Celidonia: proprietà, principi attivi e modi d’uso

Grazie alle potenti sostanze alcaloidi contenute nella pianta, la celidonia aiuta contro verruche, calli e duroni. È inoltre benefica per acne, eczemi e altre dermatiti, favorisce la digestione e il sonno

Celidonia: proprietà, principi attivi e modi d’uso
Redazione Riza
Da oltre 40 anni offre strumenti pratici per migliorare la vita quotidiana.
30.06.2016

Appartenente alla famiglia delle Papaveraceae, la celidonia (Chelidonium majus) è una pianta erbacea dai piccoli fiori gialli, che cresce spontanea in Italia e in tutto il bacino del Mediterraneo in boschi, zone incolte e giardini. È una vicina parente del Papaver somniferum, da cui si estrae I’oppio, e del papavero comune, il Rosolaccio. Il suo nome significa “erba delle rondini” che in greco si chiamano, appunto, chelidôn, perché questi uccelli prendono piccole parti della pianta per strofinarle sugli occhi non ancora aperti dei piccoli (il suo lattice aprirebbe infatti i lembi di pelle, consentendo ai rondinini di vedere). È nota fin dall’antichità per le sue proprietà curative nei confronti delle patologie oculari e per le sue proprietà benefiche per il fegato. Oggi è invece utilizzata soprattutto per curare le verruche, per cui viene anche chiamata erba delle verruche.

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Principi attivi della celidonia

I principi attivi della celidonia sono essenzialmente alcaloidi (come la berberina, la coptisina, la chelidonina, la sanguinarina e l’allocriptopina), sostanze basiche che scatenano potenti effetti nell’organismo, anche in piccole dosi.

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Proprietà medicinali della celidonia

La celidonia possiede proprietà antispasmodiche benefiche per i crampi intestinali e gastrici e per il trattamento dell’asma. Grazie alle sue proprietà colagoghe e coleretiche, ovvero stimolanti per la secrezione della bile, aiuta il fegato, in caso di ittero, colecistite o litiasi. Inoltre, per il lieve effetto sedativo, la celidonia contrasta nervosismo e insonnia. Grazie alle sue proprietà antimicotiche, questa pianta si può applicare anche sulla pelle per alleviare diverse affezioni dermatologiche, in particolare le verruche causate da alcuni tipi di Papilloma Virus, oltre a calli, eczema, dermatosi, impetigine e tigna.

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Usi e applicazioni

In erboristeria, si impiegano le parti aeree della pianta, il lattice (linfa) e le radici della celidonia, da utilizzare rispettando le dosi consigliate e per periodi limitati. Vediamo come.

  • Duroni e verruche: si applica una piccolissima dose di succo fresco di celidonia sulla parte, facendo attenzione a non toccare la pelle circostante per evitare irritazioni. Il succo si può utilizzare puro o diluito e si prepara così: dopo aver raccolto la pianta, si frantuma senza entrarvi in contatto e si applica una goccia di lattice 2 o 3 volte al giorno direttamente sulla zona da trattare. Il succo può essere anche diluito: in questo caso, aggiungere un cucchiaino da caffè di succo fresco di celidonia a un infuso di tiglio e applicare 2 o 3 volte al giorno, prendendo comunque la precauzione di proteggere la pelle sana circostante.
  • Calli: spennellare la parte con il liquido ottenuto, lasciando macerare una foglia di celidonia in un bicchiere d’acqua.
  • Disturbi digestivi ed epato-vescicolari: si assume in infuso, estratto secco o in formulazioni omeopatiche secondo le dosi consigliate dal medico specialista. L’infuso si prepara immergendo 5 g di foglie secche di celidonia in un litro di acqua bollente e lasciando in infusione per qualche minuto. Assumere per 3 volte al giorno. Il gusto è particolarmente amaro, ma si può dolcificare con il miele.
  • Nervosismo e insonnia: in questo caso è utile l’infuso, da assumere la sera o al bisogno.
  • Artrite e dolori: si possono fare bagni alle mani e pediluvi da ripetere due volte al giorno con il decotto di celidonia (ottenuto mettendo una piccola manciata di foglie e gambi secchi in un litro d’acqua, da fare sobbollire per 5-8 minuti).
  • Acne, dermatosi ed eczemi: sono ugualmente utili i bagni, utilizzando solo le foglie per preparare il decotto.
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Controindicazioni e precauzioni d’impiego

Se assunta ad alte dosi o per tempi prolungati, la celidonia è una pianta che può risultare tossica per il fegato a causa della presenza di alcaloidi. Non superare perciò le dosi e le quantità prescritte per la preparazione di infusi o tisane; inoltre, non bisogna ingerire la pianta fresca né il lattice, che è altamente corrosivo per le mucose e può provocare gravi irritazioni della mucosa digestiva e sintomi come nausea, vomito e diarrea. L’assunzione della celidonia è controindicata in gravidanza e nei bambini. In ogni caso, prima di assumerla è bene consultare il proprio medico di fiducia.

Redazione Riza
Da oltre 40 anni offre strumenti pratici per migliorare la vita quotidiana.

I contenuti sono curati da un’équipe di esperti e terapeuti, guidata dall’esperienza del gruppo Riza, punto di riferimento riconosciuto nel panorama della psicosomatica, della salute mentale e fisica.

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