C’è chi vive nel timore di sbagliare, chi ha paura del giudizio degli altri, chi teme sopra ogni cosa di restare solo. Eppure la paura non è mai una nemica: impariamo a comprendere il suo linguaggio, ad accoglierla come un messaggio dell’anima. Solo così potrà svolgere il suo compito, che è quello di proteggere la nostra unicità e di farci compiere solo quelle scelte che sono giuste per noi.
L’indice del libro
- Introduzione | Paure: conoscerle e superarle
- Capitolo 1 | La paura del giudizio
- Capitolo 2 | La paura di sbagliare
- Capitolo 3 | La paura di sentirsi soli
- Capitolo 4 | Scopriamo altre paure
- Conclusioni | Ritrova il tuo coraggio
La paura del giudizio: e se il giudice più severo fossi tu?
Ognuno di noi è convinto di conoscersi bene e a fondo, tanto da saper descrivere per filo e per segno i propri punti di forza, i limiti e le debolezze e, nella maggior parte dei casi, sa anche con chiarezza quali obiettivi desidera raggiungere e come. La percezione di essere protagonista della propria vita, in modo saldo e costante, può scontrarsi però con un fastidioso personaggio che si presenta quando meno ce lo aspettiamo: quel severo giudice censore che ci prende le misure in base a schemi sbagliati e che non ci fa sentire a nostro agio in mezzo agli altri, che non ci permette di stare bene e ci spinge sempre a desiderare altro. È a questo punto che orgoglio, sensi di colpa, autocompiacimento, lamenti, alibi, giustificazioni, scarico di responsabilità, ricerca delle cause diventano ammortizzatori del timore di non valere niente e di essere sbagliati.
La paura di sentirsi soli: il timore di non far parte del gruppo
Fare ciò per cui siamo nati e non ciò che crediamo di dover fare per essere apprezzati dagli altri è l’unica strada per ottenere una solida autostima. “Vorrei volermi bene, avere più fiducia in me stesso…” è un’espressione che in genere sottende un altro pensiero: “Vorrei essere più forte, più sicuro, più vincente”. Insomma: (vorrei) fare le cose giuste, essere più deciso, più assertivo, più interessante, più equilibrato, avere meno paura.
Chi parla di autostima aspira quindi a un “modello standard” di persona ammirata da tutti, ma c’è un problema: l’autostima è l’esatto contrario. Autostima significa poter fare le cose che ci piace fare senza sentirsi in colpa, senza sentirsi “meno” di chi fa cose diverse, più apprezzate e in linea con i valori e le mode del momento. Ti piace parlare poco? Ti piace stare in disparte e osservare? Autostima è farlo senza sentirsi timido, isolato, sfortunato; è farlo e basta! Il modo comune di intendere l’autostima è uno dei motivi principali della scarsa autostima che molti sostengono di provare: considerare difetti quelle che sono proprie caratteristiche contraddice infatti l’essenza stessa dell’autostima, cioè apprezzarsi per ciò che si è.