La dieta a basso Indice Glicemico: cos’è, come funziona e gli esempi pratici

Dieta a basso Indice Glicemico: cosa mangiare, perché fa bene, i cibi a basso, medio e alto IG, esempi di menu quotidiano, colazione e cena a basso IG

La glicemia è la quantità di zucchero (o meglio glucosio) contenuta nel sangue. A digiuno la glicemia è di circa 70-99 mg di glucosio per decilitro di sangue. Quando si mangia un cibo che contiene carboidrati questo valore aumenta. Per lungo tempo si è creduto che tutti gli alimenti contenenti glucidi (zuccheri), a parità di quantità consumata, provocassero le stesse variazioni di glicemia nel sangue.

Intorno agli anni Settanta, una ricercatrice dell’Università di Stanford, Phyllis Crapo, dimostrò che a parità di contenuto di zuccheri, ogni alimento provocava un diverso aumento dei valori glicemici. Era dunque necessario misurare il potere “glicemizzante” di ogni cibo per poi poter paragonare tra loro le principali fonti di glucidi come pane, pasta, legumi, frutta, dolcificanti ecc.

Sulla base degli studi della Crapo, nel 1981 David Jenkins mise a punto le prime tabelle degli indici glicemici. In pratica se mangio un alimento ad alto IG, come il pane bianco comune (IG 100), la glicemia dopo il pasto sarà molto più alta rispetto a quella che si rileva dopo aver gustato un piatto di spaghetti integrali cotti al dente (IG 35-40), considerando quantità di alimento che consentano di assumere la stessa dose di carboidrati. Così il pane bianco favorirà il diabete, il rallentamento del metabolismo e il sovrappeso, con la formazione di grasso addominale, molto più degli spaghetti integrali cotti al dente.

Vuoi imparare a utilizzare l’Indice Glicemico per mantenerti in forma e in salute? Leggi allora questo articolo.

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Che cos’è l’Indice Glicemico?

L’indice glicemico o IG (dall’inglese Glycemic Index) è un concetto introdotto nel 1981 dal dottor David Jenkins dell’Università di Toronto, Canada, che corrisponde a un sistema per classificare gli alimenti contenenti carboidrati in base al loro effetto sulla glicemia, vale a dire in base alla loro capacità di modificare, dopo averli mangiati, i livelli di glucosio nel sangue.

All’origine, David Jenkins voleva migliorare il controllo della glicemia nel sangue nelle persone affette da diabete, fornendo loro una guida di semplice utilizzo per orientarsi nella scelta degli alimenti fonti di carboidrati più adatti.

Ma come si misura l’Indice Glicemico?

Per essere assorbiti e passare nel sangue i carboidrati devono essere trasformati in glucosio dagli organi dell’apparato digerente. La velocità con cui la glicemia sale dopo aver mangiato un cibo fonte di carboidrati, come frutta, verdure, pane, pasta e simili, si esprime in percentuale, confrontandola con l’aumento causato dall’assunzione di una dose standard di glucosio (o di pane bianco), presa come riferimento (indice glicemico = 100).

Facendo un esempio, un indice glicemico pari a 50 indica che il cibo preso in esame fa salire la glicemia con una velocità che è la metà (il 50%) di quella del glucosio (zucchero semplice, che aumenta la glicemia nel modo più veloce). Gli alimenti sono suddivisi in tre categorie principali in base al loro IG. Ecco alcuni alimenti comuni e la categoria a cui appartengono. Qui puoi trovare anche le tabelle che riportano i valori per ogni alimento.

