Via l'incubo del primo colloquio
L'aiuto pratico

Via l'incubo del primo colloquio

Se lo si considera l’esame della vita, la prova che dovrà stabilire quanto si vale anche agli occhi di amici e familiari si rischia l'ansia: la elimini con le mosse giuste

In realtà è soltanto un colloquio, a cui nella vita ne seguiranno altri magari anchepiù impegnativi. Eppure il primo colloquio per un giovane che si affaccia sul mondo del lavoro può diventare fonte di grande ansia. Un’ansia ben al di sopra di quella fisiologica e capace di alterare la prova stessa. Ma perché tutto ciò? Innanzitutto perché è il primo vero esame “da adulti”, fuori dal grembo scolastico, e viene sentito come un’iniziazione; e poi perché per la prima volta il riconoscimento del proprio valore viene sancito non dai voti ma dal compenso economico, e i soldi rendono tutto molto più serio.

Il timore del giudizio che paralizza

Tuttavia perché l’ansia si inneschi è necessario che ci qualche problematica  psicologica già presente, alla cui base c’è la paura del giudizio. E sul colloquio pende sia il giudizio dell’esaminatore (cioè dell’azienda) ma anche quello proprio e dei familiari. Poi, parente stretto, l’eccessivo investimento: c’è chi va all’incontro come se fosse la prova della vita, su piani non solo professionali.  Del resto l’esito si baserà anche sull’equilibrio psichico e sull’autocontrollo dimostrati, nonché su un’immagine di sé affidabile e gradevole.

Si teme il rifiuto totale

Ma c’è dell’altro: l’esaminatore è uno sconosciuto che non farà sconti; il contesto dunque è neutro, non accogliente, e ciò atterrisce chi teme l’autorità. A volte poi si temono domande personali (sull’intenzione di avere figli o di sposarsi, sulla situazione familiare, sulle malattie avute). Soprattutto, si teme il rifiuto, che verrebbe vissuto come qualcosa di apocalittico e assoluto, evocatore di infantili sensazioni di non essere amato. Nonostante tutto questo, con le giuste mosse anche i più ansiosi possono farcela.                        

I sintomi più comuni

- Insonnia, malessere generale.

- Irritabilità, gestualità nervosa e perdita di spontaneità.

- Difficoltà di concentrazione, cefalea.

- Problemi digestivi.

- Eccesso di sudorazione.

- Eritrofobia (paura di arrossire).

- Tremori e tensione muscolare.

- Respiro contratto.

- Accentuazione di tic o di balbuzie (se ci sono).

I consigli utili

Fai tutto in segreto

- Non dire a nessuno la data del colloquio, neanche ai familiari. Così dovrai gestire solo la tua ansia e non quella degli altri, che costituisce spesso la maggior parte della tua preoccupazione.

Considera anche i tuoi desideri

- Non è un esame, ma un colloquio, un incontro a due. Anche lui - e soprattutto il lavoro che ti propone - deve andare bene te. È su questo che devi porre la tua attenzione. Anche tu devi giudicare e valutare.

Sii "sobrio"

- Non strafare nella preparazione, dentro e fuori. Sii sobrio. Se non controlli i sintomi, fai qualcosa di rilassante. Se sono invalidanti chiedi consiglio a uno specialista.

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