Le cause profonde dei femminicidi
Perché gli uomini diventano assassini e uccidono le donne? Le ragioni vanno cercate nel profondo della mente maschile: quando nega e perde il suo lato femminile, tutta la psiche del maschio può crollare. È fondamentale l’educazione affettiva, fin da piccoli.
Il recente femminicidio di Lorena Isceri, con le modalità terribili con cui è stato perpetrato, mi spinge a condividere con voi una riflessione importante. Cosa significa femminicidio? Per comprenderlo dobbiamo capire prima di tutto come è costituito il maschile.
Il maschile e il femminile sono intrecciati
Partiamo da una constatazione: mentre i geni della donna sono xx, quelli dell’uomo sono xy. Cioè, di fatto, che piaccia o no, l’uomo è per metà maschile e per metà femminile e le due parti sono interconnesse, collegate. Se un uomo si identifica solo con l’uomo forte, con il macho, se vede nella donna un oggetto da possedere, col passare del tempo perde la propria femminilità, perde l’organo del femminile dentro di sé: creatività, affettività, emotività. In questo modo l’uomo diventa unilaterale, e mentre il suo mondo interiore si identifica solo con il luogo comune culturale del maschio dominatore, fino a credere che una donna che sta con lui debba attenersi alle “leggi del maschio”, non si accorge che, dentro di lui, non c’è più un femminile a proteggerlo.
Senza la sua metà femminile l’uomo è un aborto
Quando accade che una donna dica “Addio, non ti voglio più”, in questo “uomo a metà” scatta una profonda desolazione, un senso di morte, perché in quel momento la perdita della sua metà femminile diventa evidente e reale. Allora il maschio si riempie di rabbia e tenta di distruggere la donna che l’ha lasciato. Quando l’uomo compie il delitto, si trova solo senza la sua madre interiore: è questo il motivo per cui molto spesso, in seguito, si suicida o tenta di farlo. Perché un uomo senza la metà femminile è profondamente incompleto, anzi è un aborto.
Mai cedere a un ultimo incontro
Le donne che hanno dei rapporti contrastati in cui subiscono angherie o soprusi e trovano il coraggio di allontanarsi, non devono mai fissare un ultimo incontro chiarificatore. Denunciate e non state mai più da sole con lui: l’uomo che ha perso il suo femminile cercherà di distruggervi, perché ciò che è diventato è solo rabbia distruttiva.
Educare a riconoscere il femminile interiore
Ecco perché l’educazione emotiva e affettiva dei maschi, fin da piccolissimi, è estremamente importante e deve essere improntata a far riconoscere ai bambini la femminilità che hanno dentro. Non presentate mai i sessi come qualcosa di nettamente separato! I due processi, femminile e maschile, sono sempre intrecciati tra loro. L’uomo ha nelle radici stesse del suo essere la femminilità: se la recupera, anche da adulto, avrà sempre meno tormenti. Ma se si separano i processi, se prevale l’idea dell’uomo come dominatore, allora prevale una mascolinità mutilata e violenta.
