Fegato


Il fegato: che cos’è?
Il fegato è la principale ghiandola del corpo, situata nell’addome superiore, a destra, sotto il diaframma. Il fegato ha un ruolo fondamentale per il metabolismo e numerose funzioni, tra cui: produzione e deposito di energia, creazione di proteine plasmatiche essenziali, filtro e neutralizzazione di sostanze tossiche e farmacologiche, fornitura di elementi per la coagulazione del sangue, oltre alla secrezione della bile nel duodeno atta alla digestione dei grassi alimentari.

I simboli del fegato
Il fegato è la sorgente prima di tutte le energie, la sede della loro elaborazione.
«Hai conquistato il mio fegato» dice la donna berbera, in Marocco, alla fiera delle spose, per esprimere il suo consenso all’uomo che la chiede in moglie. In una terra dove la vita è una lotta quotidiana, la donna offre al marito, più che il suo amore, la forza e il coraggio, ovvero il suo fegato. In quasi tutte le culture e le tradizioni, il fegato è considerato l’organo più direttamente connesso all’espressione del coraggio, dell’energia vitale, della determinazione, vedi espressioni come “avere fegato” o “persona di fegato”.

Se per molte tredizioni il cuore è il luogo della decisione etica, il centro della personalità, mentre ciò che è posto al di sotto del cuore assume connotati di pulsionalità e istintualità, si può ben dire che il fegato appare come un “cuore più basso”, più profondo, più rudimentale e ricco di passione.
Al cuore, da cui deriva etimologicamente la parola “cor-aggio”, è affidato l’incarico di raccogliere e coordinare quella forza che, attraverso il sangue, raggiunge tutto l’organismo, ma al fegato è demandato il compito di produrla e accumularla.

Il fegato è, fisiologicamente, soprattutto un deposito e una fabbrica di energia: infatti, immagazzina il glucosio sotto forma di glicogeno, e lo rilascia a seconda delle esigenze energetiche del momento. Questo meccanismo apparentemente semplice permette di svincolare l’uomo dalla necessità di dover continuamente provvedere ad alimentarsi, allo scopo di mantenere costante il nutrimento cellulare. Come una sorta di alchimista, il fegato estrae dalla materia bruta (il cibo digerito) le sue potenzialità energetiche e plastiche, riducendola all’essenza, così da renderla disponibile per lo sviluppo e la continuazione della vita.

L’essenzialità di quest’organo, per la vita ne ha fatto, nella fantasia e nella concezione di tutti i popoli, il “re” della materia, da cui sa trarre l’energia necessaria al sostentamento e, per analogia, anche le qualità per superare i momenti critici: il coraggio e l’ardimento.
Il fegato inoltre raccoglie e filtra tutto il sangue proveniente dagli organi addominali: si tratta del sangue venoso che è circolato nei tessuti periferici, caricandosi di sostanze di scarto, tossiche, che  qui  vengono ossidate, scomposte e neutralizzate.

Si può dunque affermare che il sangue esce dal circolo endo-epatico filtrato, “ripulito”, ricaricato.

La sua apparente inesauribilità, dovuta all’incessante rigenerazione, lo ha reso simbolo di impavidità, abnegazione, rinnovamento.
Non a caso la mitologia ci parla del ribelle Prometeo che, avendo rubato il fuoco dal carro del Sole per donarlo agli uomini, suscitò le ire di Zeus. Questi, per vendicarsi, lo fece incatenare nudo a una vetta del Caucaso, dove un avido avvoltoio gli divorava il fegato tutto il giorno, un anno dopo l’altro; e il suo tormento non aveva fine, poiché ogni notte il fegato gli ricresceva.

Per la sua struttura e le funzioni cui è preposto, il fegato conferma le intuizioni dell’inconscio collettivo, espresse in miti, immagini, metafore. Come maggior laboratorio biochimico dell’organismo, in effetti, il fegato è davvero alla radice della produzione dell’energia e della sua trasformazione e conservazione.
 
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Il blog di Raffaele Morelli

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