Gli alimenti a basso, medio e alto Indice Glicemico

  • Basso IG (minore o uguale di 55): comprende alimenti che rilasciano glucosio in modo lento e costante, contribuendo a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue. Alcuni esempi sono legumi (lenticchie, ceci, fagioli), alcuni cereali integrali (riso basmati integrale, teff, quinoa, amaranto, grano saraceno, avena, orzo), banane acerbe, pere, arance e verdure come broccoli, carote crude e zucchine. Questi cibi sono ideali per fornire energia duratura senza causare picchi glicemici.
  • Medio IG (56-69): include alimenti che provocano un moderato aumento della glicemia. Esempi comuni sono il riso integrale, la pasta cotta al dente (gli spaghetti integrali cotti al dente hanno però un IG basso), alcuni frutti, come banane mature e uva, e il mais. Sebbene non siano problematici se consumati con moderazione, è utile combinarli con le proteine o i grassi per rallentarne l’assorbimento.
  • Alto IG (maggiore o uguale di 70): si tratta di alimenti che innalzano rapidamente i livelli di zucchero nel sangue, seguiti spesso da un calo repentino che può portare a stanchezza e fame. Tra questi troviamo pane bianco, dolci, bibite zuccherate, patate al forno e riso bianco. Consumare spesso alimenti ad alto IG può aumentare il rischio di problemi metabolici, come il diabete di tipo 2, il sovrappeso e la formazione di grasso addominale.

Conoscere l’indice glicemico degli alimenti è essenziale per scegliere cibi che supportino il benessere e prevengano picchi glicemici dannosi. Tuttavia, è importante considerare che l’IG può variare a seconda di numerosi fattori. Scopriamoli qui di seguito.

L’Indice Glicemico può variare. Ecco cosa devi sapere

Va detto che i cibi possono essere soggetti a un’ampia variabilità di valori, dovuta a molti fattori: la consistenza, la quantità di fibra, il metodo e la durata della cottura, la temperatura a cui viene consumato (freddo ha un IG più basso), il formato della pasta, i trattamenti subiti in precedenza, la varietà di frutta e il suo grado di maturazione e l’associazione con altri cibi e ingredienti.

Per esempio, la pasta può avere indici glicemici diversi a seconda del formato: gli spaghetti, e la pasta lunga in genere, hanno un IG più basso perché durante il processo di lavorazione l’amido presente nella pasta viene sottoposto a pressioni elevate (cosa che non accade per la pasta corta) e ciò fa sì che l’assimilazione sia più lenta. Anche la cottura determina delle variazioni nell’indice glicemico finale. Quella al dente, infatti, lo abbassa, mentre una cottura prolungata provoca un aumento del suo valore. Così come la temperatura: le patate lessate fredde hanno un IG inferiore rispetto alle stesse patate lesse consumate calde.

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Che cos’è la dieta a basso Indice Glicemico?

Questo tipo di dieta si concentra sugli alimenti che vengono digeriti e assorbiti lentamente dall’organismo, garantendo un rilascio graduale di glucosio nel sangue. Seguire una dieta a basso IG non significa eliminare i cibi ricchi di carboidrati, ma piuttosto scegliere con attenzione quelli che hanno un impatto più costante sulla glicemia. Questo approccio alimentare è particolarmente indicato per chi desidera:

  • migliorare la gestione del peso;
  • ridurre il grasso addominale;
  • prevenire o controllare disturbi metabolici come il diabete di tipo 2;
  • aumentare i livelli di energia durante la giornata;
  • contrastare l’invecchiamento precoce.

Perché la dieta a basso Indice Glicemico fa bene? Tutti i benefici

Seguire una dieta a basso indice glicemico non è solo una scelta alimentare, ma anche una strategia per migliorare il benessere generale. Questo approccio nutrizionale apporta infatti numerosi benefici per la salute, prevenendo molti disturbi e migliorando la qualità della vita. Ecco di seguito i principali vantaggi per la salute che derivano da una dieta a basso IG.

