Tachicardia e palpitazioni: cause, sintomi, rimedi naturali

Spesso il ritmo del cuore si altera a causa dell’ansia o dello stress: in assenza di patologie cardiache, puoi vincere la tachicardia con la natura

Tachicardia e palpitazioni: cause, sintomi, rimedi naturali
Redazione Riza
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06.06.2018

L’apparato cardiovascolare è un sistema complesso costituito dal cuore e dai vasi sanguigni che permette al sangue di raggiungere, irrorare e nutrire tutti i tessuti del corpo, la sua efficienza è quindi fondamentale per il buon funzionamento di ogni distretto corporeo e di ogni cellula. Per conservarlo in buona salute è necessario mantenere pulito il sangue e i vasi che lo contengono, ma soprattutto preservare il cuore dai fattori che possono minacciarlo. Al primo posto tra i fattori dannosi per il cuore figurano l’ansia e gli stress prolungati, compresi quelli emotivi o affettivi, che allertano il Sistema Nervoso Simpatico e, oltre a interferire col ritmo cardiaco, mandano in circolo un surplus di cortisolo che contrae i vasi. Non a caso le ricerche dimostrano che la probabilità di avere un infarto è più alta nelle prime tre ore dopo il risveglio (+ 40%) e di lunedì (+13%), a causa dello “stress dell’avvio”, di giornata o di settimana.

 

 

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Le alterazioni del ritmo più comuni

Le più comuni alterazioni del ritmo comprendono un complesso di sintomi – extrasistoli, tachicardie, bradicardie e aritmie in generale –  che non dipendono da una vera e propria patologia cardiaca, ma da un aumento dello stato di tensione emotiva.  Nella tachicardia (da tachis = accelerato) il cuore sembra saltare in gola o scappare dal petto. Nel linguaggio psicosomatico, il cuore che “batte in gola”, luogo deputato alla comunicazione verbale, rivela il bisogno pressante di esprimere con urgenza un’emozione.

 

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La tisana sedativa contro la tachicardia

Nelle alterazioni del ritmo occasionali e lievi, è utile assumere una tisana sedativa a base di melissa, passiflora e fiori di camomilla matricaria, che agiscono in sinergia sia sulla componente infiammatoria che su quella spastica e ansiolitica. Per prepararla versa in una tazza di acqua bollente un cucchiaio della miscela (fatta preparare in precedenza da un erborista), lascia riposare per qualche minuto, filtra e dolcifica con un cucchiaino di miele di tiglio.

 

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Eretismo, la tachicardia da ansia

L’eretismo cardiaco è un disturbo funzionale su base ansiosa che comprende extrasistoli, tachicardie, dispnea da sforzo, dolore precordiale e oppressione toracica. Negli stati ansiosi a componente affettiva possono essere presenti anche bolo isterico e dolori vaganti. Benché non sia in sé una vera patologia, l’eretismo cardiaco interferisce col ritmo fisiologico, aumentando la frequenza del battito e sottoponendo le coronarie a un superlavoro. Inoltre il cortisolo e l’adrenalina che i surreni mandano in circolo nei momenti d’ansia acuta contraggono i vasi sanguigni, generando picchi ipertensivi. Alla lunga questa altalena funzionale può generare un disturbo noto come “eretismo cardiaco”, con sintomi come extrasistoli, tachicardie, dispnea da sforzo, dolore precordiale e senso di oppressione toracica.

 

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I rimedi naturali per l'eretismo cardiaco

La terapia di fondo dell’eretismo cardiaco è l’oligoelemento Manganese-Cobalto, da accompagnare a tutti i rimedi indicati. Se ne assume una fiala sublinguale a giorni alterni, la mattina a digiuno, per un minimo di tre mesi.

Il rimedio naturale più indicato per contrastare l’eretismo cardiaco è l’estratto di foglie di olivo, ricco di oleuropeina, un polifenolo antinfiammatorio, antiossidante e immunomodulante, oltre a lignani e idrossitirosolo, altamente benefici per il sistema nervoso e per quello cardiocircolatorio. Cardiotonico, l’olivo ha un’azione ansiolitica e vasodilatatrice a livello coronarico, regola la pressione e contiene acidi grassi polinsaturi che riducono il colesterolo LDL, mantenendo pulite vene e arterie. La posologia consigliata è di 2 capsule al giorno di estratto secco di foglie d’olivo, titolato al 12,5% in oleuropeina.

Tra i rimedi omeopatici è indicato Lachesis 30 CH monodose quando il soggetto è iperteso e le crisi d’ansia, che nascono soprattutto quando si sente trascurato o attaccato, si accompagnano a tachicardia, violente emicranie e vampate. Se ne assume una monodose una volta alla settimana, per un mese.

 

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Angina pectoris: caratteristiche

L’angina pectoris si manifesta con un dolore cardiaco acuto dovuto al restringimento dell’arteria coronarica – per uno spasmo del vaso o per aterosclerosi – che può diventare cronico. Se la riduzione del flusso sanguigno è totale può dar luogo a un infarto e, a seconda dell’importanza delle arterie interessate, “inattivare” una parte di cuore più o meno estesa.

