Come liberarsi dalle ferite del passato

Guarire dal passato significa smettere di alimentare le storie del dolore e ascoltare la parte più autentica di sé: lì nasce la trasformazione e una gioia nuova

Come liberarsi dalle ferite del passato
12.03.2026

Vi parlo del prossimo incontro in diretta online, che sarà mercoledì 25 marzo alle ore 18.30. La partecipazione è sempre molto viva e dalle tante mail emerge quanto il cambiamento dell’atteggiamento mentale possa generare un profondo benessere. Il titolo è: Come liberarsi dalle ferite del passato. È un tema forte, molto forte.

Molti racconti iniziano così: “Cinque anni fa mi è successo questo…”, “La mia ansia è cominciata qualche mese fa…”, “Nel mio matrimonio la crisi è iniziata l’anno scorso…”. Ognuno costruisce un’idea storica della propria storia, un’idea cronologica dei propri disagi. Ci si definisce attraverso ciò che è accaduto, come se il passato fosse una fotografia definitiva. Ma tutto ciò che viene catalogato come passato può diventare come un nero di seppia che chiude lo sguardo interiore.

Eppure, nell’adesso, proprio ora, stanno accadendo dentro di noi cose che non vediamo. Non le vediamo perché non siamo abituati a guardarle.

Ci sono alberi che in questo momento sono ancora spogli. Sembrano fermi, immobili. Ma dentro, in silenzio, stanno preparando la fioritura. Compiono trasformazioni invisibili che presto diventeranno fiori. Questo vale anche per noi. Dentro ciascuno c’è qualcosa che sta preparando la propria fioritura, anche quando ci si sente bloccati o segnati da ciò che è stato.

Il nostro , il nostro centro, è in continua metamorfosi. Eppure ci si continua a vedere sempre uguali, a ripetersi: “Sono così perché mio padre mi trattava così”, “Sto male per quello che mi è successo”. Ma non siamo soltanto il risultato del passato. Spesso la sofferenza nasce dal fatto che non si sta seguendo la propria natura, che si continua a vivere secondo un personaggio che non corrisponde più a ciò che si è.

Quando si smette di raccontare la ferita e si inizia a guardare le proprie qualità spontanee, ciò che fa vibrare, ciò che caratterizza in modo unico, emergono energie nuove. Spostando lo sguardo dalle spiegazioni alle immagini interiori, qualcosa si riallinea. La ferita, infatti, è spesso tenuta in vita dall’atteggiamento mentale con cui la si osserva.

Oggi si pensa che la felicità significhi assenza di dolore. Non è così. La gioia di vivere nasce dal riconoscere che siamo in continua trasmutazione. Non siamo più quelli di un’ora fa. Ma se restiamo fedeli a un’immagine fissa di noi stessi, soffriamo per difenderla.

Il senso di questo incontro è imparare a vedere ciò che dentro sta già cambiando, come un albero in inverno che prepara i suoi fiori. Perché ciascuno è qui per realizzare la propria natura, non per restare imprigionato nella propria storia.

Vi aspetto!

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