Psicosomatica

Vertigini: cause e rimedi

C’è chi non tollera il “distacco dal suolo” e rischia violenti attacchi di panico: un disagio da non sottovalutare e da affrontare con pazienza senza forzarsi

Tecnicamente si chiama acrofobia, popolarmente si dice che vertigini. Si tratta di un disturbo psichico, classificato dalla psichiatria come un “disturbo d’ansia”, per il quale il trovarsi a una certa altezza dal suolo – altezza che può essere diversa da persona a persona – crea un immediato e paralizzante terrore, spesso simile o sovrapponibile a un attacco di panico. Oppure, per chi già sa di soffrirne, è necessario evitare tutte quelle situazioni in cui il “distacco dal suolo” viene giudicato pericoloso dai propri parametri fobici.

Riflesso incondizionato

C’è chi lo prova alla sola all’idea di sporgersi un poco da un davanzale al terzo piano, chi teme di guardare giù nella tromba delle scale dal settimo piano, chi si agita in modo abnorme camminando vicino uno strapiombo, chi semplicemente guarda il pavimento mentre sta su una scala nella propria casa. In realtà i casi “patologici”, cioè invalidanti per chi ne soffre, non sono molti, ma quelli di lieve e media intensità sì. Ora, la cura dell’acrofobia non è semplice né veloce, perché il sistema dell’equilibrio e l’assetto neuropsichico sono da tempo abituati a questa situazione: in pratica, il terrore scatta come un riflesso incondizionato, di forte impronta biologica. Tuttavia, anche se il sintomo può non sparire del tutto, affrontare le cause psicologiche dell’acrofobia può essere comunque di aiuto su altri piani del vivere: esistenziale, sessuale, persino muscolare...


Cosa nasconde questa paura

-   La paura di lasciarsi andare, un bisogno di controllo.

-   Un eccesso di vita mentale.

-   Una forte sessualità inespressa e temuta.

-   Un distacco dalla propria profondità, dall’inconscio.

-   Una scarsa confidenza col proprio corpo.

 

Le situazioni più temute

-   Affacciarsi da piani alti con davanzale basso.

-   Guardare in uno strapiombo o a valle da un sentiero di montagna.

-   Non riuscire a scendere dopo aver raggiunto un posto o luogo elevato.

-   Salire sulla scala nel proprio appartamento.

-   Passare su un ponte pedonale stretto e con poca recinzione.

-   Alcuni giochi del Luna Park.

-   Andare in auto sulle strade di montagna senza guardrail.

-   Andare in funivia, seggiovia, aereo, ascensore panoramico.

I consigli

Aiutati lentamente

Il cervello non può liberarsi di colpo dall’acrofobia: abitualo con estrema gradualità, scegliendo l’altezza più abbordabile e non passando a una più “vertiginosa” finché non ti sei abituato alla precedente. Non sfidarti con prove da eroe: ritardano la guarigione e ti mettono in pericolo.

Utilizza tecniche corporee

La vertigine da altezza segnala che sei troppo mentale e poco radicato nel tuo corpo. Ritrova familiarità con la tua “terra biologica” mediante tecniche passive, a partire dalla reflessologia plantare.

Ritrova la profondità

L’acrofobia rivela anche una lontananza dall’inconscio e il timore di incontrarlo. Perciò, dopo qualche tecnica corporea, inizia anche degli esercizi - sempre passivi - di rilassamento psichico.

Osa di più nell’eros

Forse hai bisogno di perdere il controllo e vivere delle “vertigini sessuali”: osa di più con il partner, porta le tue fantasie nella coppia e sii curioso di ciò che sessualmente ancora non sai di te, che forse è molto…

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