 

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Contro le crisi anginose funziona il Biancospino

Pianta del cuore per eccellenza, il biancospino  (Crataegus oxiacantha) agisce sia a livello dell’organo che sulla componente nervina del sistema cardiovascolare. Vasodilatatore, cardiotonico, ansiolitico, il biancospino riequilibra la pressione arteriosa modulandola, ed è un ottimo rimedio per i disturbi da distonia neuro-vegetativa, come palpitazioni, dispnea, dolore toracico e vampate congestive. Assumerlo restituisce serenità emotiva e mentale, producendo una piacevole sensazione di benessere. Posologia: Tintura madre di Biancospino, 30-40 gocce diluite in poca acqua, tre volte al giorno

 

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I rimedi omeopatici dell'angina pectoris

  • Kalium phosphoricum – È un sale essenziale che entra nella costituzione dell’organismo, soprattutto del sistema nervoso e dei globuli rossi del sangue. La sua carenza si manifesta con una personalità impressionabile, caratterizzata da un eccesso di ipersensibilità agli stimoli esterni come i rumori, e l’essere toccati. Tutto genera fatica, ogni piccola incombenza appare “troppo” e scatena i sintomi dell’eretismo cardiaco. Posologia: Kalium phosphoricum D6, 1 compressa 3 volte al giorno.
  • Aurum metallicum – Collerico, ipersensibile a tutti gli stimoli fisici e psichici, Aurum soffre di crisi depressive su base emotiva, che lo portano ad avere spesso importanti crisi ipertensive. Nella fase acuta della crisi il viso appare rosso acceso, congestionato, e possono essere presenti, oltre a forti palpitazioni, gonfiore allo stomaco e vampe di calore alla testa. Sintomo tipico: il cuore sembra fermarsi all’improvviso e poi riprendere a battere precipitosamente, con un’intensa sensazione d’angoscia. Posologia: Aurum metallicum 7 CH, 2 granuli ogni ora, fino a miglioramento della sintomatologia.
  • Cactus grandiflorus – È il rimedio della costrizione, in tutti i sensi: il suo sintomo più caratteristico è infatti la sensazione che il cuore sia costretto, imprigionato da una fascia o stretto nella morsa di una mano di ferro che gli impedisce di muoversi, come se non avesse spazio per battere. Sensazione che è data da una contrazione della muscolatura liscia circolare su base funzionale, negli stati generati da stress emotivo o affettivo, o anche organica. Il dolore si irradia a sinistra, artigliando il braccio fino alle punte delle dita, con sensazione di intorpidimento dell’arto e dolore pungente nel suo dito mignolo. Possono essere presenti dispnea, edema della mano sinistra, ipotensione e tachicardia. Posologia: Cactus grandiflorus 15 CH, 3 granuli 3 volte al giorno
  • Spigelia anthelmia – È il rimedio del “cuore nervoso”. I sintomi comprendono tachicardia con palpitazioni violente, percepite soprattutto stando sdraiati, di notte o la mattina al risveglio; dolori di tipo nevralgico a livello del seno sinistro, che si irradiano al braccio e alla mano sinistra o alla schiena; dolori anginosi con senso di costrizione, “sfarfallamento” o punture, che peggiorano piegando in avanti il torace, alzando le braccia, o inspirando a fondo. Nelle donne i sintomi compaiono spesso in concomitanza con il ciclo. Sintomo tipico: Il battito del cuore non corrisponde al polso.  Posologia: Spigelia anthelmia 7CH, 3 granuli 3 volte al giorno.

 

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Panico, il “falso infarto”

I sintomi sembrano quelli di un attacco di cuore: soffocamento e costrizione al petto, palpitazioni, sudorazione, tremori, brividi o vampate di calore, formicolio agli arti, senso di instabilità e paura di morire. Ma una volta portati all’ospedale per i controlli del caso la diagnosi è: attacco di panico. Una diagnosi che dovrebbe essere rassicurante, ma lascia la persona confusa, disorientata e più spaventata di prima: se non ci si può nemmeno fidare dei propri sintomi, come si fa a capire se si è in pericolo o no? E se dovesse succedere ancora, cosa faccio?  Per fortuna la medicina naturale può aiutarci con i rimedi adatti, da usare per almeno 3 mesi.

  • Tintura madre di Biancospino,  40 gocce in poca acqua 2 volte al giorno.
  • Tintura madre di Melissa, 30 gocce in poca acqua alle 10 e alle 17.
  • Kalium Phosphoricum D6 1 compressa al giorno, e fino a 6 volte al giorno negli attacchi acuti.

 

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Avvertenza

Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere divulgativo e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico. Disturbi come tachicardie, aritmie, dolore toracico o sensazione di oppressione vanno sempre segnalati al proprio medico curante o a uno specialista cardiologo, per escludere cause organiche e ricevere la terapia più adatta.

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I contenuti sono curati da un’équipe di esperti e terapeuti, guidata dall’esperienza del gruppo Riza, punto di riferimento riconosciuto nel panorama della psicosomatica, della salute mentale e fisica.

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