Il pesto: la salsa amica del cuore
Il tipico condimento ligure a base di basilico, aglio e olio extravergine d’oliva non è solo buono, ma è anche un farmaco naturale dalle sorprendenti proprietà
Il pesto non è solo il simbolo della cucina ligure, ma un vero concentrato di benessere per l’apparato cardiovascolare. Se preparato secondo la tradizione, infatti, ogni suo ingrediente agisce in sinergia per proteggere il cuore. Scopriamo insieme tutte le sue proprietà e come preparare la ricetta tradizionale.
La sua base? Il basilico, una pianta “sacra”
Anticamente nei paesi asiatici il basilico era considerato una pianta sacra, usata nei rituali e in medicina, tanto che il suo nome latino Ocimum basilicum significa “profumo regale”. Incluso tra i rimedi della farmacopea medioevale, veniva usato per disturbi intestinali e digestivi, dolori mestruali e per favorire la montata lattea. Inoltre, il suo olio essenziale si impiegava per curare le punture d’insetto.
In cucina il basilico è diventato l’ingrediente del pesto agli inizi dell’Ottocento anche se, di fatto, già nel Medioevo in Liguria una salsa simile, a base di aglio, olio, sale e aceto, veniva usata come aromatizzante e conservante per le carni.
Digestivo e disinfettante
Il pesto contiene aglio e olio extravergine di oliva, che prevengono le malattie cardiocircolatorie, lubrificano l’intestino e hanno un’azione depurativa su fegato, stomaco e intestino, rinforzando cuore e circolazione e abbassando il colesterolo. Inoltre, l’aglio è anti tumorale, antidepressivo e rinforza le difese immunitarie. I pinoli sono invece ricchi di acido linoleico e vitamina E, potenti antiossidanti. E, insieme all’olio extravergine d’oliva, sono una fonte eccellente di grassi buoni e di minerali preziosi per la salute della pelle e delle articolazioni.
Il migliore? Quello fatto in casa
Per parlare di pesto bisogna innanzitutto fare una distinzione tra il pesto fatto in casa e il pesto pronto. Tra i prodotti confezionati in vasetto distinguiamo tra pesto industriale, preparato con ingredienti di dubbia qualità e l’aggiunta di additivi, e pesto artigianale Dop, prodotto con ingredienti a denominazione di origine protetta, indicati in etichetta.
In ogni caso, bisogna sempre leggere l’etichetta: se l’elenco degli ingredienti è troppo lungo, si tratta di pesto di qualità scadente e non bisogna acquistarlo. Ricordandosi comunque che quello fatto in casa al momento sarà sempre il migliore!
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Il più sano è il “pesto genovese”
La dicitura di un pesto di qualità e veramente sano è “pesto genovese Dop”, che si prepara a mano nel mortaio di marmo schiacciando gli ingredienti col pestello di legno. Un pesto denominato “alla genovese” potrebbe invece non contenere gli ingredienti della ricetta originale, ma dei surrogati: al posto dei pinoli anacardi o noci, olio di semi e non extravergine d’oliva, ma anche additivi quali zucchero, addensanti, conservanti, aromi artificiali, acido ascorbico e acido lattico.
Consumalo in 2-3 giorni
Una volta aperto il vasetto, il pesto Dop va consumato entro qualche giorno avendo l’accortezza di ricoprire la salsa rimanente nel contenitore con un filo di olio extravergine d’oliva. Altrimenti si ossida.
La ricetta originale
Il pesto originale genovese si ottiene schiacciando le foglioline di basilico nel mortaio con un pestello di legno, dopo aver sminuzzato l’aglio. Poi si aggiunge il sale marino in grani (che aiuta a conservare il colore verde della salsa), il formaggio grattugiato (2/3 di grana o parmigiano, 1/3 di pecorino), i pinoli e l’olio extravergine di oliva. Il composto dovrà essere omogeneo e denso.