La polenta: proprietà e abbinamenti anti colesterolo

Di mais o di grano saraceno, questo cibo tipico del Nord Italia sgrassa il sangue, tonifica il fegato e rigenera i muscoli; ma solo con gli abbinamenti giusti.

La polenta: proprietà e abbinamenti anti colesterolo
Redazione Riza
Da oltre 40 anni offre strumenti pratici per migliorare la vita quotidiana.
13.12.2013

La polenta è un alimento tradizionale della cucina italiana, diffuso soprattutto nelle regioni del Nord, preparato a partire da farine di cereali come il mais o, in alcune varianti, il grano saraceno. Per molto tempo è stata considerata un cibo semplice e “di riempimento”, oggi invece viene rivalutata per le sue caratteristiche nutrizionali e per la versatilità in cucina. Come accade per molti alimenti a base di cereali, il suo impatto sulla salute dipende però da diversi fattori: il tipo di farina utilizzata, il grado di raffinazione e soprattutto gli abbinamenti scelti. Inserita nel modo giusto, la polenta può trovare spazio anche in un’alimentazione equilibrata.

 

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Farina integrale di mais: ideale anche per i celiaci

Dal punto di vista nutrizionale, la polenta di mais è costituita principalmente da carboidrati complessi, che forniscono energia all’organismo in modo progressivo. Preparata con farina di mais, è naturalmente priva di glutine e può quindi essere consumata anche da chi soffre di celiachia o di sensibilità al glutine. Contiene piccole quantità di fibre, soprattutto se ottenuta da farine meno raffinate, e apporta vitamine del gruppo B e minerali come fosforo e potassio. La sua digeribilità e il suo impatto sulla glicemia dipendono in larga misura dal tipo di farina utilizzata, dal grado di raffinazione e dagli alimenti con cui viene abbinata nel pasto.

 

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Polenta e colesterolo: con questi abbinamenti “ripulisci” il sangue

La polenta di mais, di per sé, è un alimento povero di grassi e naturalmente privo di colesterolo. Il suo effetto sul profilo lipidico dipende quindi soprattutto da ciò che le viene abbinato. Se accompagnata a proteine vegetali come legumi, ceci, fagioli o lenticchie, e a grassi di buona qualità come l’olio extravergine d’oliva, la polenta può inserirsi in un pasto che favorisce l’equilibrio dei livelli di colesterolo nel sangue. Anche l’abbinamento con pesce o carni magre, cucinati in modo semplice e senza eccesso di grassi saturi, permette di evitare quei carichi lipidici che, al contrario, contribuiscono ad aumentare il colesterolo LDL. Perché sono proprio gli abbinamenti corretti a rendere la polenta compatibile con una dieta attenta alla salute cardiovascolare.

 

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Polenta e glicemia: come evitare i picchi glicemici

Uno degli aspetti più importanti da considerare quando si parla di polenta di mais è il suo effetto sulla glicemia. Essendo un alimento ricco di amidi, se consumata da sola può determinare un aumento piuttosto rapido degli zuccheri nel sangue, soprattutto quando è preparata con farine molto raffinate. Questo effetto può però essere modulato in modo efficace, come accade per il colesterolo, attraverso la scelta degli abbinamenti. L’aggiunta di una quota proteica e di grassi “buoni” rallenta l’assorbimento dei carboidrati, favorisce una maggiore sazietà, nutre i muscoli e rende il pasto più equilibrato. Anche la presenza di fibre, apportate da verdure o legumi, contribuisce a migliorare la risposta glicemica complessiva e a rendere la polenta più adatta a un consumo regolare, oltre a favorire la regolarità intestinale e la pulizia del fegato.

 

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La polenta di grano saraceno: effetti su glicemia e colesterolo

La polenta di grano saraceno si distingue da quella di mais per un profilo nutrizionale diverso, più ricco di proteine e fibre. Il grano saraceno, pur non essendo un cereale ma uno pseudocereale, è naturalmente privo di glutine e contiene amidi che vengono assimilati più lentamente, contribuendo a una risposta glicemica più graduale rispetto alla polenta di mais, soprattutto se consumato in chicco o in farine poco raffinate. La presenza di fibre e di composti bioattivi come la rutina favorisce inoltre il benessere del sistema circolatorio e può contribuire al mantenimento di un profilo lipidico equilibrato, soprattutto se la polenta viene abbinata a verdure, legumi o fonti di grassi insaturi come l’olio extravergine d’oliva. Anche in questo caso, il beneficio non dipende dall’alimento in sé, ma dall’insieme del pasto e dalla frequenza di consumo: inserita in un’alimentazione varia, la polenta di grano saraceno rappresenta una valida alternativa per chi desidera controllare glicemia e colesterolo senza rinunciare a piatti tradizionali.

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Consigli pratici

Per ottenere una polenta di buona qualità, di mais o di saraceno, è preferibile scegliere farine biologiche o provenienti da piccoli mulini, meno raffinate e più ricche di componenti naturali del chicco. In questi casi la cottura è generalmente più lunga, dai 45 minuti fino a un’ora, ma consente una migliore gelatinizzazione degli amidi, rendendo la polenta più digeribile. Il sale va aggiunto all’acqua di cottura e non successivamente, per distribuirlo in modo uniforme senza eccedere nelle quantità. Per favorire il transito intestinale, soprattutto in chi soffre di stipsi, può essere utile completare il piatto con un cucchiaio di olio extravergine d’oliva a crudo: i grassi buoni, infatti, contribuiscono a lubrificare il contenuto intestinale e a rendere il pasto più funzionale dal punto di vista digestivo. Consumata con moderazione e ben abbinata, la polenta può trovare spazio anche in un’alimentazione attenta alla salute.

Redazione Riza
Da oltre 40 anni offre strumenti pratici per migliorare la vita quotidiana.

I contenuti sono curati da un’équipe di esperti e terapeuti, guidata dall’esperienza del gruppo Riza, punto di riferimento riconosciuto nel panorama della psicosomatica, della salute mentale e fisica.

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