La bocca parla anche senza parole

Smorfie e movimenti di questa parte del volto comunicano a un occhio attento emozioni e sentimenti di cui a volte non riusciamo a parlare direttamente.

La bocca parla anche senza parole
Redazione Riza
Da oltre 40 anni offre strumenti pratici per migliorare la vita quotidiana.
19.04.2012

Affacciarsi sulla “dimensione della bocca” significa calarsi nel mondo del piacere legato ai sapori della materia e ai sapori delle relazioni. La bocca è l’organo dove duro e morbido sono trionfalmente vicini e l’uno è indispensabile all’altro, dove il cibo viene accolto e assimilato. Ma è anche uno spazio del volto in cui bugie e verità, rabbia, insicurezza o invidia e gioia sono leggibili o intuibili al di là di quel che si dice con le parole. La bocca è un organo dalla duplice “collocazione simbolica”: da un lato è porta di ingresso della materia-cibo e in questo senso giudice insindacabile di ciò che ci piace e non  ci piace. Dall’altro, per composizione cellulare della sua mucosa e per le terminazioni nervose che arrivano alle labbra, è un organo simbolicamente molto vicino alla vagina e quindi alla sfera della sensualità e del piacere erotico. I suoi atteggiamenti sono un libro aperto che rivela il nostro carattere e le nostre intenzioni. Il “gesto” della bocca che maggiormente si presta ad essere letto secondo differenti sfaccettature è il sorriso. Il famosissimo ed enigmatico sorriso della Gioconda di Leonardo ne è l’emblema: apparentemente semplice ma decisamente non interpretabile in maniera univoca.

 

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Quattro sorrisi che non lasciano dubbi

  1. Il sorriso imbarazzato: nasconde il dolore per fingersi forte. È intermittente e dà la sensazione di potersi tramutare in un pianto da un momento all’altro. Rappresenta lo sforzo intenso che un individuo compie quando è stato ferito, quando gli è difficile contenere il dolore, ma non si permette di mostrarlo per timore di risultare troppo debole. Oppure è il segnale di chi, colto in fallo, cerca di conquistarsi il perdono dell’altro.
  2. Il sorriso falso: simula emozioni che in realtà non prova. Sua particolare caratteristica è la mancanza di “corrispondenza gioiosa” a livello oculare. I muscoli orbitali, infatti, rimangono immobili. Raffigura la premediata decisione di simulare un’emozione positiva che in realtà non si prova. Può mascherare invidia, vigliaccheria o semplicemente un adeguamento compiacente nei confronti degli interlocutori.
  3. Il sorriso aggressivo: si mostra pronto a sfidare il nemico. In questo caso le labbra risultano “tirate”, spesso sino a scoprire i denti. È il sorriso feroce di chi si preparar ad attaccare, spinto dal desiderio di rivendicare giustizia o vendetta. In questo caso tutta la muscolatura facciale si adegua all’emozione disegnata dalla bocca: occhi, fronte, e naso raccontano all’unisono tutta la voglia di andare incontro al nemico.
  4. Il sorriso sincero: esprime l’armonia che si gode con noi. Anche in questo caso la mimica facciale ci aiuta a comprendere l’emozione disegnata delle labbra. È il sorriso largo, rilassato che ci parla della disponibilità dell’interlocutore nei nostri confronti, della sua benevolenza o dello stato di armonia e benessere che sta vivendo a contatto con noi. Non a caso è tipico dei bambini piccoli, che ridono “con tutta la faccia”.

 

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Mordersi le labbra: il tarlo del dubbio non dà tregua

Mangiucchiarsi, mordersi le labbra, mette in evidenza uno stato di indecisione, un rimuginare su qualcosa ce non ci è ben chiaro, che non abbiamo ancora giudicato giusto o sbagliato. Il dubbio rende evidente torturando l’organo predisposto alle “dichiarazioni”.

 

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Coprirla con la mano: è la vergogna di se stessi

Portare la mano al volto a coprire la bocca è il tentativo di nascondere ciò che stiamo dicendo. Forse per vergogna o timore di ciò che con le nostre parole stiamo rivelano o più semplicemente per non tradirci mentre stiamo…mentendo!

 

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Bocca storta: un disappunto che arrivo fino al disgusto

La bocca storta è invece l’espressione del nostro disappunto, la non approvazione verso quello che l’interlocutore sta dicendo o facendo. Può esprimere addirittura il disgusto e il disprezzo verso qualcosa che riteniamo esecrabile.

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Da oltre 40 anni offre strumenti pratici per migliorare la vita quotidiana.

I contenuti sono curati da un’équipe di esperti e terapeuti, guidata dall’esperienza del gruppo Riza, punto di riferimento riconosciuto nel panorama della psicosomatica, della salute mentale e fisica.

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