumenti come questi possiamo modificare il nostro atteggiamento mentale, spingendoci verso nuovi spazi ancora inesplorati della nostra interiorità.

Buona lettura.

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Il nuovo libro della collana “Lo psicologo per te” Come spazzar via rimpianti, rancori e troppi pensieri è disponibile in edicola, allegato a Riza Psicosomatica, o sul nostro store online.

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VIDEO Impariamo ad essere felici

Insieme agli autori di Riza Psicosomatica ho scelto di dedicare il primo numero del 2025 a un tema molto sentito: la felicità. Il numero di gennaio è sempre il più atteso, forse perché la felicità è qualcosa che tutti cerchiamo. Il titolo di questa edizione è: “Impariamo a essere felici”, con un sottotitolo che ci invita a riflettere: “Non serve cambiare vita”.

Il segreto per essere felici non vuole dire stravolgere la nostra vita, ma imparare a volerci bene ogni giorno. La gioia di vivere dipende dall’atteggiamento mentale. È vero, la felicità irrompe all’improvviso, come vediamo negli occhi dei bambini: non possiamo programmarla. Ma possiamo imparare a non allontanarla e a farla diventare una compagna di viaggio, come insegnano molte tradizioni, orientali e occidentali.

La felicità richiede uno sguardo diverso: lontano dai rancori, dai ricordi dolorosi, dalle aspettative e dai ragionamenti ossessivi. Non nasce dallo sforzo di raggiungere risultati o dalla ricerca della perfezione, ma dalla capacità di accogliere anche ombre e imperfezioni.

Una tecnica che insegno spesso è questa: ripensate a un momento della vostra infanzia in cui vi siete divertiti senza limiti. Non per tornare indietro nel tempo, ma per ricordare che sapevate essere felici. Anche oggi, in mezzo ai disagi, c’è qualcosa dentro di voi che può accendere una luce, una scintilla di gioia.

Ricordate inoltre che la felicità fa rima con spontaneità e naturalezza. È legata alla natura e ai gesti semplici. Qualche giorno fa, mentre ero con un amico, ho notato degli scoiattoli in un parco. Ho tirato fuori delle castagne e delle noccioline dalla macchina e le ho lanciate: uno scoiattolo si è avvicinato, poi un altro e un altro ancora, seguendomi per tutto il tragitto. È stato un momento spontaneo e inaspettato. È proprio questa apertura all’imprevisto che ci avvicina al regno della felicità.

La gioia non vive nel passato, né nei rimpianti. Se arriva un dolore, accoglilo, ma non restare fermo lì. Immagina un momento di gioia e lasciati trasportare. Di tutte le emozioni, la gioia è quella che ci ringiovanisce, ci fa sentire a casa, è come una cascata che sgorga spontanea dentro di noi.

Gli antichi Greci avrebbero detto che è il daimon, la nostra essenza profonda, a manifestarsi attraverso la gioia. Dentro ciascuno di noi c’è qualcosa di sconosciuto e gioioso che aspetta solo di manifestare la sua presenza.

Buona lettura e buon viaggio verso la felicità!

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VIDEO Buon Anno!

Cosa celebriamo alla fine dell’anno? Tutte le feste di questo periodo puntano a liberarsi del passato, a bruciare il vecchio come simboleggiano anche i falò cui ricorrono molte tradizioni. È come se ci fosse la consapevolezza che dobbiamo lasciarci alle spalle tutto ciò che è stato, per far spazio a qualcosa di nuovo che sta per nascere. Ma cosa?

Siamo abituati a pensare troppo e a voler sistemare sempre tutto: quest’anno voglio migliorare il rapporto con il mio partner, voglio cambiare lavoro, voglio perdere peso, andare in palestra, imparare bene l’inglese. Ma così facendo perdiamo di vista la cosa più importante di tutte: sintonizzarci con il nostro interno.

Quando moriamo, il nostro corpo lascia dietro di sé delle secrezioni: saliva, lacrime, urina, sudore. Sono le tracce della materia, e sono le stesse che ci accompagnano per tutta la vita. Ma ci sono anche altre secrezioni, ben più sottili e fondamentali: la tristezza, la paura, la gioia, la fantasia, l’immaginazione, il desiderio, la voglia di infinito, il sogno. Queste nascono nei piani più profondi del nostro essere, che troppo spesso ignoriamo, perché la nostra mente è sempre piena di pensieri e di dubbi:

“è giusto?”, “è sbagliato?”, “sto facendo bene o no?”

Così facendo non coltiviamo più quella gioia che i bambini invece possiedono naturalmente perché sono più vicini all’essenza della vita. Nell’essenza, infatti, la gioia scaturisce spontaneamente, come una scintilla, come una sorgente d’acqua fresca.

Ecco allora un buon proposito per il nuovo anno: voglio cercare nella mia mente scene di gioia. Se arriva la tristezza l’accolgo, ma so che come un bambino, se prendo in mano una matita, posso disegnare e creare. Voglio staccarmi dai pensieri quotidiani, dalle opinioni degli altri, dal rumore delle masse, per cercare il vuoto dei pensieri, quel silenzio che mi permette di sentire la vera essenza.

Perché una cosa è certa: dentro di me c’è qualcosa che non somiglia a nessun altro. Dentro di me c’è un potenziale unico, con talenti e capacità che nessun altro ha. Troppo spesso il pensiero razionale soffoca questo potenziale con il ragionamento, dicendoci: “Non so davvero cosa voglio.” Eppure, qualcosa dentro di noi sa bene cosa desidera.

Se prestiamo attenzione, possiamo accorgerci che ci sono momenti di gioia che arrivano senza un motivo apparente. Ecco, questo è il mio augurio per voi: passate più tempo con voi stessi, smettete di criticarvi, di giudicarvi, e cercate quei momenti di felicità che tutti abbiamo dentro, ma che spesso facciamo volare via troppo in fretta, perché pensiamo di non meritarli, o che non durino abbastanza. La vera festa della fine dell’anno è quella che nasce dalla gioia, dal rinnovamento continuo. Via tutto quello che è stato per rinascere come fa il mondo ogni giorno.

Buon anno, buon anno di gioia e di rinascita.

Tanti, tantissimi auguri!

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