Le cause della claustrofobia sono molteplici ma derivano tutte da uno shock mentale che all'improvviso ci getta nel panico: una fobia da superare con cure personalizzate
Come superare la claustrofobia
Claustrofobia, il terrore di non trovare una via d'uscita
Sentirsi obbligati a fare sei piani a piedi anche se l'ascensore funziona perfettamente per non rischiare di restare chiusi dentro. È questa la situazione che meglio esprime una delle fobie più conosciute: la claustrofobia. Questo disturbo può essere l'unica spia di uno stato di ansia che per il resto rimane "sommerso", o può accompagnarsi ad altri sintomi psichici: agorafobia, ipocondria, ansia generalizzata. In tutti i casi l'esposizione alla situazione temuta, e talora anche solo l'idea di affrontarla, può far scattare un intenso attacco di panico. La persona che soffre di claustrofobia può aver avuto anche solo un attacco in passato, ma ciò è bastato a creare la fobia, un'irrazionale e paralizzante terrore di situazioni simili o analoghe, e di conseguenza a evitare tutte le situazioni "chiuse" che potrebbero far emergere nuovamente la claustrofobia.
Se la nascondiamo la claustrofobia si rafforza
Benché la claustrofobia sia un problema diffuso e decisamente fastidioso, viene spesso trascurato proprio da chi ne soffre: si cerca di non dichiararlo - cosa quasi impossibile - inventando qualsiasi scusa per spiegare le "strane" rinunce e i comportamenti di compromesso, si pensa che forse un giorno la claustrofobia passerà da sola o al contrario che non c'è niente da fare, si assumono farmaci "alla bisogna" spesso del tutto fuori dal controllo medico. Ed è sbagliato perché nel tempo la claustrofobia si struttura come abitudine di vita, come equilibrio psichico quotidiano, sostenuto da meccanismi cerebrali che si cronicizzano. Perciò va curata bene, evitando psicofarmaci e comprendendo il senso della propria claustrofobia, che può essere assai diverso da altri che pure ne soffrono allo stesso modo.
Possibili cause della claustrofobia
Se il cervello produce la claustrofobia c'è sempre un motivo, o anche più d'uno. Riconoscerlo è essenziale per rimuoverlo alla radice e tornare a vivere liberamente.
- Pericolo: si sta vivendo una situazione esistenziale, affettiva o professionale che appare senza via d'uscita.
- Pressione: da troppo tempo si viene sottoposti a forti pressioni, richieste, aspettative e giudizi, a cui non ci si sottrae o non si può reagire.
- Trauma: si è di recente vissuto un evento traumatico (un incidente, un borseggio...) che ha fatto temere per la vita propria o di una persona cara.
- Trasformazione: si conduce una vita che non viene più sentita come propria, ma non si riesce ancora a fare cambiamenti.
- Cerebralità: la vitalità è stata intrappolata dalla ragnatela della razionalità, che vuole controllare tutto. Mancano azione di cuore, d'istinto e d'anima.
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Cosa fare: accetta il problema e rinuncia alle terapie d'urto
Non forzarti
- Nello stato in cui sei le prove di forza potrebbe anche peggiorare le cose. Accetta al momento il problema
claustrofobia e non vergognartene.
Ricontatta il corpo
- Sono molto utili massaggi e tecniche corporee che, con assoluta gradualità, ti facciano percepire il corpo come un amico sicuro, come la tua casa.
Scrivi i sogni
- Fallo almeno per qualche settimana. Essi ti sveleranno il cuore del problema. Poi, se lo ritieni, potrai chiedere a uno psicoterapeuta di aiutarti a coglierne il senso.
Fai modifiche indirette
- Individuato il vero problema restane consapevole ma non attaccarlo in modo diretto. Cambia invece lo schema della giornata e della settimana: orari, ritmi, scaletta, percorsi. Se lavori in modo strutturato, agisci sul tempo restante.
Aspetta la forza
- Ora attendi che la "scelta di cambiamento" ti si presenti senza che tu ci abbia pensato. Lascia che prenda forza dentro di te: devi solo aspettare.
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