Bipolarismo o disturbo bipolare: sintomi, cause e trattamento
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Bipolarismo o disturbo bipolare: sintomi, cause e trattamento

Il bipolarismo è una condizione clinica complessa, caratterizzata da repentini sbalzi del tono dell'umore: come si riconosce e come si affronta con la psicologia

Bipolarismo: cosa significa?

Il bipolarismo, noto clinicamente come disturbo bipolare, depressione bipolare o sindrome maniaco depressiva, è un disturbo psichiatrico caratterizzato primariamente da alterazioni significative del tono dell'umore. Le cause del bipolarismo sono molteplici e tende a essere cronico. Le statistiche mediche più recenti, pubblicate dal NIMH (il maggior centro studi di area medica a livello mondiale), affermano che questa patologia colpisca fra l'1% e il 2% della popolazione mondiali, senza differenze sostanziali fra i sessi. Il primo episodio di bipolarismo si presenta generalmente fra i 18 e i 30 anni e da quel momento si ripresenterà ciclicamente nel corso della vita.

Bipolarismo e bipolarità: ecco le differenze

Mentre il bipolarismo è una condizione clinica precisa e specifica, occorre considerare che il termine bipolarità è un concetto che abbraccia molte altre patologie, dalla depressione vera e propria agli attacchi di panico, dalla tendenza all'iperattività e ipercinesi alla sindrome premestruale dolorosa, fino alle forme psicosomatiche di psoriasi o ipertensione. La bipolarità è dunque una caratteristica che attraversa trasversalmente il mondo del disagio psicologico, che è universalmente caratterizzato da alterazioni e oscillazioni del tono dell'umore. Considerando il problema da questo punto di vista, la bipolarità è frutto di un'attitudine umana, ben spiegata dal principio della compresenza di fattori opposti psichici come base di funzionamento della mente umana, teorizzato da Carl Gustav Jung. Il bipolarismo è dunque l'estremizzazione ipertrofica di quest'attitudine all'oscillazione umorale, in sé non patologica e certamente non psicotica.

Bipolarismo cause

Dagli albori della psicoanalisi, la psicologia e la neurologia hanno cercato di rispondere a questa domanda: quali sono le cause del bipolarismo? Esistono evidenze che vi sia un aspetto di familiarità legato al patrimonio genetico ereditario, poiché statisticamente chi ha un parente affetto da bipolarismo ha il 10% in più di possibilità di sviluppare il disturbo rispetto alla media della popolazione. Recenti studi sui gemelli avrebbero confermato questa ipotesi, ma è anche vero che non è possibile sapere quanta incidenza abbia, nello sviluppo del bipolarismo, la convivenza o la stretta prossimità con un parente che ne è vittima. In altre parole, non sappiamo quanto contino i geni e quanto le relazioni primarie.

La prospettiva psicoanalitica classica propende invece, in coerenza con il modello teorico, l'idea che le cause del bipolarismo vadano cercate in un trauma subito nei primissimi anni di vita (2/3 anni), evento che avrebbe poi delle ripercussioni sullo sviluppo del cervello, con alterazione della produzione della serotonina, uno dei neurotrasmettitori del buonumore. Il limite di questa tesi è che, naturalmente, è possibile anche il contrario, ovvero che ci siano proprio queste alterazioni organiche alla base del bipolarismo, al di là della presenza o meno di traumi così arcaici da essere difficilmente rievocabili.

Carl Gustav Jung considera il bipolarismo alla luce della teoria degli opposti, quindi come un'alternanza di stati umorali in sé normale, ma che nei soggetti sofferenti raggiunge un grado di oscillazione eccessivo, determinando un andamento ciclico continuo, essendo difficile integrare gli stati psicologici contrapposti in una nuova "forma unitaria" più matura. Questa ciclicità è ben rappresentabile dalla figura del mandala e vedremo più avanti nell'articolo come l'arte possa essere un valido strumento di aiuto per chi soffre di bipolarismo.

Bipolarismo sintomi

Per prima cosa occorre distinguere i sintomi maniacali da quelli depressivi. Le fasi depressive durano più a lungo, quelle maniacali o ipomaniacali (meno gravi) non si protraggono in genere oltre i 30 giorni.