  • Prevenzione dei disturbi metabolici: una dieta a basso IG aiuta a stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue, riducendo il rischio di sviluppare condizioni come il diabete di tipo 2, l’iperglicemia e l’insulino-resistenza. Mantenere la glicemia sotto controllo evita sovraccarichi sul pancreas, che deve produrre meno insulina, favorendo così un metabolismo più efficiente.
  • Raggiungimento e mantenimento del peso forma con meno difficoltà: gli alimenti a basso IG forniscono energia in modo graduale, evitando bruschi aumenti e cali della glicemia che possono innescare attacchi di fame o voglia di zuccheri. Questa stabilità contribuisce a ridurre gli eccessi alimentari, aiutando chi desidera perdere peso o mantenerlo. Un tale approccio aiuta anche a prevenire l’accumulo di grasso addominale, che è spesso associato a complicazioni metaboliche e cardiovascolari.
  • Protezione della salute cardiovascolare: un’alimentazione a basso IG ha effetti positivi sui livelli di colesterolo, riducendo in particolare quello LDL (“colesterolo cattivo”). Inoltre, aiuta a regolare la pressione arteriosa e ridurre i fattori di rischio per malattie cardiovascolari, proteggendo il cuore e i vasi sanguigni.
  • Prevenzione dell’invecchiamento precoce: scegliere cibi a basso IG può rallentare i processi di invecchiamento grazie alla riduzione dello stress ossidativo e dell’infiammazione cronica. Questi alimenti aiutano a mantenere attivi i meccanismi di riparazione cellulare, proteggendo tessuti e organi dai danni del tempo.
  • Potenziamento delle funzioni cerebrali: mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue favorisce anche il benessere del cervello e del sistema nervoso, migliorando l’umore, la memoria e la concentrazione. Questo può essere particolarmente utile per chi soffre di sbalzi di energia, difficoltà di attenzione durante la giornata o memoria scarsa.

Cosa mangiare in una dieta a basso IG

Per seguire una dieta a basso indice glicemico, è fondamentale scegliere alimenti che rilasciano energia lentamente, evitando picchi glicemici. Tuttavia i cibi ad alto IG non devono essere eliminati. Per esempio la zucca, che risulta avere un elevato indice glicemico, viene in genere consumata in quantità modeste, tali da non produrre un’elevato carico glicemico totale. Inoltre, contiene particolari principi attivi che sono risultati utili nella prevenzione del diabete (nonostante l’IG alto) e molte altre sostanze (vitamine, minerali e fibra) che possono svolgere effetti favorevoli sulla salute.

Pertanto, cibi come la zucca, ma anche le carote, con un apparente elevato indice glicemico ma con basso tenore calorico e ricchi di micronutrienti, non vanno necessariamente eliminati, bensì consumati abbinando cibi proteici e minime quantità di grassi buoni. In pratica, fai così.

  • Combina i carboidrati con le proteine e/o i grassi: per esempio, abbina una fetta di pane integrale con avocado o una piccola porzione di formaggio. Piccole quantità di grasso aggiunte al pasto rallentano la digestione e tengono a freno la glicemia. Inoltre, i cibi in cui il contenuto di grasso è elevato, per esempio arachidi e noci (60% grassi), hanno un IG basso nonostante i carboidrati che contengono. Allo stesso modo, anche le proteine abbassano l’IG. Le trovi in carni, pesce, uova, legumi e frutta secca a guscio.
  • Riduci gli zuccheri semplici ed evita gli alimenti raffinati: si tratta di dolci e bevande zuccherate, ma anche pane, pasta o cereali in chicchi raffinati/bianchi (ovvero privati delle fibre).
  • Preferisci alimenti integrali e non processati: pane, pasta e cereali in chicchi integrali, alimenti freschi e naturali hanno un IG generalmente più basso rispetto ai prodotti raffinati e/o confezionati.

E ricorda che seguire una dieta ricca di alimenti a basso indice glicemico non significa rinunciare al gusto, ma scegliere opzioni che favoriscano il benessere e la stabilità glicemica.

 

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Cosa mangiare per una colazione a basso Indice Glicemico?

