Via i gonfiori col formaggio di capra
Più magro e digeribile di quello di mucca, non irrita l’intestino ed è anche più ricco di principi attivi che rassodano i tessuti e accendono il metabolismo
Tra le varietà di latte, quello di capra è stato il primo a essere munto e consumato dall’uomo: nei tempi antichi presso numerose civiltà del bacino del Mediterraneo e in Oriente questo prezioso alimento ha infatti rappresentato il nutrimento principale di neonati e bambini. In effetti, il latte di capra per composizione chimica è (insieme a quello d’asina) il più simile al latte materno, anche se nel tempo è stato “soppiantato” dal latte vaccino. Scopriamo insieme questo alimento (e il formaggio che se ne ricava), con le sue proprietà e gli utilizzi migliori per linea e salute.
Un formaggio amico dell’intestino
Negli ultimi anni i formaggi di capra sono tornati in auge perché sono più magri e digeribili rispetto ad altri formaggi. Inoltre, sembra che i formaggi caprini siano meglio tollerati dalle persone intolleranti alle proteine del latte vaccino, che spesso soffrono di disturbi intestinali e in molti casi tendono anche al sovrappeso: in questi casi, il formaggio di capra può nutrire senza infiammare e contribuire anche a sgonfiare l’addome, ma il suo consumo va comunque valutato da uno specialista. Invece, le persone allergiche al lattosio devono comunque escludere dalla propria alimentazione i formaggi di capra in quanto anche il latte di capra contiene questo zucchero.
Il caprino è più ricco di nutrienti e ha un maggiore potere saziante
Latte e formaggi di capra sono da preferire rispetto ai derivati del latte vaccino perché la capra è un animale che nasce “biologico”. Cosa significa? Che non è un mammifero che si presta all’allevamento intensivo, non viene alimentato con insilati (ovvero mangimi industriali) e si trova bene nel suo habitat naturale, ovvero l’alpeggio. Rispetto al latte vaccino, inoltre, il latte di capra contiene più ferro (il doppio rispetto al latte di vacca) e calcio, minerali che aiutano a raggiungere prima la sazietà. Ricordiamo anche che il latte di capra è molto più digeribile rispetto al latte vaccino perché le sue proteine e i suoi grassi hanno una struttura molecolare più facilmente assimilabile. Non solo: il caprino fresco è un formaggio magro: un etto contiene circa 250 kcal, quindi è indicato anche in chi segue diete poco caloriche.
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Una vera miniera di fermenti lattici
Il caprino fresco naturale viene prodotto solo con latte crudo e per spontanea coagulazione acida (ovvero senza l’aggiunta di caglio). Durante questo processo, i fermenti lattici trasformano il lattosio in acido lattico, rendendo il prodotto più digeribile e dal sapore leggermente asprigno. Inoltre, evitando la pastorizzazione, il patrimonio vitaminico del latte viene salvaguardato e i batteri buoni che si producono spontaneamente rendono il caprino un alimento utile al buon funzionamento del nostro intestino. In commercio esistono anche formaggi di capra prodotti con l’aggiunta di caglio e/o ottenuti con latte lavorato ad alte temperature, in cui però la percentuale di vitamine e proteine è più bassa rispetto a quella dei prodotti ottenuti dal latte crudo. Per questo stesso motivo il latte di capra andrebbe consumato preferibilmente crudo e mai troppo caldo o bollito, altrimenti si perdono gran parte dei suoi preziosi nutrienti.
Due ricette veloci con il formaggio di capra
Come consumare i caprini? Ecco un paio di semplici ricette.
Insalatina di sedano, noci e caprino
Ecco un ottimo antipasto di facile esecuzione, leggero e gustoso, che si prepara amalgamando un gambo di sedano a fettine, 5-6 noci sminuzzate e un caprino. Si condisce con poco olio EVO e un pizzico di sale e si può spalmare sul pane nero.
Involtini cremosi di bresaola
Aggiungi al formaggio di capra morbido un trito di erbe aromatiche e avvolgi il composto all’interno delle fette di bresaola: è un secondo magro, gustoso e facile da preparare. E sostituisce la “solita” carne.
Leggi bene l’etichetta
Bisogna accertarsi che i formaggi di capra siano interamente prodotti con latte caprino e non con latte misto: è un dettaglio riportato sull’etichetta e che non deve essere trascurato. La legge italiana, infatti, consente di vendere formaggi denominati “caprini” anche se sono ottenuti da latte misto (vaccino e di capra).