Ghosting: non ti lascio ma ti cancello
Coppia e amore

Ghosting: non ti lascio ma ti cancello

Sparire da una relazione senza dare spiegazioni non è una novità, ma i social hanno reso questo fenomeno molto diffuso: perché fa male e come difendersi

Ti stai frequentando con una persona, apparentemente va tutto bene, ma a un certo punto lui o lei si “dissolve” nel nulla, sparisce all’improvviso, smettendo di rispondere a chiamate, e-mail e messaggi. Si chiama ghosting, dall’inglese “diventare un fantasma”, ed è un fenomeno che negli ultimi tempi, in cui la comunicazione avviene in gran parte online, dilaga nell’ambito delle relazioni sentimentali, ma anche d’amicizia o professionali. Insomma, i piccoli codardi sono sempre esistiti e non assumersi le proprie responsabilità in un rapporto, attraverso uno smartphone, è molto più semplice. Una scorciatoia che, però, porta a conseguenze dolorose da non sottovalutare, sia per la vittima sia per il carnefice.

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Ghosting: cos’è

Il ghosting è una tattica aggressiva e immatura utilizzata da uomini e donne per concludere una relazione, ignorando ogni tipo di contatto con la persona con cui si frequentavano. Se ti è capitato, il “fantasma” in questione probabilmente non aveva più intenzione di vederti e tra il dirtelo in faccia ed “eclissarsi”, ha preferito la seconda. Il fatto di negarsi e sparire senza dare spiegazioni è sempre esistito, e degli amori che hanno la stessa durata di un battito di ciglia sono pieni i romanzi e le rubriche di posta del cuore. Non si tratta quindi di una novità, ma di un fenomeno psicologico che nell’era di internet è diventato sempre più virale, specie tra i più giovani. Questo perché social e chat online consentono uno scambio di messaggi continuo, e talvolta eccessivo, anche in assenza di un rapporto reale tra i due partner e soprattutto hanno eliminato la differenza che c’era un tempo tra sentirsi a distanza e parlarsi dal vivo. Non sembra strano, allora, comprendere quanto sia semplice e immediato non assumersi la responsabilità delle proprie azioni, oppure passare da una tempesta di telefonate al silenzio totale (e brutale). Su internet puoi mostrarti all’altro in qualsiasi maniera tu ritieni opportuna e questa quasi mai coincide con l’essere chi sei davvero, come quando ci si trova di fronte una situazione che non si sa gestire e che mette paura. Del resto, che ci vuole? Basta chiudere lo schermo del pc o mettere il cellulare in tasca e il ghosting è fatto.

Ghosting: identikit del "fantasma"

Come riconoscere chi fa ghosting? Che sia un uomo o una donna, esistono persone che appaiono più propense a dileguarsi dall’oggi al domani, lasciandoti in un mare di dubbi. Tra queste ci sono sicuramente i narcisisti, persone che manifestano un egoismo patologico: sono ipercritiche, fanno fatica a provare empatia e sono costantemente alla ricerca dell’approvazione, di un applauso del pubblico, per sentirsi realizzate. Si tratta soprattutto di uomini che, di solito, ti seducono e ti conquistano per dare voce alla loro gloria e con i loro atteggiamenti doppiogiochisti riescono, senza che nemmeno tu te ne accorga, a farti cadere nella trappola e a manipolarti secondo i loro interessi. Un primo consiglio è quello di tenere lontani tutti quelli che hanno come obiettivo unico il successo personale o che da un momento all’altro alternano, all’interno della coppia, parole e gesti freddi e distaccati a un ingannevole coinvolgimento emotivo. Attenzione anche a chi fa troppo il misterioso, agisce in silenzio per raggirarti, tende a essere poco rispettoso degli altri e naturalmente chi dimostra un modo di fare spesso infantile ma seducente.

Le cause psicologiche di chi fa ghosting

La mente del “fantasma” motiva la sua fuga nel bisogno di non provocare dolore a chi viene lasciato e per questo lo abbandona senza parole. Non è così: il nostro enigmatico amico non solo evita il confronto sparendo all’improvviso, ma si convince pure di farlo per il bene dell’altro, mentre in realtà ferisce nel profondo la vittima cascata nella sua rete. Una vittima che, incredula, si ritrova sola e paradossalmente si attribuisce la colpa: “Cos’ho sbagliato?”.

Vediamo nel dettaglio quali sono le tre principali cause del ghosting:

LA PAURA DEL CONFRONTO

Non prendersi le proprie responsabilità e sparire, diventare nebbia, è un comportamento passivo-aggressivo che il ghoster attua per non dare spiegazioni e ascoltare eventuali obiezioni, domande e lamentele dell’altro e tutelandosi così da probabili discussioni in cui potrebbe sentirsi giudicato. Agendo in questo modo si sente meno “cattivo”, tanto da annullare il rapporto come se nulla non fosse mai esistito nella realtà, magari nel tentativo di essere ugualmente amato e desiderato, anche dopo la rottura.

