VIDEO I miei auguri di buon anno

Ci lasciamo alle spalle un periodo difficilissimo: nell'augurarvi un sereno 2021, voglio ricordare a tutti i veri capisaldi della felicità e del benessere interiore

Voglio farvi i miei saluti e i miei auguri di buon anno partendo delle tante email che sono giunte in questi giorni in redazione; sono racconti che parlano delle difficoltà contingenti, della solitudine, di un periodo di festa così diverso da quelle degli altri anni. Nel farlo, mi soffermo su un tema: l'arte di stare con se stessi. Francesca mi scrive: "Nel giorno di Natale, le scrivo per parlarle della solitudine che caratterizza questi tempi. Vivo mille stati d'animo: tristezza per sapere la mia famiglia lontana, rabbia per non aver costruito una relazione stabile, ma anche una gioia inspiegabile. Tengo con me questi stati d'animo, che non hanno bisogno dei miei ragionamenti. Sono grata alla vita di avermi dato una forza che non credevo di avere e anche a lei, dottor Morelli, e a tutti voi per i consigli preziosi che date".

Siamo tante emozioni diverse

Vorrei che questa email fosse un esempio augurale: come Francesca, bisogna sapere che dentro noi stessi abitano tanti mondi, emozioni differenti, e ciò di cui bisogna maggiormente diffidare dunque è lo sguardo unilaterale, sempre uguale, soprattutto su noi stessi. La gioia può irrompere nella vita in un attimo a patto che non consideri definitivo nulla di quel che ti è capitato o ti capita. I genitori sono lontani? Io immagino la loro presenza. Gli amori non sono stati stabili? Io immagino un uomo o una donna sconosciuta a fianco a me. I bambini hanno tutti un amico immaginario: sanno vivere la realtà esteriore come quella interiore. Gli adulti perdono spesso queste immagini interiori e quindi passano il tempo a giudicarsi e a pensarsi inadeguati.

Accogli il gelo che ti abita

Annamaria invece mi dice: "Dopo il dolore che ho provato con un narcisista patologico, il mio ultimo partner, oggi sento una grande freddezza dentro di me e ne sono triste." Ma perché il gelo dovrebbe essere un'emozione inferiore al coinvolgimento caldo? Immagina il gelo che provi come una donna di ghiaccio che vive dentro di te. Se noi abbiamo un buon rapporto con l'inverno "interno", potremo vede fiorire la primavera; se continuiamo a dirci cosa ci manca, conosceremo solo una solitudine sofferente.

Il vero nutrimento dell'anima

Questo è il momento di avere il nostro pane dell'anima: il silenzio, diceva Spinoza, e le immagini. Ad esempio, le immagini del desiderio: io non sono solo quella sola senza affetti, o afflitta da problemi economici. Io sono quella che un'energia misteriosa edifica ogni giorno. Di quale energia sto parlando? Dell'energia del Sé, misteriosa e apparentemente incontattabile, ma solo a causa delle idee statiche che abbiamo sulla vita e sull'amore. Perché non pensare, dico ad Annamaria, che un narcisista patologico sia entrato nella tua vita per insegnarti una cosa più preziosa? Quale? Che non amerai più in quel modo, e questo grazie al gelo che ora provi. Una persona che non prende consapevolezza del proprio gelo vive solo relazioni simbiotiche, superficiali.

Il vero miracolo

Il maschile e il femminile si formano e ci formano incessantemente: sono loro la testimonianza più vera della magia che ci abita. Rita mi scrive per dirmi: "Sapesse quanto dolore ho provato per quest'uomo che mi prendeva e mi abbandonava ciclicamente. A un certo punto ho cominciato a seguire i consigli di Riza, immaginando un uomo misterioso, a sognare un uomo che mi proteggesse e mi desiderasse". Dentro ogni uomo c'è una donna che lo desidera, e dentro ogni donna lo stesso. Per paradosso, questi giorni di lockdown ci hanno anche permesso di trovare, per qualche istante, di fianco al dolore, la possibilità di portare la mente in un altro territorio: dentro di noi c'è altro che non vediamo.

Cercare il raccoglimento che anticipa la rinascita

Questa solitudine natalizia o dell'ultimo dell'anno senza feste può diventare un momento di raccoglimento: cerco dentro me stesso qualcosa che sa dove portarmi; anche nei più grandi dolori cerco l'immagine che dia sollievo, cosa che ai bambini riesce perfettamente. Se ricordiamo che siamo un processo in continuo mutamento, possiamo rifiorire sempre. La simbologia del primo dell'anno è affine alla potatura, al buttar via la mente vecchia. Per tornare nuovi e antichi al tempo stesso. Questo è il tempo delle radici, e dobbiamo ricordare che la nostra anima ha tre strati. C'è il tempo dello strato più profondo, quello appunti delle radici. Siamo dunque piante, ma poi siamo animali (il secondo strato) che come simboli portiamo dentro di noi. E infine, siamo lo strato degli uomini e delle donne che cercano l'infinito scrutando il cielo. Conoscere te stesso non vuol dire conoscere l'esterno, ma territori interiori inesplorati. Gli occhi dell'infanzia i greci li chiamavano Hermes, il dio fanciullo: qualunque cosa è sempre nuova. Auguro a tutti, per il 2021, di non usare più l'occhio del vecchio, della ripetizione, ma l'occhio del seme che genera nuovi frutti.

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