Alt a stipsi e ristagni coi fagiolini

Apportano fibre, vitamine e tanto potassio: i fagiolini forniscono un mix di nutrienti che stimolano la diuresi e la peristalsi e liberano il corpo dalle scorie

Alt a stipsi e ristagni coi fagiolini
Redazione Riza
Da oltre 40 anni offre strumenti pratici per migliorare la vita quotidiana.
24.04.2015

Col nome di “fagiolini” o “cornetti” si definiscono i baccelli immaturi della pianta dei fagioli. Non possiamo dire che si tratti di veri e propri legumi, piuttosto di vegetali. Hanno infatti un contenuto di acqua elevato, tante fibre e pochissime calorie, quindi sono un ottimo alimento dimagrante, efficace nei cambi di stagione, quando c’è bisogno di depurarsi dalle tossine residue lasciate dalle influenze, dall’inquinamento atmosferico e da quello provocato dal riscaldamento casalingo. Se queste scorie ristagnano nell’organismo, creano infatti uno stato infiammatorio che, oltre ad abbassare le difese, rallenta anche il metabolismo.

 

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Facili da digerire, riducono il colesterolo

I fagiolini, rispetto ai fagioli, sono più facilmente digeribili. Ma sono anche fonte di vitamine e sali minerali: poco più di un etto di fagiolini contiene, fra l’altro, ben 1000 ORAC, un’unità di misura che calcola la capacità dell’organismo di catturare i radicali liberi e di proteggere i tessuti cellulari dal danno ossidativo. La stessa quantità di pomodori ne contiene appena 450. Il potere antiossidante dei fagiolini è dovuto in particolare al loro contenuto di betacarotene e luteina, che sono dei flavonoidi polifenolici, fra i più potenti agenti antiossidanti presenti in natura. Inoltre, i fagiolini sono alimenti sazianti e rinfrescanti, che favoriscono la diuresi: la fibra ha un ruolo fondamentale nel processo di depurazione dell’organismo, in quanto protegge la mucosa del colon, abbassa il livello di colesterolo e facilita il transito intestinale, fondamentale nel processo di disintossicazione. Ricchi di sali minerali, in particolare potassio, i fagiolini svolgono anche un’azione rimineralizzante, prevengono la stitichezza e, grazie al loro ridotto contenuto di zuccheri, possono essere consumati anche dai diabetici.

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Controlla che siano croccanti

I migliori fagiolini sono quelli di prima raccolta: teneri e dal colore brillante, non hanno il filamento laterale (presente nei fagiolini “vecchi”). Inoltre, all’atto di spezzarli si deve sentire un rumore secco. La cottura migliore è quella al vapore oppure la bollitura ma in poca acqua, in modo tale che non vengano dispersi i loro preziosi principi nutritivi. Se vuoi lessarli, sistemali in una pentola quando l’acqua bolle e lasciali cuocere per pochi minuti con il coperchio. La stessa acqua si potrà utilizzare come brodo di cottura per minestroni o zuppe: è ricca di potassio ed è un toccasana se soffri di ritenzione. I fagiolini si conservano in frigorifero avvolti in un sacchetto di carta per 3-4 giorni. Per surgelarli, invece, prima devi sbollentarli.

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Ottimi come sugo o piatto unico

Dopo la cottura i fagiolini possono essere conditi con olio EVO, succo di limone e, se gradito, con uno spicchio d’aglio affettato finissimo, che disinfetta l’intestino e sgonfia la pancia (se però non gradisci il sapore dell’aglio, lasciando gli spicchi interi, senza sbucciarli, l’aroma sarà smorzato e non darà problemi di alito). I fagiolini sono gustosi anche stufati: evita però l’olio e sostituiscilo con una salsa di pomodoro e basilico. In questo modo ottieni anche un ottimo sugo vegetale per condire la pasta.
Se invece vuoi un appetitoso piatto unico, basta aggiungere ai fagiolini dei pezzetti di prosciutto cotto a dadini e un rametto di rosmarino, completando il pasto con 1-2 fette di pane integrale.

Redazione Riza
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I contenuti sono curati da un’équipe di esperti e terapeuti, guidata dall’esperienza del gruppo Riza, punto di riferimento riconosciuto nel panorama della psicosomatica, della salute mentale e fisica.

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