LA PAURA DEL CONFLITTO

Il fatto di sparire ed evitare lo scontro, rivela una forte immaturità psicologica, e perché no, un profondo senso di inferiorità espresso dal carnefice. Il segnale più evidente è proprio l’ostinato ricorso a queste strategie di evitamento: ad esempio, la rinuncia a esprimere il proprio parere, oppure a risolvere problemi o situazioni che con tutta probabilità sarebbero affrontabili, alla lunga non fanno altro che esacerbare preesistenti paure e insicurezze, che portano il ghoster a vivere in maniera conflittuale la sua intera vita emotiva. Un circolo vizioso che, se non individuato, può causare disturbi ben più complessi.

LA PAURA DELL'ABBANDONO

Spesso accade che il ghoster scelga di uscire dalla scena proprio quando la relazione stava iniziando a essere più intensa e coinvolgente e, in un certo senso, percepisce di stare vivendo qualcosa che potrebbe minacciare la sua indipendenza e stabilità emotiva. Allora, per paura di essere abbandonato, decide di passare subito all’azione, lasciando per primo e mettendo un freno alla sua sofferenza e, ben pensando, a quella del partner. Purtroppo ottiene un risultato opposto: con l’abbandono il legame intessuto tra lui e la sua vittima si fa molto più invischiato.

Ghosting: perché è così doloroso?

Il ghosting è capace di ferire nel profondo chi lo subisce. Lo dimostrano anche le neuroscienze: una ricerca dell’Università della California, pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences, ha scoperto che il dolore dovuto al rifiuto sociale attiva nel cervello le stesse aree neurali connesse al dolore fisico. La sofferenza da cuore spezzato fa molto male ed essere vittima di ghosting porta con sé tante conseguenze che derivano proprio da questo violento e silenzioso abbandono. Quando la persona che stavi frequentando sparisce nel nulla, inizi a rimuginare sul perché abbia scelto di agire così e su cosa hai fatto di tanto grave da non meritare nemmeno un saluto. Sei preoccupato: entri in una spirale di rabbia per il torto subito, di tristezza e di speranza del ritorno (che non avviene mai), che arriva a mettere in discussione la tua capacità di giudizio, di scegliere cosa sia giusto per te. Tutto questo non può che riflettersi sulla tua autostima: “Non valgo abbastanza”, “Se solo fossi stato più sicuro”, “Avrei dovuto fare così non cosà”. Ti riprometti a tutti i costi di non sbagliare la prossima volta, anche se questo fa scendere in campo una persona che non sei tu. Insomma, un’arma autodistruttiva che fa doppiamente male. Dall’altra parte, il ghoster non se la passa meglio: il prezzo da pagare ha spesso a che vedere con un terribile senso di colpa.

Cosa fare se lui o lei sparisce

Una regola per tutte è questa: ma perché una persona che si comporta così dovrebbe meritare la tua attenzione o il tuo amore? Vale davvero la pena soffrire per qualcuno che, poiché non è in grado di dirti addio, trova più congeniale (anche se del genio non c’è traccia) sparire come se nulla fosse? Assolutamente no, non lo meriti! In te non c’è niente di sbagliato: hai solo incontrato una persona che deve ancora crescere dal punto di vista emotivo. Questo non è un punto che segna una fine, ma è il via libera per cambiare pagina e riappropriarti della tua vita, delle tue passioni, del tempo prezioso per prenderti cura della tua anima. E magari camminare al fianco di chi è pronto a tenerti la mano.

Prova a fare così:

  • Passa il tempo con gli amici e la famiglia o dedicati ad attività, hobby che ti fanno stare bene e liberano la tua creatività, come il giardinaggio o scrivere e leggere. Il ghoster svanirà anche dai tuoi ricordi.
  • Fai qualcosa di nuovo: prova uno sport o iscriviti a un corso che hai sempre voluto fare, ma per il quale non hai mai avuto il tempo o il coraggio.

Il dolore che oggi ti fa soffrire, domani potrà diventare un corredo di esperienze che saprà guidarti e di cui fare tesoro nel futuro.

Mai vendicarsi di un ghoster

Se pensi di sentirti meglio muovendo vendetta contro il ghoster, stai commettendo un grosso errore. È come un boomerang: ti torna indietro e dopo fa ancora più male. L’idea di farla pagare a chi ti ha prima sedotto e poi abbandonato, umiliandoti, ti porta solo a stringere il legame che hai con questa persona, che magicamente potrebbe riapparire. Cosa fare quindi? Comportati come lui, sparisci dalla sua vita e non dargli modo di tenerti aggrappato nella sua rete. Liberati e fai ciò che ti rende felice, impara ad ascoltarti, non hai bisogno di lui o di lei per realizzare il tuo destino.

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