Impara a dire di no. Così cresce l’autostima e allontani chi ti manipola e ti toglie energia
Una relazione autentica non è fatta soltanto di «sì». Anche la libertà di dire «no» la rende più matura e vera.
Abbiamo un’idea molto sbagliata del nostro rapporto con gli altri e, soprattutto, delle nostre relazioni con il partner. Se io provo fastidio per qualcosa che accade nella relazione e, invece di esprimerlo, assecondo, faccio finta che vada tutto bene, non significa che non stia accadendo nulla. Accade che trasferisco all’altro l’idea che possa continuare ad avere determinati comportamenti. E così, poco alla volta, si creano delle ferite sempre più profonde.
Ogni relazione tra un uomo e una donna è l’incontro tra due campi energetici. I due hanno dei punti di contatto, ma hanno anche degli spazi propri. In ogni relazione ciascuno deve avere il proprio spazio. Se non ce l’ha, significa che si è troppo fuso con l’altro e, prima o poi, questo si paga.
Cito, per esempio, il caso di Marcello. Per anni ha sopportato molti atteggiamenti di sua moglie. Un giorno, tornando a casa, lei gli dice: «Guarda che io ho un altro e voglio andare a vivere con lui». In un attimo, lui ha visto tutte le cose che aveva sopportato negli anni della loro relazione. E, dentro quello stato di dolore immenso, si è reso conto anche di tutto ciò a cui aveva rinunciato. Per esempio, una cosa che adorava era fare delle camminate in montagna, cosa che sua moglie detestava. Da giovane le faceva con gli amici, poi aveva smesso.
Penso che, anche quando attraversiamo una grande sofferenza, dobbiamo cercare ciò che ci caratterizza, ciò che ci appartiene. Marcello ha cominciato allora a chiedersi: «Lei ha scelto le cose che le piacciono di più. Ma io, in questo momento, sto così male… Che cosa mi piace ancora?». Gli è tornato allora il desiderio di riprendere quelle camminate in montagna che aveva abbandonato: «Mi piacerebbe tornare a farle, magari come una volta». Così, poco alla volta, ha cominciato a iscriversi a dei gruppi che organizzavano escursioni. E, frequentando quelle persone, il dolore che provava per l’abbandono si attenuava tantissimo. Via via, anche i momenti di odio diminuivano, finché, in uno di questi gruppi, ha incontrato una persona con cui ha iniziato una relazione.
Marcello ha imparato così una cosa importante: in una relazione, quando qualcosa non funziona, bisogna avere il coraggio di dirlo. È un monito che vale per tutti noi. Non è che, perché io e te ci amiamo, dobbiamo entrare in una sorta di omologazione e diventare una continua successione di «sì», anche quando sentiamo più forte il bisogno di dire «no».
Se nella relazione ciascuno riesce a mantenere i propri spazi, allora anche i momenti di gioia, di amore e di coinvolgimento acquistano un valore autentico. Non sono più accompagnati dalla rabbia, dal rancore e dalla frustrazione per tutto ciò che si è subito e tollerato.
Dire di no, quindi, è un atto di indipendenza, ma anche un modo per difendere il proprio spazio. E rende la relazione più matura e autentica.
