Raffaele Morelli: Come smettere di tormentarti
La purezza, il vivere nel presente e la capacità di lasciare andare ciò che ci fa soffrire: le parole di Raffaele Morelli per ritrovare la felicità dentro di noi.
In allegato a Riza Psicosomatica di settembre trovate il nuovo libro di Raffaele Morelli, Come smettere di tormentarti.
È un libro particolare e prezioso, perché raccoglie molti dei dialoghi avvenuti durante gli incontri di psicoterapia di gruppo che Raffaele Morelli conduce da molti anni a Milano.
Nelle sue pagine troviamo, riportate fedelmente e con nomi di fantasia, le domande, le difficoltà e i problemi che le persone portano in terapia, insieme alle risposte e alle riflessioni di Morelli.
Per introdurre questo libro, e in qualche modo anche per sintetizzare il senso del suo lavoro terapeutico, Morelli ci invita a riflettere su una parola che oggi usiamo poco, probabilmente anche perché per secoli è stata interpretata in modo improprio: purezza.
Una nuova idea di purezza
Che cos’è la purezza? Essere puri non significa essere migliori, più puliti o più buoni, come siamo abituati a pensare. Per Morelli la purezza è qualcosa di molto diverso: è la capacità di liberare lo sguardo da ciò che sappiamo e da ciò che è già accaduto.
È uno stato in cui possiamo incontrare noi stessi senza sovrapporre continuamente al presente la nostra storia, le nostre paure e i nostri giudizi.
Impara a stare nell’adesso
Spesso durante gli incontri di gruppo qualcuno dice: «Sto male per quello che mi è accaduto, voglio tornare quello di prima».
Oppure: «La mia vita non potrà più essere come prima perché lui, o lei, se n’è andato».
Ma il passato non può tornare. La vita è ciò che accade adesso.
Per Morelli, la purezza implica proprio questo cambio di prospettiva: lasciare andare, almeno per un momento, tutto ciò che pensiamo normalmente e imparare a stare nell’istante presente. Puro è l’adesso, perché è nell’adesso che la vita esiste realmente.
I disagi non hanno cause esterne
Essere puri significa anche guardare se stessi come se fosse la prima volta, senza avere continuamente in mente ciò che è accaduto.
La tristezza, la paura, la rabbia, il disagio arrivano e possiamo imparare a incontrarli senza trasformarli subito in una conseguenza della nostra storia.
Uno dei più grandi errori che facciamo, infatti, è pensare che siano state le cause esterne a renderci ciò che siamo: «Sono così perché mi è successo questo», «Sto male perché lui mi ha lasciato», «Non potrò più essere felice perché ho perso quella persona».
Secondo Morelli, questo modo di pensare alimenta ancora di più il tormento.
Trova l’infinito dentro di te
Essere puri significa allora imparare a guardare la tristezza senza doverle trovare necessariamente una causa.
Quando arriva, possiamo immergerci in quello stato d’animo, conoscerlo e attraversarlo senza trasformarlo immediatamente in qualcosa di personale, definitivo, legato per sempre alla nostra storia.
La tristezza non è necessariamente «la mia tristezza», così come la paura non definisce chi sono. Sono stati che appartengono alla vita e che possiamo imparare ad accogliere.
È proprio questo il passaggio dalla dimensione del finito a quella dell’infinito: smettere di identificarci completamente con ciò che ci accade e restare dentro l’esperienza, senza combatterla.
Puro è essere immersi nel gesto che stiamo compiendo e affidarsi alla vita, «sia quel che sia».
La purezza salva la psiche
Lo stesso vale per la rabbia, per la paura e per il desiderio.
Perché pensare che dopo la fine di un amore nulla potrà più essere come prima? Dentro di noi esiste una capacità di amare che non coincide con una singola persona e che appartiene alla vita.
La purezza è la casa dell’infinito.
Noi passiamo molto del nostro tempo a tormentarci perché rimaniamo imprigionati nel finito: «Lui mi ha lasciato», «Voglio tornare quello di prima», «Senza quella persona non potrò più essere felice».
Smettere di tormentarsi significa allora smettere di cercare continuamente una causa esterna a ciò che proviamo e imparare a stare in ciò che c’è adesso.
È da questo spazio interiore che può aprirsi una possibilità nuova: la porta della felicità.
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Come smettere di tormentarti
Testata/Collana: Dialoghi terapeutici