Una colazione a basso indice glicemico (IG) è un’ottima scelta per mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue, garantendo un’energia prolungata e prevenendo i picchi glicemici. Ecco alcune idee e suggerimenti:

Le basi della colazione

  • Cereali integrali non raffinati
    Pane integrale, di segale o ai cereali.
    Fiocchi d’avena (non zuccherati), meglio se preparati in un porridge.
    Quinoa cotta o amaranto come base alternativa.
  • Proteine
    Yogurt greco naturale o skyr (senza zuccheri aggiunti).
    Uova (strapazzate, sode o in omelette).
    Salmone per carpacci, ricotta magra o tofu per una versione salata.
    Una piccola quantità di frutta secca (mandorle, noci, nocciole).
  • Grassi sani
    Burro di mandorle o di arachidi 100% naturale (senza zuccheri o oli aggiunti).
    Avocado spalmato sul pane integrale.
  • Frutta a basso IG
    Frutti di bosco (mirtilli, lamponi, fragole).
    Mele, pere o kiwi.
    Un po’ di succo di limone su una macedonia per abbassare ulteriormente l’IG.
  • Bevande
    Tè verde, caffè senza zucchero o tisane.
    “Latte” vegetale non zuccherato (di mandorla, soia o avena).

Esempi di colazioni a basso IG

  • Dolce
    Porridge di avena con latte di mandorla, mirtilli freschi e una spolverata di cannella.
    Pane integrale con ricotta magra e una fettina di pera.
  • Salata
    Pane di segale con avocado, una fetta di salmone affumicato e semi di chia.
    Uovo sodo con una fetta di pane integrale e pomodorini.
  • Mix proteico 
    Yogurt greco naturale con una manciata di noci e qualche lampone, accompagnato da un cucchiaino di semi di chia.
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Cosa mangiare la sera per tenere bassa la glicemia?

La cena è un pasto cruciale per mantenere i livelli di zucchero nel sangue stabili durante la notte. È importante scegliere alimenti a basso indice glicemico e combinare i carboidrati complessi con le proteine e i grassi sani.

Vediamo alcuni esempi di cibi per una cena a basso IG.

  • Verdure non amidacee
    Spinaci, zucchine, broccoli, cavolfiore, funghi, melanzane e peperoni.
    Consuma queste verdure crude in insalata o cotte al vapore, grigliate o saltate con olio extravergine d’oliva.
  • Fonti proteiche magre
    Pesce (salmone, sgombro, merluzzo o tonno).
    Pollo o tacchino senza pelle.
    Tofu o tempeh per opzioni vegetali.
    Uova sode o strapazzate.
  • Carboidrati complessi a basso IG
    Piccole porzioni di quinoa, orzo, farro o riso integrale.
    Legumi come lenticchie, ceci o fagioli.
    Pasta integrale cotta al dente, magari condita con un sugo leggero a base di verdure.
  • Grassi sani
    Una porzione di avocado come contorno o spalmato sul pane integrale.
    Noci, mandorle o semi di chia per arricchire insalate o contorni.
    Olio extravergine d’oliva per condire le pietanze.

Esempi di cene a basso IG

  • Zuppa di lenticchie con spinaci freschi e una fetta di pane integrale.
  • Filetto di salmone al forno con broccoli al vapore e una porzione di quinoa lessata.
  • Insalata di pollo con avocado, cetrioli, pomodori e quinoa, da condire con un filo di olio extravergine d’oliva.
  • Frittata con zucchine, insalata verde e una fetta di pane integrale tostato.

Se lo desideri, puoi inserire nel menu serale anche un piccolo dessert, come 100 g di yogurt greco naturale con una manciatina di frutti di bosco.

Consigli utili per la cena

Seguire questi consigli ti aiuterà a tenere la glicemia sotto controllo e a favorire un sonno più riposante.

