Vuoi dimagrire? No alle diete troppo rigide
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Vuoi dimagrire? No alle diete troppo rigide

Le diete eccessivamente restrittive rischiano di essere controproducenti: per perdere peso in modo corretto non servono scelte drastiche, ma un percorso costante

Elsa scrive alla redazione di Dimagrire: “Ho seguito una dieta ferrea per sei mesi, con ottimi risultati. Il problema è che ora il peso è bloccato e non so perché! Ho ancora 3 kg da perdere per raggiungere l’obiettivo che mi ero prefissata, ma è da oltre un mese che non scendo più di un etto. Ho provato a eliminare completamente pasta e riso (già nella dieta erano previsti in pochi pasti, in realtà), ma il dimagrimento non si è “riattivato” come speravo. Sono demoralizzata per il peso bloccato e ho il terrore di mandare all’aria tutta la fatica degli ultimi sei mesi. Aiuto!”

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Stop alle diete drastiche

In genere le diete si basano su due principi semplici: ridurre il carico calorico e aumentare il dispendio energetico. Ma il corpo umano è ben più complesso di così: solamente il peso è regolato da quasi 200 fattori diversi. Le cellule del tessuto adiposo poi, sono un termometro metabolico duro da resettare: se si riempiono aumentano il consumo di grassi, ma se si svuotano troppo fortemente, come accade in una dieta molto restrittiva, bloccano il metabolismo. Per cui la forte perdita di peso che si registra con queste diete sarà prevalentemente a spese del tessuto muscolare. Ma dopo qualche mese la pancia sarà ancora lì! Per prima cosa allora bando allediete drastiche per evitare di attivare i meccanismi di risparmio energetico che rallentano il metabolismo. Meglio una perdita di peso piccola, ma costante.

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Una “ricarica” di carboidrati ogni 3 giorni: così dimagrisci

Un altro errore comune delle diete eccessive è l’eliminazione totale dei carboidrati. L’idea alla base è quella di entrare, grazie alla perdita di glicogeno e acqua, in uno stato di “pace insulinica”, che eviti l’accumulo di grassi negli adipociti. Tuttavia la quantità di glicogeno è un importante meccanismo di feedback: più le cellule del fegato ne sono ricche, più comunicano al cervello di velocizzare il metabolismo. Al contrario, se il glicogeno scarseggia, il comando sarà quello di rallentare. Un utile espediente può essere allora quello di una “ricarica” di glicogeno: inseriscine una porzione (circa 70-80 g di pasta o riso) ogni 3-4 giorni. Questa semplice variazione permetterà all’organismo di non perdere l’affinità col glucosio e di preservare la leptina, un’adipochina che mantiene attivo il metabolismo.

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