Pepe, la carica giusta per il metabolismo

Nero o verde, bianco o rosa, il suo aroma alza il tono dell’umore, migliora digestione e circolazione e aiuta persino a combattere la cellulite

Pepe, la carica giusta per il metabolismo
Redazione Riza
Da oltre 40 anni offre strumenti pratici per migliorare la vita quotidiana.
18.01.2013

Dalla fragranza piccante, intensa e rivitalizzante, è una spezia preziosa, che spinge al dinamismo. Stiamo parlando del pepe che comunemente utilizziamo in cucina e che deve il suo sapore marcato alla presenza della piperidina, una sostanza che si trova nella scorza dei semi.

Un’unica pianta produce sia il pepe nero (il più piccante) che quello bianco: il primo ha un aroma più pungente e si ottiene facendo essiccare al sole i semi acerbi con la scorza, mentre il pepe bianco – dal sapore più morbido – si ricava facendo macerare in acqua di mare i frutti già maturi. Esistono anche il pepe rosa, proveniente dal Sudamerica, e il pepe verde, che è costituito dalle bacche acerbe, che vengono conservate crude in salamoia: entrambe le qualità hanno un gusto meno marcato e possono essere macinate, come il pepe nero e quello bianco.

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A che cosa serve il pepe

Aggiunto ai cibi in modiche quantità, il pepe è un autentico toccasana per la digestione e per evitare la formazione di gas intestinali, che generano la spiacevole sensazione di gonfiore; ma anche sotto forma di rimedi aromaterapici le diverse qualità di pepe aiutano a prendere distanza dal cibo. È noto infatti che il pepe aiuta la digestione, stimolando la secrezione dei succhi gastrici ed evitando la pesantezza postprandiale.

Ma non solo: ecco un breve elenco dei suoi “meriti”.

  • Aumenta la diuresi
  • Migliora la circolazione e combatte i ristagni di liquidi
  • Accende l’attività cerebrale e tiene lontano il senso di insoddisfazione, che spesso si tenta di combattere mangiucchiando
  • Agisce come leggero eccitante e afrodisiaco

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Attenzione: non a tutti è adatto

Proprio per le sue virtù eccitanti, il pepe deve essere consumato con moderazione. Troppo pepe è controindicato a chi soffre di dispepsia, gastrite, pancreatite e ulcera gastrica perché irrita le mucose del tratto digerente. È sconsigliato anche a chi ha problemi di emorroidi. Troppo pepe, inoltre, causa un aumento della pressione arteriosa: lo devono evitare gli ipertesi.

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L’olio di pepe ravviva il microcircolo e scioglie i cuscinetti

Secondo la medicina ayurvedica, l’olio essenziale di pepe nero o verde può essere utilizzato anche per preparare un unguento da massaggio, che combina l’effetto snellente con quello aromaterapico: in 100 ml di olio di mandorle o di jojoba si sciolgono 5 gocce di olio di pepe nero (si trova in erboristeria), 10 gocce di olio di lavanda, 5 gocce di olio di incenso e 5 gocce di olio di sandalo. Si massaggia sulle zone interessate, preferibilmente la mattina dopo la doccia: il mix ravviva il microcircolo e favorisce l’eliminazione del gonfiore e delle adiposità localizzate tipiche di chi soffre di cellulite.

Redazione Riza
Da oltre 40 anni offre strumenti pratici per migliorare la vita quotidiana.

I contenuti sono curati da un’équipe di esperti e terapeuti, guidata dall’esperienza del gruppo Riza, punto di riferimento riconosciuto nel panorama della psicosomatica, della salute mentale e fisica.

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