  • Evita porzioni abbondanti: mangiare troppo, anche cibi a basso IG, può comunque influenzare la glicemia. Preferisci pasti bilanciati e leggeri.
  • Combina fibre, proteine e grassi sani: rallentano l’assorbimento dei carboidrati e favoriscono la sazietà.
  • Scegli metodi di cottura salutari: grigliare, cuocere al forno o al vapore mantiene il profilo nutrizionale degli alimenti.
  • Limita gli zuccheri nascosti: evita salse pronte, condimenti industriali o bevande zuccherate.
  • Non mangiare tardi: concediti almeno 2-3 ore tra la cena e il momento di andare a dormire.
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La dieta a basso Indice Glicemico in pratica

Adottare una dieta a basso indice glicemico (IG) significa scegliere alimenti che rilasciano lentamente gli zuccheri nel sangue, mantenendo stabili i livelli di glucosio e prevenendo i picchi insulinici. Questo approccio non solo favorisce il controllo del peso, ma può anche essere utile per gestire la glicemia e migliorare l’energia quotidiana. In pratica, significa preferire cibi integrali, ricchi di fibre e grassi sani, limitando i carboidrati raffinati e gli zuccheri aggiunti.

Menu per un giorno a basso IG

Un menu a basso IG può essere equilibrato, gustoso e nutriente. Ecco un esempio di come strutturare la tua giornata, partendo dalla colazione fino ad arrivare alla cena, con piatti che favoriscono un rilascio graduale di energia. Con semplici scelte, è possibile mantenere sotto controllo la glicemia senza rinunciare al piacere del cibo.

Appena sveglio

½ bicchiere di acqua con 1 cucchiaino di tintura madre di bardana (disintossica dall’eccesso di zuccheri)

Colazione

Yogurt greco naturale con una manciata di noci e qualche lampone, accompagnato da un cucchiaino di semi di chia

Spuntino

125g di yogurt naturale con cannella

Pranzo

  • 1 porzione di pasta di quinoa con olive taggiasche
  • 200g di carote al vapore da condire con 2 cucchiaini di olio extravergine d’oliva, 1 cucchiaino di succo di limone e una presa di peperoncino

Pasta di quinoa con olive taggiasche

Ingredienti per 1 persona

  • 60g di pasta di quinoa • 1 zucchina • 1 pomodoro maturo
  • 1 cucchiaio di olive taggiasche • 1 spicchio d’aglio
  • 2 cucchiaini di olio extravergine d’oliva • 25g di parmigiano grattugiato
  • sale marino integrale e pepe nero q.b.

Preparazione

1 Metti abbondante acqua leggermente salata sul fuoco e, quando bolle, versaci la pasta di quinoa. Taglia a filetti la zucchina e il pomodoro.

2 Fai imbiondire leggermente lo spicchio d’aglio nell’olio extravergine d’oliva caldo e versaci prima le zucchine, poi i pomodori e le olive taggiasche. Fai rosolare, versa la pasta scolata al dente e servi con pepe nero e parmigiano grattugiato.

Merenda

  • 1 piccola banana poco matura e 10g di noci

Cena

  • 1 porzione di insalata di pollo, lattuga e pomodorini
  • 60g di grano saraceno (peso a crudo) da lessare e unire all’insalata, oppure sostituire con 30g di crostini integrali

Insalata di pollo, lattuga e pomodorini

Ingredienti per 1 persona

  • 180 g di petto di pollo alla piastra • 100 g di foglie di lattuga ben pulite • 100 g di pomodorini • 2 cucchiaini di olio extravergine d’oliva • 1 presa di capperi sott’olio
  • sale marino integrale e pepe nero q.b.

Preparazione

1 Taglia a tocchetti regolari il petto di pollo alla piastra, poi mettilo in una terrina e unisci la lattuga spezzettata, i pomodorini tagliati a metà, i capperi e condisci con olio, sale e pepe. 2 A piacere, unisci anche il grano saraceno lessato, oppure sostituiscilo con 30g di crostini integrali. Mescola e porta in tavola.

Maria Fiorella Coccolo
Naturopata e giornalista

Naturopata e giornalista pubblicista, è esperta di erbe officinali e alimentazione

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