Bipolarismo sintomi maniacali

  • Elevazione abnorme del tono dell’umore e dell'autostima
  • Aumento della velocità del pensiero
  • Fuga delle idee e rapidi cambiamenti nel flusso del pensiero
  • Riduzione significativa del bisogno di sonno
  • Grandiosità, prodigalità eccessiva e spese pazze
  • Aumento esasperato del desiderio erotico
  • Aumento della socievolezza
  • Tendenza alla logorrea

Sintomi depressivi

  • Umore depresso per la maggior parte del tempo
  • Senso di colpa e di inutilità
  • Disinteresse verso le attività quotidiane
  • Tendenza all’isolamento
  • Autostima ai minimi
  • Sonno e appetito alterati
  • Fiacca perenne, energia fisica bassa
  • Pensieri di inguaribilità e di morte

Bipolarismo: la diagnosi

Secondo il DSM (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, giunto alla quinta edizione), occorre sapere che con il termine bipolarismo si intendono diverse forme di disturbo bipolare. Non  a caso nell'ultima versione del manuale ci sono diverse sotto categorie: il disturbo bipolare di tipo 1 (più grave), quello di tipo 2 e il disturbo ciclotico, o ciclotimia, cioè la forma più diffusa e meno grave. La diagnosi di bipolarismo quindi prevede che si vada a verificare la presenza di un episodio maniacale o ipomaniacale. La presenza del primo consente la diagnosi del tipo uno, la seconda del tipo due.

Per fare diagnosi di episodio maniacale, deve sussistere un periodo di tempo costante di almeno una settimana, costante per tutto il giorno, di umore elevato, irritabilità, energia prorompente e anormale. Durante questo lasso di tempo devono essere presenti almeno tre dei seguenti sintomi.

  • Elevata autostima e grandiosità
  • Riduzione del bisogno di sonno
  • Fuga delle idee o sensazione di avere il pensiero accelerato
  • Distraibilità patologica
  • Aumento delle attività finalizzate a una meta
  • Eccessiva partecipazione ad attività rischiose
  • Il disturbo è grave e arriva a compromettere il funzionamento sociale e lavorativo

La diagnosi di episodio ipomaniacale si differenzia sostanzialmente per il fatto che l'episodio non è così grave da compromettere il funzionamento sociale del soggetto, e che i sintomi siano tutti meno estremi. Il disturbo ciclotico presenta sintomi ancor meno gravi e la diagnosi prevede che per un periodo di almeno due anni il soggetto presenti episodi ipomaniacali lievi, alternati a fasi di depressione non maggiore.

Bipolarismo: il trattamento

La psichiatria ufficiale prevede per il bipolarismo un trattamento essenzialmente farmacologico, che si basa sui sali di litio, su farmaci anticonvulsivanti, sui neurolettici e sugli antidepressivi. Se nelle fasi acute del bipolarismo la sedazione chimica è spesso indispensabile, più discutibile appare invece l'utilizzo continuo degli psicofarmaci, che possono avere effetti collaterali anche gravi, specialmente quelli appartenenti alle prime tre categorie qui riportate. Naturalmente è indispensabile una psicoterapia mirata che si orienti in modo educativo, per aiutare il soggetto bipolare a convivere con gli aspetti più problematici del suo disturbo.

Combattere il bipolarismo: l'importanza della creatività

Un aspetto interessante del bipolarismo è il fatto che le crisi maniacali sono simili, come struttura, alle esperienze di estasi mistica, al picco orgasmico, agli stati di coscienza alterati. In tal senso è possibile ipotizzare che, a livello inconscio, il disturbo bipolare sia affine a una ricerca spirituale senza fede. Chi soffre di bipolarismo ha bisogno di questa ricerca di senso della vita, solo che la affronta percorrendo strade sbagliate che puntualmente lo deludono facendolo precipitare nella fase depressiva dove il senso si smarrisce. Per questo le attività creative, che facilitano la ricerca di quel senso, sono molto utili nel trattamento del bipolarismo e non è un caso che molti artisti, del presente e del passato, siano o siano stati bipolari. L'arteterapia, in ogni sua forma, è quindi una pratica utilissima, anche perché è dimostrato che ogni attività creativa stimola la produzione dei dopamina, uno dei neurotrasmettitori del buonumore, che nei bipolari è alterata.

Bipolarismo: la centralità delle relazioni

Un altro aspetto fondamentale nel trattamenti del bipolarismo è la cura delle relazioni. I bipolari tendono a isolarsi: vanno invece stimolati a sviluppare e conservare connessioni con il mondo esterno. Il contatto con l'altro, la fisicità affettuosa, l'occuparsi di un animale sono aspetti non secondari di un buon trattamento. Tutto questo implica che la persona affetta da bipolarismo e chi gli sta vicino siano disponibili a un lavoro costante su se stessi, senza indugiare nell'alibi della diagnosi cronica per non agire in direzione della cura e del miglioramento della qualità della vita, che è davvero possibile.

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